L’Expression – 24 ottobre 2010

Lo spietato Hassan II, in 500 pagine
di Nabil Belbey

Sta per essere pubblicato il libro di un avvocato francese. Esso racconta nei minimi dettagli l’astio del re HassanII nei confronti di tutti quelli che osavano opporsi

Per descrivere i drammi delle famiglie marocchine, vissuti durante gli anni di piombo del regno di Hassan II, un libro scritto dall’avvocato Maurice Butin sta per essere pubblicato in Francia per i tipi delle edizioni Karthala col titolo: “Hassan II, De Gaulle, Ben Barka: quello che so di loro”. L’opera danneggerà certamente l’immagine del regno marocchino, che persiste nelle medesime pratiche ai danni del popolo saharawi.
Questo libro di 500 pagine racconta che “i desaparecidos venivano presi nella più grande discrezione attraverso veri e propri agguati, organizzati nella pubblica via o qualche volta a casa loro alle prime ore del mattino, da parte di uomini incappucciati”. Si trattava – scrive l’autore -  generalmente di eliminare per un certo periodo degli oppositori diventati troppo fastidiosi per il regime, oppure solo di far sparire delle “brave persone”, in modo da “intimidire un intero quartiere”.
Talvolta sopraggiungeva la morte nel corso della tortura, praticata per tentare di ottenere da questi “desaparecidos delle informazioni su questo o quell’avvenimento. Informazioni che a volte essi non avevano affatto”. L’autore fornisce così una testimonianza su una parte almeno di un periodo doloroso per molti militanti marocchini, nel primo decennio dopo l’indipendenza, che egli ha conosciuto direttamente in qualità di avvocato nei processi politici dell’epoca, talvolta solo avvocato francese insieme a colleghi marocchini.
Nella prima parte, egli descrive la resistenza del popolo marocchino al protettorato. La seconda parte copre gli anni 1956-1965, descrive fin dai primi mesi dell’indipendenza la crescita di potere del principe Moulay Hassan, il futuro re Hassan, la sua volontà e la sua fretta di regnare come padrone assoluto sul popolo marocchino. E anche il suo astio nei confronti di tutti coloro che potevano opporsi a lui e soprattutto nei confronti di quei rari uomini come Mehdi Ben Barka, il solo forse nel paese a poter competere con lui.
La terza parte del libro riguarda lo sviluppo dell’affaire Ben Barka, la sua sparizione, e le conseguenze immediate, in Marocco e in Francia. L’autore ricorda la prima denuncia per sequestro di persona, seguita da due processi innanzi la Corte d’Assise della Senna. Poi la seconda denuncia, nell’ottobre 1975, in relazione alla quale è ancora in corso una istruttoria a Parigi, questa volta per “omicidio”, merito della lotta portata avanti per più di 40 anni dalla famiglia Ben Barka, per tentare di scoprire tutta la verità su questa tragedia.
Infatti il venerdì 29 ottobre 1965, a Parigi, il leader dell’opposizione marocchina fu sequestrato e ucciso. In Marocco una sola persona ne era informata: il re Hassan II. Venne informato del sequestro di uno dei suoi peggiori nemici  da un amico, a sua volta informato da un deputato francese, ma il sovrano lascerà credere di avere appreso la notizia dalla stampa.
In Marocco siamo nel pieno degli anni di piombo e viene così meno il contrasto tra il principe Moulay Hassan, diventato il re Hassan II nel 1961, e il leader dell’opposizione che in più è anche il segretario generale della Tricontinentale per le missioni mondiali.
Il libro ricorda la situazione interna del Marocco prima del 1956, descrive poi gli avvenimenti che sono seguiti all’indipendenza fino alla sparizione di Mehdi Ben Barka. Parla della lotta portata avanti da Ben Barka e sottolinea che l’ostilità del re Hassan II nei confronti di questa alta personalità politica risale all’inizio dell’indipendenza, quando il sovrano era ancora il principe Moulay Hassan.
Attraverso al vicenda Ben Barka, il libro svela l’azione determinante degli agenti marocchini agli ordini del re. Rivela anche il ruolo giocato da poliziotti e uomini dei servizi segreti, anche alte personalità francesi. Sia coscientemente che per negligenza.
“Ciò che è accaduto sul versante francese è stato solo qualcosa di volgare e subalterno”, ha dichiarato il generale De Gaulle, citato dall’autore. Quarantacinque anni sono passati e la sparizione di Ben Barka resta un mistero. Da chi è stato ucciso? Come? Dove riposa il suo corpo? Sono tutti questi gli interrogativi che questo avvocato nato a Meknès (Marocco), che ha conosciuto da vicino il leader marocchino, solleva in questo libro di 500 pagine.



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