Mauritania


 Mauritania, maggio 2009 - Note sulla situazione in Mauritania, tra colpi di Stato e schiavitù



(Schiavi bambini nella bidonville di El Mina, ossin)
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 Mauritania 2009 - Nel paese delle caste e degli schiavi, c'è posto anche per altre forme di discriminazione. Il caso dei Sounaa



(Checkh Badi, ossin)
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 Mauritania, maggio 2009 – Bilal ould Rabah è uno schiavo che ha conquistato la sua libertà. Pubblichiamo la storia  della sua ribellione, fedelmente, cosi come ce la ha raccontata lui




(Bilal ould Rabah)
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 Mauritania, 1 maggio 2009 - In corteo a Nouakchott contro il colpo di Stato e contro la schiavitù. Con la polizia in assetto antisommossa


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 Mauritania, marzo 2009 - Biram ould Dah ould Abeid è un esponente di SOS Esclave della Mauritania. I lettori di ossin lo conoscono per gli interventi e le interviste ospitate sul sito. In questi giorni Abeid è fatto oggetto di minacce di morte, pronunciate contro di lui, nelle moschee, dagli esponenti di quel clero schiavista contro il quale egli si è sempre battuto. Pubblichiamo il suo ultimo intervento, manifestandogli tutta la nostra solidarietàKobieta

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Biram Dah Abeid è dirigente della associazione mauritana SOS Esclave e consigliere della Commission Nationale de Droit de l’Homme in Mauritania. Lui stesso ex schiavo, è impegnato da anni nella lotta per l’abolizione della schiavitù nel suo paese. Ossin lo ha intervistato in occasione di un suo recente viaggio in Italia.
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Leggi tutto: La schiavitù in Mauritania - Intervista a Biram Dah Abeid

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Mauritania - Sembra chiaro che il colpo di Stato del 6 agosto 2008 in Mauritania sia stato favorito, se non influenzato, dal Marocco in funzione anti-algerina, per assicurarsi l'amicizia del paese vicino sulla questione dell'occupazione del Sahara. Ma, nonostante l'appoggio del Regno marocchino, i golpisti mauritani restano isolati sul piano internazionale e intanto a Nouakchott cominciano le manifestazioni per la democrazia...
Un articolo di Le Journal Hebdomadaire ed un dispaccio di AFP, tradotti in italiano a cura di ossin

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Mauritania - Il 6 agosto 2008 un ennesimo colpo di Stato ha rovesciato il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi. Una storia nata male, perché le elezioni democratiche che l'avevano portato alla presidenza erano state una "concessione" della precedente giunta militare, che aveva rovesciato due anni prima il governo legittimo con un colpo di Stato. E Abdallahai era stato sostenuto proprio dai militari golpisti, almeno fino a quando non ha cercato di liberarsi della loro asfissiante tutela. A questo punto il generale Mohammed Ould Abdelaziz lo ha destituito. Tutti si sono affrettati a condannare il golpe, salvo il popolo mauritano, che ha reagito con sorprendente passività, ed i governi del Marocco e della Tunisia. Articoli da Afrique Asie e da L'Expression, tradotti in italiano a cura di ossin.


 

(Nella foto, il generale Ould Abdelaziz)

 

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Mauritania - 19 marzo 2008 Un altro caso di schiavitù scoperto nella località di Eychaya (Trarza). Ne dà notizia l'ANI (Agence Nouakchott d'Information), che riporta le dichiarazioni della vittima, Habi mint Rabah, la quale dice di volere "ritornare a casa dei suoi padroni". L'agenzia le considera frutto delle pressioni e delle minacce esercitate sulla donna, ma sono forse anche la spia della straordinaria complessità di un fenomeno, come quello della schiavitù in Mauritania, e della difficoltà di estirparlo per decreto.

 


(Habi mint Rabah, foto ANI)

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Mauritania - 1 febbraio 2008 L'attacco di alcuni uomini armati contro l'Ambasciata israeliana di Nouakchott rilancia la polemica contro il ristabilimento dei rapporti diplomatici tra Mauritania e Stato ebraico. Un articolo di Jeune Afrique, tradotto in italiano a cura di ossin.

 

(nella foto, scene dell'attentato)

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Mauritania - 28 gennaio 2008 - Monta la pressione per la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele, dopo la chiusura della striscia di Gaza e l'emergenza umanitaria che questa iniziativa ha provocato nella popolazione palestinese. Da ultimo, l'ha chiesta Messaoud Ould Boulkheir, presidente dell'Assemblea nazionale, la terza carica dello Stato. Ha definito "vergognoso" il mantenimento di rapporti con Israele.
La notizia di AFP tradotta a cura di ossin.


(Nella foto, Messaoud Ould Boulkheir)
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 Mauritania - Il parlamento mauritano ha approvato una nuova legge stabilisce che la riduzione in schiavitù è un reato punibile al massimo con 10 anni di carcere. Una normativa inadeguata secondo molti gruppi politici locali e Anti-Slavery International, che aveva sostenuto il governo mauritano durante l'iter di approvazione. In Mauritania la schiavitù è stata abolita con un decreto presidenziale nel 1981, ma questa è la prima volta che viene approvata una legge in materia.

Frattanto esplode il caso di Ghayba Mint Hartane, una donna che ha avuto il coraggio di denunciare le vessazioni cui l'ha sottoposta il suo ex padrone, ma non è riuscita a ottenere giustizia

 

(nella foto: Ghayba Mint Hartane)


 

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 Mauritania - Secondo Antonio Taguba, il generale che ha condotto l'inchiesta sullo scandalo di Abu Ghraib, in Mauritania ci sarebbe una prigione segreta della CIA. Lo ha detto a Seymour M. Hersch, nel corso di un colloquio pubblicato sull'ultimo numero di The New Yorker. Forse addirittura il colpo di stato del 2005 sarebbe stato sostenuto dagli USA a questo scopo, dopo che erano stati costretti a interrompere le operazioni già avviate in Europa. Un articolo di Mohamed Ould Khattatt (traduzione a cura di ossin) e il rapporto in inglese

 

(nella foto: il generale Antonio Taguba)

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 Mauritania - C'è dibattito, tra i militanti contro la schiavitù, sul carattere del fenomeno in Mauritania: ha natura sociale o razzista? O tutti e due?
Un articolo di Mohamed Yahya ould Ciré.
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 Mauritania - Che cosa è realmente la schiavitù in Mauritania, dove ci sono ancora i mercati di schiavi e dove si pratica il linciaggio. Chi sono gli Haratine, i Beydane, cosa è l'hassania. Un articolo di Mohamed Yahya Ould Ciré, scritto in occasione di una conferenza alla Sorbonne nel 2002, descrive pazientemente al lettore europeo una realtà sconosciuta e incredibile
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 Mauritania - aprile 2007. Il nuovo presidente della Repubblica, Sidi ould Cheikh Abdalahi, sembra voglia mantenere le promesse della campagna elettorale e annuncia l'imminente presentazione alle Camere di una nuova legge per la criminalizzazione della schiavitù e delle pratiche assimilabili. Il giornale Nouakchott Info teme che il nuovo provvedimento possa rivelarsi soltanto una ennesima abolizione formale della schiavitù. Ed ammonisce: non basta criminalizzarla, bisogna anche varare una legislazione di discriminazione positiva che aiuti gli ex-schiavi ad affrancarsi sul piano economico, sociale e della formazione scolastica...


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