Crisi siriana, maggio 2014 - Dal 2012, Hezbollah libanese è impegnato al fianco delle forze e delle milizie governative siriane per combattere l'insurrezione. Pur avendo riportato importanti successi, che hanno permesso al suo alleato siriano di riprendere, qui e là, il sopravvento, le sue perdite sono però significative (nella foto, combattenti di Hezbollah)Adidas Performance











Cf2R (Centre Français de Recherche sur le Renseignement), 5 maggio 2014 (trad. ossin)


Siria: Hezbollah nella guerra

Alain Rodier


Dal 2012, Hezbollah libanese è impegnato al fianco delle forze e delle milizie governative siriane per combattere l'insurrezione. Pur avendo riportato importanti successi, che hanno permesso al suo alleato siriano di riprendere, qui e là, il sopravvento, le sue perdite sono però significative: un centinaio di morti e più di un migliaio di feriti gravi. Infatti, benché la macchina da guerra di Hezbollah sia sperimentata, essa si è confrontata con una situazione totalmente nuova per lui e, soprattutto, con un terreno e un avversario totalmente sconosciuto fino ad allora.


Gli effettivi impegnati fluttuano a seconda delle rilevazioni. Le stime variano da 2000 a 4000 combattenti  sul campo, ma la seconda stima sembra esagerata. Il contingente comprenderebbe personale attivo ma anche dei riservisti. Hezbollah ha sempre mantenuto uno stretto segreto sul totale dei suoi effettivi militari. Le stime più serie parlano di 5-8000, del personale in servizio attivo, e 6-10000 riservisti. Se tali stime sono degne di fede, sarebbe dunque circa un quarto della forza combattente del movimento ad essere presente in Siria, e non il 5% come afferma la sua propaganda. Tuttavia risulta assai difficile distinguere gli Hezbollah sul campo di battaglia, in quanto non portano alcun segno distintivo e ancor meno insegne e gradi. Anche la loro bandiera non si distingue molto, in quanto è simile a quelle di altri gruppi, in particolare le milizie sciite iraniane.


L'armamento impiegato da Hezbollah in Siria è quello in dotazione nelle unità di fanteria leggere: fucili d'assalto e di precisione, mitragliette leggere e mitragliatrici pesanti, a volte montate su dei 4x4, cannoni senza rinculo, mortai leggeri, lanciamissili e missili anticarro. Alcuni di essi hanno sperimentato la messa in opera di congegni blindati non in uso in Libano.


Ogni zona di operazione - Damasco e i suoi dintorni, la provincia di Aleppo, la provincia di Homs, ecc - disporrebbe di un comando indipendente. Le unità di Hezbollah sarebbero incorporate nelle entità internazionali comprendenti milizie siriane e irachene, perfino dei pasdaran iraniani, soprattutto appartenenti alla forza Al-Qods, che ha perso nel 2013 due ufficiali generali sul fronte siriano. Esse sono agli ordini del comando militare siriano e operano in coordinamento con l'esercito di Damasco. Per contro, lungo la frontiera libanese, unità di Hezbollah agirebbero in modo indipendente, ufficialmente per proteggere la popolazione sciita, ma in realtà per preservare dei punti di passaggio sicuri tra i due paesi.



Le missioni di Hezbollah in Siria

In Siria Hezbollah svolge tre tipi di missione:

1. addestrare e inquadrare le forze del regime alla guerriglia e alle operazioni contro-insurrezionali;

2. rafforzare le forze siriane durante i combattimenti chiave, apportando la propria esperienza e, soprattutto, la propria potenza di fuoco;

3. partecipare direttamente ai combattimenti considerati vitali per Hezbollah (quelli per esempio lungo la frontiera libanese).

Tuttavia Hezbollah si trova di fronte a situazioni del tutto inedite e, soprattutto, su un terreno che non conosce, come invece il Libano. Non disponendo, come è abituata, di una conoscenza approfondita dei luoghi, non può nemmeno contare su istallazioni in muratura, come le fortificazioni, i tunnel e gli altri rifugi, che hanno trasformato la frontiera del Sud Libano in una vera e propria "gruviera", secondo il modello dei nord coreani, considerati maestri in questa disciplina.


Paradossalmente Hezbollah si ritrova nella situazione del suo tradizionale avversario israeliano in occasione delle sue incursioni nel Sud Libano. Vale a dire che è lui a trovarsi nella posizione dell'aggressore e della forza occupante. In effetti è costretto a muoversi tra popolazioni sunnite che in maggioranza gli sono ostili. Infine, come in un conflitto asimmetrico, è esso a trovarsi nella posizione del "forte" che si scontra coi "deboli" che usano i mezzi adatti a questa situazione: ordigni artigianali, azioni terroriste, propaganda ecc. E' per questo motivo che ha subito delle perdite severe, soprattutto durante la battaglia di Qusayr. Infatti l'esperienza acquisita nelle città e nelle campagne del Sud Libano non gli è stata particolarmente utile nelle grandi periferie di Damasco, Homs o Aleppo. Solo le sue basi ideologiche solide e lo spirito di sacrificio dei suoi membri gli hanno permesso di tirare i remi in barca. Infatti, se ha consentito alle forze lealiste, "accresciute" dal suo rinforzo tattico e psicologico, di riprendere vantaggio in diverse regioni, Hezbollah ha anche subito qualche insuccesso cocente, soprattutto nella banlieue di Damasco (anche i pasdaran hanno pagato un pesante tributo).



La lezione del conflitto siriano per Hezbollah

Le lezioni che Hezbollah va traendo dal conflitto siriano sono parecchie e varie. Sembra infatti avere scoperto:

1. il ruolo della potenza di fuoco nelle operazioni offensive e difensive e l'importanza della loro coordinazione, la loro applicazione e i loro effetti (interdizione, distruzione);

2. il combattimento di lunga durata che implica la necessità della pianificazione, del comando, del controllo, del ricambio di uomini e mezzi;

3. la complessità delle azioni congiunte con altre unità che non applicano le medesime procedure;

4. Il prezzo elevato da pagare nelle operazioni offensive, sia sul piano umano che materiale;

5. l'uso di armi moderne e di droni di osservazione, e la cooperazione inter-arma tra unità blindate, artiglieria e aviazione;

6. operare su scala di compagnia e addirittura di battaglione.

E' evidente che l'esperienza che Hezbollah sta facendo in Siria pone un problema maggiore a Israele e, ancor più, all'esercito libanese. Infatti, più dura il conflitto, più grande sarà il numero di attivisti che attraverso l'esperienza siriana impareranno nuove forme di combattimento. L'indurimento delle reclute durante i combattimenti, come l'accresciuta coesione e resilienza delle unità, costituisce un vero valore aggiunto, che deve preoccupare gli avversari di Hezbollah, nelle operazioni che potranno esservi nei prossimi anni nel Sud libano o anche nel Nord del paese, in caso di scontro coi sunniti, che sono oramai mobilitati a difesa dei loro fratelli siriani.

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