Jeune Afrique – 29 agosto 2010


Gheddafi e Berlusconi celebrano le nozze d’argento

Con l’occhio a contratti e investimenti per miliardi di euro, il dirigente libico Mouammar Gheddafi è arrivato domenica a Roma per una visita celebrativa del secondo anniversario della firma del trattato di amicizia italo-libico, che ha posto fine al contenzioso sul periodo coloniale

L’aereo del numero uno libico è atterrato verso le 11,30 all’aeroporto romano di Ciampino, con un’ora e mezza di ritardo sull’orario previsto, e il colonnello, vestito con un costume arabo tradizionale, è stato accolto dal ministro italiano degli affari esteri, Franco Frattini.
I dettagli di questa visita, la quarta in poco più di un anno, non sono stati resi noti. Al momento si ha notizia solo di due incontri in programma lunedì al fianco del capo del governo italiano Silvio Berlusconi: la celebrazione dell’anniversario del trattato di amicizia firmato il 30 agosto 2008 a Bengasi (Libia), che soprattutto consente il respingimento in Libia dei clandestini diretti in Italia, e l’inaugurazione di una esposizione fotografica a Roma.
I due dirigenti, che esibiscono grande amicizia, si ritroveranno poi lunedì sera al centro ippico dei carabinieri di Tor di Quinto, nella periferia nord della capitale, per uno spettacolo equestre dinanzi a 800 invitati, soprattutto del mondo economico. Dalla firma del trattato, l’Italia è diventata il terzo investitore europeo in Libia.

Cinque miliardi di euro di investimento
Il leader libico ha fatto venire un gruppo folkloristico berbero, composto da 30 cavalli purosangue e dai loro cavalieri.
In questo periodo di ramadan, Silvio Berlusconi offrirà al suo ospite l’iftar, il pasto di fine digiuno, solo quando sarà calata la notte. I due uomini visiteranno una esposizione fotografica sulla storia delle relazioni italo-libiche, ivi compreso il periodo coloniale.
L’economia sarà all’ordine del giorno degli incontri: il trattato prevede soprattutto investimenti italiani di 5 miliardi di euro come compenso per il periodo coloniale, tra cui la costruzione, per circa 3 miliardi, di un’autostrada litoranea di 1700 chilometri in Libia. Ci sono in lizza venti imprese italiane, secondo quanto dichiarato recentemente dal ministro delle infrastrutture Alberto Matteoli.
Il direttore generale dell’ENI, Paolo Scaroni, ha detto sabato che la Libia, dove l’impresa prevede 25 miliardi di euro di investimenti, è la “pupilla degli occhi” del gruppo petrolifero italiano.

Accordo per il respingimento degli immigrati
Anche la Libia fa investimenti in Italia. Essa ha, agli inizi di agosto, rafforzato la sua presenza nella prima banca italiana, Unicredit, della quale detiene il 6% del capitale. La stampa parla anche della possibilità che la Libia possa acquistare in futuro prodotti militari italiani.
Questa visita ha ancora una volta suscitato polemiche. L’Italia dei valori dell’ex-giudice anticorruzione Antonio Di Pietro ha annunciato manifestazioni davanti all’ambasciata libica e alla caserma di Tor di Quinto.
La Chiesa e i difensori dei diritti dell’uomo criticano l’accordo per il respingimento degli immigrati, avendo molti timori per la sorte loro riservata in Libia. Il colonnello Gheddafi è venuto con la sua tenda. Essa sarà piantata tuttavia nei giardini della residenza dell’ambasciatore libico, e non nel parco pubblico di Villa Pamphili, come è stato nel giugno 2009.



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