Israele

 Israele, gennaio 2009 - Si permette tutto e gli viene tutto permesso. Il governo israeliano è un paradosso nel quadro del diritto internazionale e dei rapporti tra gli Stati. Richard Falk, lo speciale incaricato dell'ONU per i profughi palestinesi, raccointa come è stato espulso, lui ebreo, dal territorio israeliano, perché aveva criticato il trattamento riservato ai Palestinesi.

 


(nella foto, Richard Falk)

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 Israele, 4 gennaio 2009 - Manifestazioni di massa in tutto il mondo arabo contro l'escalation israeliana nella Striscia di Gaza. Centinaia di migliaia a RabatTutto questo non dissuade in alcun modo i dirigenti israeliani dalla loro scelta omicida. Pubblichiamo l'editoriale di Jeune Afrique: "Silenzio, si uccide"  


(La manifestazione a Rabat, foto Ossin)

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 “Gaza sta per diventare il primo territorio ad essere deliberatamente ridotto in uno stato di sordida miseria, con la consapevolezza, l’acquiescenza e – qualcuno potrebbe dire – la complicità della comunità internazionale”. Karen Koenig, direttrice dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.

 

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 Israele - Lo scorso 30 maggio 2007, con 158 voti a favore e 99 contrari, il sindacato delle università britanniche (The University and college Union - Ucu) ha deliberato di boicottare i legami con le università israeliane in segno di protesta per l'occupazione dei Territori palestinesi e soprattutto per il "divario" tra il livello di educazione accessibile agli israeliani e quello accessibile ai palestinesi. Pubblichiamo in proposito la notizia tratta da RaiNews 24 e un articolo di Lawrence Davidson, professore di storia all'università di West Chester.

 

(nella foto: soldati israeliani)

 


 

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Palestina - Quaranta anni fa Israele sferrava un attacco all’Egitto presentandolo al mondo come guerra di autodifesa. Oggi si sa che la guerra fu pianificata in modo da prendere l’Egitto alla sprovvista, come testimoniano le fonti più svariate, dalle memorie di De Gaulle  alle biografie di esponenti politici israeliani e agli studi storici, israeliani inclusi.Gli esiti della guerra e l'occupazione militare non hanno fatto bene a Israele (oltre che, naturalmente, ai Palestinesi). Proponiamo, con un'introduzione di Mario Abud Filho, la traduzione di un articolo dello storico israeliano Tom Segev (autore de "Il settimo milione" e di altre opere della massima importanza sulla fondazione di Israele), pubblicato sul quotidiano israeliano di semi-sinistra Haaretz il 5 giugno scorso (traduzione a cura di Ossin, con il testo originale di seguito). E, dallo stesso Haaretz, un articolo dell'analista Akiva Eldar, la cui traduzione è apparsa su Il Manifesto del 6 giugno.

 

 

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 Israele - Mentre Israele esige dai palestinesi  il riconoscimento del carattere esclusivamente ebraico dello Stato, il celebre storico israeliano Tom Segev presenta, nella sua colonna sul quotidiano Ha’aretz del 28 febbraio, la recensione di un libro del suo collega, il Prof. Shlomo Zand dell’Università di Tel-Aviv, che farà scalpore. Il Prof. Zand sostiene che i palestinesi sono gli unici e veri discendenti degli ebrei del Regno di Giudea, distrutto dai romani nel 70 DC, mentre i sionisti neo arrivati altro non sono se non il prodotto del proselitismo religioso tra popolazioni turco - slave e germaniche, e che non avrebbero alcun “diritto alla terra”. Il libro svela le mistificazioni dei sionisti intese a creare un’identità ebraica nella diaspora.
http://www.haaretz.com/hasen/spages/959229.html

L'articolo é stato tradotto in italiano per ossin da Francesca Pollastro.

 

 

 

 

Leggi tutto: Un'invenzione chiamata "popolo ebraico"

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 Israele – La notizia è oramai nota: un rapporto redatto dalle 16 agenzie di Intelligence nordamericane sostiene che l’Iran ha interrotto il programma nucleare militare fin dal 2003 (confermando le valutazioni del direttore dell’AIEA, el Baradei). E’ anche noto che Facciadibronzo-Bush ha già dichiarato che lui se ne frega e che, se Teheran ha congelato le ricerche nucleari, vuol dire che prima le faceva e che dunque è cattiva e deve essere colpita. Sono meno note le reazioni in Israele, frustrata nelle sue ambizioni egemoniche quando già assaporava una guerra che, indebolendo l’Iran, avrebbe messo fuori gioco l’unico stato in grado di tenerle testa, dopo la distruzione dell’Iraq.
Debka File è un sito israeliano che da anni fornisce analisi e informazioni provenienti (secondo il sito stesso) dai servizi di sicurezza israeliani. Ha pubblicato una “esclusiva” che riportiamo tradotta in italiano (a cura di ossin), dove si drammatizza la vicenda in modo esagerato, come se fosse un segno della rottura degli storici rapporti di amicizia con gli USA. Certo è propaganda, e anche pressione sulla Israel Lobby statunitense perché metta le cose a posto, ma l’invocazione finale di un “governo di emergenza nazionale” fa pensare ad un coinvolgimento nell’esecutivo di Benjamin Netanyahu, l’uomo giusto per sabotare i negoziati di Annapolis.

 

(nella foto, Benjamin Netanyahu)

 

 

Leggi tutto: Relazioni Israele – Usa

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 Israele - Nell'"unica democrazia" del Medio oriente si tollerano inaccettabili discriminazioni contro le donne. Un articolo de il manifesto che racconta le gesta della "Polizia della moralità" nelle città israeliane.

 

 

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Tzipi LivniIsraele - Lo ha rivelato il Sunday Times nell'edizione del 1° giugno, ma non ha destato alcuno scandalo: Tzipi Livni, attuale Ministro degli Affari esteri israeliano e probabile prossimo Primo ministro, sarebbe un'assassina.
Negli anni '80 avrebbe militato nel Mossad e partecipato agli omicidi mirati dei dirigenti palestinesi che si trovavano in Europa.
A sua discolpa, solo la cattiva educazione ricevuta dai genitori: entrambi terroristi sionisti, attivi nella Palestina degli anni 1940, sotto il mandato britannico. La notizia ripresa da Jeune Afrique, tradotta in italiano a cura di ossin.

 

(nella foto, Tzipi Livni)

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