ProfileCrisi siriana, novembre 2015 - Non molto tempo fa, i terroristi di Daesh (ISIS) hanno abbattuto un aereo russo sul Sinai, per ritorsione contro l'intervento della Russia in Siria. Oggi è stato il governo di Ankara ad abbattere un SU-24 russo. Per la stessa ragione? (nella foto, l'aereo abbattuto)

 

Sputnik, 24 novembre 2015 (trad. ossin)
 
 
Dopo Daesh, anche la Turchia abbatte un aereo russo
 
 
 

Un bombardiere russo Su-24, impegnato nell’operazione contro il gruppo terrorista Stato Islamico (IS) in Siria, è stato abbattuto martedì in territorio siriano, a 4 chilometri dalla frontiera turca. Secondo il presidente russo Vladimir Putin, il Su-24 è stato abbattuto nello spazio aereo siriano da un missile aria-aria lanciato da un caccia turco F-16.
 
La Turchia afferma che l’aereo russo ha violato il suo spazio aereo. Secondo il Ministero russo della Difesa, l’aereo si trovava invece nello spazio aereo siriano, a un chilometro dalla frontiera turca.
 
(I “ribelli siriani” rivendicano l’uccisione dei due piloti lanciatisi col paracadute. Prima del governo turco, e sempre a causa dell’impegno russo contro i terroristi in Siria, già Daesh (ISIS) aveva, il 31 ottobre scorso, provocato la distruzione di un altro aereo russo sul Sinai, causando la morte di 217 passeggeri, tra cui 27 bambini.) ndt.
 
 
 
 
 
Alcuni esperti ipotizzano che il bombardiere russo Su-24 sia stato abbattuto dall’aviazione turca, per vendetta contro gli attacchi aerei russi contro le posizioni dei jihadisti dello Stato Islamico in Siria
 
“Per comprendere le ragioni della distruzione dell’aereo russo da parte della Turchia, bisogna analizzare la politica siriana di Ankara, che continua ad accordare assistenza ai jihadisti dello Stato Islamico (IS)”, ha dichiarato a Sputnik il vice presidente del Partito democratico dei popoli (HDP), Nazmi Gür.
 
“Occorre esaminare il ruolo che ha svolto, e ancora oggi svolge, Ankara nella crisi siriana negli ultimi cinque anni. Poi non bisogna dimenticare che i Turcomanni siriani, all’inizio, non erano né bene armati, né organizzati, e non avevano alcuna voglia di fare guerra ad Assad”, ha rilevato l’esperto.
 
Secondo Gür, è stata la Turchia ad addestrarli, armarli ed appoggiarli contro Assad.
 
“E, alla fine, questa regione della Siria (alla frontiera con la Turchia) è attualmente popolata non solo da Turcomanni. Vi si sono installati diversi gruppi di estremisti radicali. Tutti lo sanno, come sanno anche che essi vengono aiutati dalla Turchia”, ha dichiarato il vice presidente del partito filo-curdo.
 
Ricordando che l’aviazione russa è impegnata contro i terroristi che, tra l’altro, sono attivi nel contrabbando di petrolio.
 
“Si capisce bene che alcuni ambienti influenti in Turchia ne traevano grossi benefici, arricchendosi praticamente sulla guerra. Tutti questi fattori messi insieme fanno luce sulle ragioni del comportamento militare turco”, ha concluso Gür.
 
Insediati da tempo ad Aleppo, Homs, Raqqa e a nord di Laodicea, i Turcomanni siriani hanno sempre vissuto in armonia con le popolazioni arabe e curde. Non amate dal regime di Hafez al-Assad, il defunto padre dell’attuale presidente siriano Bachar al-Assad, che diffidava di loro per i loro legami con la Turchia, hanno resistito per anni alla sua politica di assimilazione araba. Quando sono scoppiate le ostilità sul suolo siriano nel 2011, i Turcomanni si sono schierati con le forze anti-Assad. Si battono per lo più con l’ESL (Esercito Siriano Libero), anche se qualcuno fa parte di Daesh, a Raqqa.
 
 
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