Confermate in appello le condanne contro il “gruppo di Zahra Boudkour”

 

Il 30 marzo 2010 si è concluso, dinanzi alla Corte di Appello di Marrakech, il processo di secondo grado contro il cd. “gruppo di Zahra Boudkour”. Tutte le pene sono state confermate, salvo quella di Khalid Meftah, che è stata addirittura aggravata, passando dai 2 anni di prigione inflitti in 1° grado a 3 anni di prigione.

Questo il verdetto:

Khalid Meftah 3 anni (al posto dei 2 anni inflitti in prima istanza)
Mourad Chouini 4 anni
Zahra Boudkour 2 anni
Otman Chouini 2 anni
Mohamed Jamili 2 anni
Alae Derbali 2 anni
Youssef Mechdoufi 2 anni
Abdellah Errachdi 2 anni
Youssef El alaoui 2 anni
Mohamed El Arbi Jeddi 2 anni
Jalal El Kotbi 2 anni

 

Tutti gli imputati appartengono alla Voie démocratique basiste, un’organizzazione della sinistra radicale egemone nell’università di Marrakech, che organizza le lotte per il miglioramento delle condizioni di vita degli studenti e contro la riforma universitaria, accusata di voler privilegiare la scuola privata a detrimento dell’insegnamento pubblico.
Nell’anno 2008 sono state numerose le iniziative di lotta. Il processo riguarda gli avvenimenti del 15 maggio 2008, quando – a seguito di diversi cortei e sit-in organizzati dalla Voie démocratique basiste – la polizia é intervenuta brutalmente nella cittadella universitaria, effettuando decine di arresti.
Il peggio sono state le aggressioni a freddo: Wali Elkadimi, uno studente saharaoui, é stato scaraventato dal quarto piano dai poliziotti; in seguito alle ferite riportate, Wali Elkadimi é rimasto paralizzato.
Più "fortunato" lo studente marocchino Abdellah Chiba, scaraventato “solo” dal secondo piano e che non ha riportato lesioni permanenti.
Non meno dura la risposta repressiva nei confronti dei familiari degli studenti. Il martedi successivo alla condanna dei primi sette studenti, le famiglie hanno organizzato un sit-in davanti alla Corte di Appello, in occasione della presentazione degli imputati non ancora processati davanti al Giudice istruttore. Anche i familiari  sono stati brutalmente aggrediti dalla polizia, che ha disperso il sit-in con azioni di estrema violenza.

Altrettanto grave il comportamento della polizia nei confronti degli undici studenti arrestati. Il trattamento più inumano e degradante è stato quello riservato a Zahra Boudkour, una ragazza di 21 anni torturata e umiliata nel commissariato di El Fna, dove venne costretta a restare nuda davanti ai suoi compagni mentre aveva perdite mestruali.

L’Osservatorio Internazionale ha seguito con suoi osservatori le udienze del 26 febbraio 2009 e del 17 febbraio 2010 (vedi rapporti).



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