Le blog de Mohamed Belaali, 11 gennaio 2915 (trad.ossin)


Charlie Hebdo, manipolazione politica e isteria collettiva

Mohamed Belaali


Il 7,8 e 9 gennaio 2015 diciassette persone sono cadute sotto i colpi di fanatici religiosi. Giornalisti, vignettisti, poliziotti, netturbini e semplici cittadini, sono stati freddamente e vigliaccamente assassinati da tre uomini autoproclamitisi militanti del gruppo terrorista Al Qaeda. Questo massacro deve essere denunciato con forza e sincerità. E’ un crimine che non deve lasciare nessuno indifferente e insensibile al dolore delle famiglie.

Quando era ancora fresco il sangue delle vittime, una strana atmosfera si è abbattuta sulla Francia. Raramente recupero politico, ipocrisia e cinismo hanno raggiunto una simile intensità. Nei media, l’isteria ha toccato il parossismo.

In nome della “unità nazionale” e in nome della “libertà di espressione”, si mette a tacere ogni velleità e qualsiasi possibilità di esprimere un pensiero diverso. Ogni voce dissonante è considerata con sospetto, emarginata e sottilmente repressa. Diventa un dovere per tutti, senza eccezione, di essere Charlie. La ragione deve restare in sonno. Si sveglierà forse più tardi. Al momento conta solo sottomettersi totalmente alla unione sacra contro il terrorismo. Un lento processo di fascistizzazione degli spiriti procede insidiosamente.

Non c’è posto per gli eretici in questo bel concerto di unanimismo. Il loro pensare ed essi stessi costituiscono una offesa, un affronto ed un insulto al discorso dominante.

Chi ha creato il terrorismo e i terroristi? Chi li arma, li finanzia, li addestra? Quale è il ruolo degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita, del Qatar, della Turchia e dei governi europei, quello francese in particolare? Chi incitava i giovani a partire per la Siria per fare la guerra santa contro il regime di Bachar? Chi ha inventato dal nulla i ribelli siriani, libici e i mujaheddin della libertà? Mille domande che oggi vengono occultate e tenute in ombra. La folla deve restare ignorante. E, come diceva Orwell in 1984, “l’ignoranza è la forza”!

L’unità deve essere completa, perfetta, totale. Donne, uomini, bambini, giovani e meno giovani, devono marciare insieme dietro ai capi di Stato. Perché “dobbiamo essere coscienti che la nostra arma migliore è la nostra unità, l’unità di tutti i concittadini di fronte a questa prova. Niente potrà dividerci, niente deve metterci in contrapposizione, niente deve separarci” (1).

Il presidente della Repubblica chiede, senza alcuna eccezione, a tutti i cittadini, partiti politici, sindacati, associazioni ecc, di scendere in piazza per marciare mano nella mano dietro a Hollande, Sarkozy, Rajoy, Cameron, ai rappresentanti dell’Unione e della Commissione Europea, al Segretario generale della NATO (braccio armato dell’imperialismo), a Netanyahu, Avigdor Lieberman (due criminali di guerra) e a molti altri leader, direttamente o indirettamente responsabili dell’esistenza stessa del terrorismo che ha ucciso, a Parigi, freddamente e vigliaccamente diciassette persone innocenti e continua a seminare morte in tutto il pianeta. “I semi cattivi che essi (i leader) hanno seminato in tutto il pianeta hanno prodotto una messe abbondante di gruppi, la cui crudeltà e barbarie si ispira direttamente a quella dei loro padroni. L’Arabia Saudita, modello di democrazia e di rispetto dei diritti dell’uomo e soprattutto della donna, decapita con la sciabola e in pubblico ogni anno decine di persone. E l’Arabia resta il sostegno finanziario e ideologico (il wahhabismo) più importante di molte organizzazioni jihadiste reazionarie” (2)

L’Islam, i Mussulmani, i figli dei lavoratori immigrati vengono messi all’indice e presentati da una parte della popolazione e dai media come i responsabili del massacro. Alcune moschee sono state oggetto di attentati, vetrine kebab sono state fatte esplodere, auto di famiglie mussulmane sono state crivellate di colpi, alcune persone sono state fisicamente aggredite, un po’ dovunque in Francia e in Corsica. I media attizzano in questo modo razzismo e odio, così come i politici, alcuni romanzieri e le forze dell’estrema destra che sfruttano fino al midollo il massacro di Charlie Hebdo. L’attentato e la gigantesca manipolazione politica e mediatica che ne è seguita non hanno fatto che esacerbare un razzismo latente, più o meno represso.

La confusione tra Islam e terrorismo, l’islamofobia, il razzismo ambientale, sono tutte armi efficaci usate dalla classe dominante, per mezzo del potere politico e mediatico, per meglio nascondere la propria responsabilità nella situazione economica e sociale disastrosa della Francia di oggi. L’individuazione di un capro espiatorio consente anche di distogliere l’attenzione delle masse popolari dai veri problemi che le affliggono quotidianamente. Da questo punto di vista, l’attentato contro Charlie Hebdo costituisce una fortuna insperata per il governo, che adesso potrà proseguire senza rischi la sua politica di austerità interamente a servizio del padronato. I terroristi, senza volerlo, gli rendono quindi un immenso servizio.

Purtroppo Charlie Hebdo, anche se nel suo pieno diritto e nella sua piena libertà, ha molto contribuito alla realizzazione di questo clima detestabile di stigmatizzazione e disprezzo dei mussulmani di Francia.

Dopo l’11 settembre 2011, sotto la direzione di Philippe Val e Caroline Fourest soprattutto, Charlie Hebdo non ha smesso di riversare odio contro i mussulmani, facendo dell’islamofobia l’asse centrale della sua linea editoriale. Nel corso degli anni, Charlie Hebdo ha perso la sua fisionomia contestataria, per ridursi ad un puro e semplice giornale islamofobo, al servizio dell’ordine costituito.

 


(1) http://www.elysee.fr/chronologie/#e8251,2015-01-07,allocution-du-president-de-la-republique-a-la-suite-de-l-attentat-au-siege-de-charlie-hebdo

(2) http://www.belaali.com/2014/11/le-terrorisme-produit-authentique-de-l-imperialisme.html


 

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