ProfileCrisi siriana, 6 marzo 2018 - Sconfiggendo i terroristi che infestano la periferia orientale di Damasco, il popolo siriano ha risposto loro che è abbastanza grande da poter decidere da solo del suo futuro (nella foto, un soldato siriano)   

 

La Ghuta e gli utili idioti del regime change
Bruno Guigue
 
Cosa accomuna Macron, NPA, Syria Charity, Israele, Le Monde, i Fratelli Musulmani, il Partito Socialista, BHL, Alain Juppé, Alexis Corbière, la destra, la sinistra, Noël Mamère, gli ecologisti radical-chic, gli atlantisti, i diritti umanisti e quelli di sinistra? Indovinate la risposta. Tutto questo bel mondo ama il popolo siriano! Piange sulle sue avversità, vuole salvarlo (“SaveGhouta”), condanna i suoi “torturatori” e i suoi “boia”, proclama la sua solidarietà incondizionata. Eroicamente, dalle redazioni e dagli studi televisivi.
 
Un soldato dell'esercito siriano di Assad
  
Chi si rallegra degli orrori di questa guerra assurda? Nessuno. Chi ha armato i gruppi terroristi? Lo sappiamo. Chi è responsabile della prosecuzione del massacro, nonostante i giochi siano oramai fatti? Sappiamo anche questo. Ma, decretando che ci sono dei “buoni” (i “ribelli democratici”) e dei “cattivi” (“Assad-il boia” e i suoi alleati), le cieche coscienze possono piangere senza troppa spesa. Possono rifarsi una verginità, avvolgersi in un umanitarismo da quattro soldi. Strafatti di morale, accreditano incessantemente, da sette anni, una favola bella e buona.
 
Questa teatralizzazione del conflitto siriano fin dalle origini è l’altra faccia della sua strumentalizzazione imperialista. Nasconde con spazzatura umanitaria il massacro perpetrato dal branco wahhabita made in USA. Smascherato da Vanessa Beeley, il falso sorrisino dei “Caschi bianchi” che ripuliscono la scena dei loro stessi delitti è come la metafora di questa impostura. Con la borsa per il trucco a portata di mano, si filmano da se stessi mentre fanno il lavoro sporco, e cercano di produrre gli effetti speciali che suscitano la compassione selettiva indispensabile al “regime change”.
 
In fondo la Guerra dei “ribelli gentili” cari all’Occidente è solo una specie di Halloween. E’ una gara di travestimento, un ballo mascherato per tagliagole che vengono vestiti da soccorritori per servire la causa. Metamorfosi della “società dello spettacolo”, la sequenza è sempre la stessa: l’immagine truccata provoca l’indignazione selettiva che giustifica l’ingerenza straniera. Dopo Aleppo, la Ghuta è diventata il luogo emblematico di questo imbroglio, dove i giochi di prestigio della propaganda fanno prendere fischi per fiaschi, e terroristi sanguinari per “ribelli moderati”. 
 
Sappiatelo: è l’esercito regolare siriano (di Assad) che organizza corridoi umanitari di evacuazione per la popolazione della Ghuta presa in trappola. E sono i “ribelli gentili” a prendere a bersaglio i civili che osano tentare di fuggire da questo nido di scorpioni. Ma poco importa! Le buone coscienze occidentali vedono solo le vittime che interessano loro. Come è stato per gli abitanti di Aleppo ovest, i cittadini di Damasco bombardati dall’”Esercito dell’islam” sono i pesci piccoli di una vittimologia selettiva. Che muoiano pure, se serve a questa bella “rivoluzione” che innalza lo stendardo della sharia, con la benedizione laica del governo francese!
 
Come diceva Laurent Fabius: dopo tutto, i nostri amici del Fronte Al-Nusra “fanno un buon lavoro”. Per gli emiplegici del piagnucolare, comunque, un morto non è uguale a un altro. In un caso lo si condanna all’irrilevanza, nell’altro lo si trasforma in iperbole. Da un lato , le cifre inverificabili fornite dall’agenzia di Coventry, dall’altra le vittime filo regime, che restano invisibili. Non si accorda realtà alla sofferenza se le vittime non ne valgono la pena. Esistono solo, infatti, se corroborano la narrazione rifilata a ritmo continuo ai telespettatori occidentali. 
 
I nostri umanisti a geometria variabile pretendono di amare la Siria, ma la vogliono vedere fatta a pezzi, in brandelli. Se ne rendono semplicemente contro? Selezionando le vittime, si riducono ad essere gli utili idioti di un “regime change” che ha fallito. Questa compassione a comando deve essere funzionale alla distruzione dello Stato siriano, ma questa politica è un fiasco. Come Aleppo, Palmira o Deir Ezzor, anche la Ghuta sarà presto liberata da un esercito di coscritti, l’esercito arabo siriano. Volevano parlare al posto del popolo siriano. Sconfiggendo i terroristi che infestano la periferia orientale di Damasco, il popolo siriano ha risposto loro che è abbastanza grande da poter decidere da solo del suo futuro.
 
 
 
 
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