Pierluigi Battista, o del giornalismo "tifoso"
Azazello


Nella sua rubrica sul Corriere della Sera, “Particelle elementari” , del 23 gennaio 2012, Pierluigi Battista (qualcuno lo chiama “Piggi”) se la prende con Vauro e l’antisemitismo. Il titolo è “Satira e naso adunco nell’Italia del 2012” e il testo è quello che segue:

Alcune lezioni per sapere come vanno le cose nell'Italia del 2012, alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria.
Prima lezione: alla vigilia delle celebrazioni della Giornata della Memoria un giudice ha appena condannato un giornalista, Peppino Caldarola, reo di aver satiricamente criticato una vignetta satirica di Vauro Senesi sul Manifesto, in cui si caricaturizzava una donna italiana ebrea, Fiamma Nirenstein, con il naso adunco, secondo una tradizione iconografica antisemita che certamente Vauro ignora (dobbiamo dire così, perché altrimenti se si critica troppo Vauro, si perde in tribunale), e che risale alle copertine della «Difesa della Razza» e prima ancora dei «Protocolli dei Savi Anziani di Sion».
Seconda lezione: se il posto dove critichi ferocemente una vignetta satirica è esso stesso un contenitore satirico intitolato Mambo, come è avvenuto in questo caso con Caldarola, un giudice rovescia la richiesta di assoluzione dello stesso Pubblico ministero, e stabilisce che il satiro politicamente scorretto deve immediatamente risarcire quello politicamente corretto (perché attaccare per principio gli ebrei e Israele è considerato politicamente corretto).
Terza lezione: nei giorni che precedono le solenni celebrazioni della Giornata della Memoria se su una caricatura di una cittadina italiana ed ebrea vengono accostate la stella di David e il fascio littorio, la parte offesa, cioè la cittadina italiana ed ebrea raffigurata nella sua ebraicità attraverso la stella di Davide, deve incassare l'umiliazione in silenzio, chi offende invece può incassare la somma che Caldarola, sceso in soccorso della cittadina italiana ed ebrea offesa, è tenuto a pagare per una sentenza decisa in nome del popolo italiano (non ariano, italiano).
Quarta lezione: alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria, se ti chiami Fiamma Nirenstein, se sei una cittadina italiana ed ebrea e osi addirittura presentarti alle elezioni con il Pdl, allora meriti la vignetta mostrificante con il naso adunco (libertà di satira) e nessuno potrà solidarizzare con te se il tuo nome, come accade, è contemporaneamente indicato come bersaglio da colpire e annientare in un'infinità di siti dichiaratamente antisemiti, costringendoti a muoverti perennemente (come Saviano) sotto scorta armata.
Quinta lezione: alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria, puoi tranquillamente ignorare la differenza tra «ebrea» e «israeliana», raffigurare con la stella di Davide un'«ebrea» non «israeliana» e quindi sottolineare che il bersaglio della tua satira è proprio «ebrea» e quindi da svillaneggiare come «ebrea» e, anziché passare per analfabeta, passi per un campione della libertà d'espressione.
Ultima lezione in forma di domanda (retorica): a che punto è l'antisemitismo nell'Italia alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria?

Davvero graffiante… ci chiediamo però quale sia il mestiere di Pierluigi Battista (o “Piggi” che dir si voglia). Su Wilkipedia abbiamo letto che è giornalista, ma sinceramente ci stupisce di non trovare nel suo articolo nessuna informazione utile a farsi un’idea di cosa sia successo  veramente (ci dicono sia il primo dovere di un giornalista), ma solo una serie di invettive contro Vauro e chi ha osato condannare Peppino Caldarola.

Per esempio, ci sarebbe piaciuto sapere che cosa ha scritto Peppino Caldarola. Giusto per capire…

Dobbiamo andare a cercare l’informazione in Internet  e scopriamo così che l’articolo incriminato è apparso su “Il Riformista” del 23.10.2008. Il passo che interessa è il seguente:

Vauro non accetta di censurare la vignetta, che ha fatto tanto ridere Gino Strada, in cui chiama Fiamma Nirenstein “sporca ebrea”.

Andando a verificare, scopriamo che, nella vignetta di Vauro, la parlamentare del PDL non è stata affatto definita una “sporca ebrea” (oggetto della satira del vignettista toscano era la "mostruosità" della candidatura di un'ebrea in una lista zeppa di ex e neo fascisti), cosicché non pare strano che un giudice abbia ritenuto diffamante una simile notizia inventata di sana pianta.


 

 

Ne sembra consapevole lo stesso Caldarola che, su Linkiesta del 24 gennaio 2012, cerca di mettere una pezza a colori, scrivendo:

Mesi dopo la vignetta scrivo un corsivo sul “Riformista” sotto il titolo di questa stessa rubrica di oggi, “Mambo”, in cui ironizzo sulla sinistra radical e metto una frase di critica contro la vignetta di Vauro sostenendo che è come se avesse scritto “sporca ebrea”. Da qui la condanna….

Laddove non può sfuggire che il fatto che Vauro abbia definito la Nirenstein una “sporca ebrea”, diventa, nell'autodifesa postuma: “è come se l’avesse fatto”.

Nessuna preoccupazione per la verità dei fatti sembra invece sfiorare Piggi (o Pierluigi) Battista. D’altronde sembra si tratti di un uomo dalle passioni sanguigne. Leggiamo infatti su di lui in Wilkipedia:

Acceso tifoso juventino, si è distinto per un articolo, pubblicato sul Corriere della Sera del 21 maggio 2010 (vigilia della finale di Champions League 2009-2010 fra Bayern Monaco e Inter), dal titolo "Forza tedeschi. Al cuore da curva non si comanda.

Appunto! Il nostro ragiona sempre da tifoso, che si tratti di Juventus o di Israele…




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