Prigioni segrete della CIA: la Mauritania ne ospita una?



La Mauritania ospiterebbe dalla fine del 2005 una prigione segreta della CIA. Questa grave informazione è stata pubblicata dal giornale nord-americano on line “The New Yorker” in un articolo basato in gran parte sul rapporto del generale Antonio Taguba, del quale viene riporteto il primo colloquio, accordato al giornalista il 15 giugno 2007, con Seymour M. Hersch (premio Pulitzer), sotto il titolo: “Il rapporto del generale: come Antonio Taguba, che ha condotto l’inchiesta sullo scandalo di Abu Ghraib, è diventato uno dei suoi incidenti”. Lungo nove pagine, pubblicato integralmente su newyorker.com, questo articolo-colloquio di Seymour M. Hersch rivela l’esistenza della prigione segreta:
“Un ex responsabile di alto livello dei servizi di intelligence e un consulente del governo mi hanno detto che, dopo la rivelazione fatta dal Washington Post dell’esistenza di prigioni segrete della CIA in Europa alla fine del 2005, l’Amministrazione ha deciso di aprire un nuovo centro di detenzione in Mauritania. Dicono che è molto più semplice per la comunità dei servizi segreti di nascondervi i voli segreti, dopo la presa del potere da parte di un governo filo-USA,s seguito a un colpo di stato senza spargimento di sangue nell’agosto del 2005”.
Nel corso di una intervista accordata il 19 giugno 2007 alla stazione “Democracy Now”, Seymour M. Hesch che rispondeva a una domanda di Goodman D’Amy: “Seymour Hesch, una domanda rapida, prima che il collegamento satellitare cada, a proposito di  questa prigione segreta in Mauritania. Il colpo di Stato ha avuto luogo nel 2005 e ha consentito l’insediamento di un governo amico degli Stati Uniti. Il Washington Post ha rivelato che ci sono queste prigioni segrete della CIA tutto intorno all’Europa. Parlaci di quella in Mauritania”, ha risposto: “La questione è quella della nuova giunta militare. Noi li abbiamo sicuramente aiutati. La CIA e i nostri militari sono coinvolti fino in fondo in questo colpo di stato militare. Che noi siamo totalmente responsabili o non lo siamo è un’altra storia. Una volta che il nuovo governo si è insediato, è stata installata la nuova prigione in Mauritania (…) La Mauritania è un posto dove si può tranquillamente volare dentro e fuori. C’è un governo amico e i nostri soldati non hanno bisogno di visto di ingresso (…) E’ molto difficile ottenere delle informazioni sul paese. Si è scelto di aprire la prigione in questo paese dopo che si sono dovute cessare le operazioni in Europa e altrove”.
Nell’edizione di martedì, abbiamo pubblicato un comunicato dell’ UFP (Union des Forces de Progrès, partito politico mauritano, ndt) nel quale si afferma che “si tratta di una notizia di estrema gravità relativa al comportamento delle autorità della transizione, accusate di complicità con la CIA, messa sotto accusa dall’opinione pubblica nordamericana e internazionale per ciò che concerne il rispetto delle convenzioni internazionali sul trattamento dei prigionieri di guerra. Ci auguriamo vivamente che il governo mauritano avvii le inchieste indispensabili e informi il popolo mauritano e l’opinione pubblica internazionale di questa questione di una importanza primaria”.

Mohamed Ould Khattatt

Fonte: Nouakchott Info  21.6.2007  




Il rapporto in inglese

 
 
 
 
 

 

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