Editoriale di La Libertè del 12 aprile 2007

 

NON E’ FINITA!

 

di Mounir Boudjerma

 

 I terroristi hanno ragione su un punto: “Non è finita”: Finché resteranno vivi e armati, nascosti nelle loro casematte o nei loro laboratori della morte, “non è finita”. Finché le forze repubblicane e patriottiche di questo paese restano in piedi, “non è finita”.

Inevitabile. Il duplice attentato di questo mercoledì nero ha seminato ancora dolore in  una Algeria che ha già avuto la sua parte di sofferenza, di sangue, di lacrime e di grida. Un atto indescrivibile commesso da gente che meccanicamente chiamiamo terroristi, ma che da molto tempo hanno oltrepassato le frontiere dell’umano.

Bisogna cedere all’emozione? Bisogna cedere alla paura? Gli attentati di Algeri hanno risvegliato i demoni di una violenza che si credeva circoscritta. Di un terrorismo che si sperava declinante. Si misura in questo intenso dolore quanto il cammino verso la pace sia difficile, aspro e quanto la riconciliazione, prima di tutto con noi stessi, non sia un cammino dritto.

Gli attentati di Algeri, santuario reso sicuro fino a quel momento, contro il simbolo stesso del potere politico, sono destinati a mantenere gli algerini sotto il giogo della paura e della rassegnazione. Un segnale potente come una deflagrazione per dirci che “non è finita”, che bisogna addormentarsi col timore e l’angoscia e risvegliarsi con la paura al ventre. Un messaggio agli Algerini perché rinuncino alla vita. Capitolino di fronte alla fatalità.

I terroristi hanno ragione su un punto: “Non è finita”. Finché resteranno vivi e armati, nascosti nelle loro casematte o nei loro laboratori della morte, “non è finita”. Finché le forze repubblicane e patriottiche di questo paese restano in piedi, “non è finita”. Finché non avranno misurato l’ampiezza del loro insuccesso nel tentativo di rendere questo paese un nuovo Afghanistan o un obitorio a cielo aperto, “non è finita”.

In questo momento è agevole cercare le responsabilità. Definirle. Stabilire il come e il perché sotto l’onda di un’emozione tanto viva e tenace. I soli responsabili sono quelli che seminano morte. E nessun altro. Domandarsi come siano riusciti a colpire il Palazzo del governo, è toccare la stessa essenza dei metodi terroristi che si adattano a tutte le circostanze. E se bisognasse interrogarsi sulla facilità di un tale comportamento, o su un qualsiasi lassismo degli apparati di sicurezza, occorre anche ricordarsi del più forte esercito del mondo, incapace di trovare soluzioni, una sola, di fronte ai kamikaze in Irak.

Il copione è noto. Più la pressione militare si intensifica contro i focolai terroristi, più il movimento terrorista si chiude in sé stesso e si radicalizza sempre più. Più i servizi di sicurezza si avvicineranno all’obiettivo di sradicare totalmente questo canagliume, e più i terroristi si lanceranno in azioni disperate come quella dei kamikaze del Palazzo del governo.


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Pourquoi cette pluie?
(Jean Jacques Goldman / Idir)

 

Tant de pluie tout a coup sur nos fronts
Sur nos champs, nos maisons
Un déluge ici, l’orage en cette saison
Quelle en est la raison ?

Est-ce pour noyer tous nos parjures ?
Ou laver nos blessures ?
Est-ce pour des moissons, des terreaux plus fertiles ?
Est-ce pour le détruire ?

Pourquoi cette pluie, pourquoi ?
Est-ce un message, est-ce un cri du ciel ?
J’ai froid mon pays, j’ai froid
As-tu perdu les rayons de ton soleil ?

Pourquoi cette pluie, pourquoi ?
Est-ce un bienfait, est-ce pour nous punir ?
J’ai froid mon pays, j’ai froid
Faut-il le fêter ou bien le maudire ?

J’ai cherché dans le livre qui sait
Au creux de ses versets
J’ai lu « cherches les réponses à ta question,
Cherche le trait d’union »

Une mendiante sur mon chemin
« Que fais-tu dans la rue ? »
« Mes fils et mon mari sont partis un matin,
aucun n’est revenu »

Pourquoi cette pluie, pourquoi ?
Cette eau, ces nuages qui nous étonnent ?
Elle dit : « cette pluie, tu vois
Ce sont de pleurs pour les yeux des hommes »

« C’est pour vous donner des larmes
depuis longtemps elles ont séché
les hommes n’oublient pas les armes
quand ils ne savent plus pleurer »

Coule pluie, coule sur nos fronts.

 

 

PERCHE' TANTA PIOGGIA?

Tanta pioggia improvvisamente sulle nostre fronti
sui nostri campi, le nostre case
Un diluvio qua, una tempesta in questa stagione.
Quale è la ragione?

E' per affogare i nostri spergiuri?
o per lavare le nostre ferite?
E' per le mèssi, per terre più fertili?
E' per distruggerle?

Perchè questa pioggia, perchè?
E' un messaggio, un grido del cielo?
Ho freddo, paese mio, ho freddo.
Hai perduto i raggi del tuo sole?

Perchè questa pioggia, perchè?
E' un beneficio, è per punirci?
Ho freddo, paese mio, ho freddo.
Bisogna lodarla o maledirla?

Ho cercato nel Libro santo,
nel cuore dei versetti
e ho letto: “ Cerca la risposta alle tue domande.
Cerca il tratto di congiunzione.

Una mendicante sul mio cammino
Ma cosa fai nella strada?
I miei figli e mio marito sono andati via
nessuno è mai tornato.

Perchè questa pioggia, perchè?
Questa acqua, queste nuvole che ci fanno paura?
Dice: "questa pioggia, vedi
Sono pianti per gli occhi degli uomini".

"E' per darvi lacrime
che da troppo tempo sono asciugate.
Gli uomini non dimenticano le armi,
quando non sanno più piangere".

Allora, cola pioggia,
Cola sulla mia fronte .


 
 
 
  
  
     
   
 

 
 
 

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