Inchieste, settembre 2011 - Dopo avere imperversato per otto anni alla guida di Al Jazeera, l’islamista Wadah Khanfar, imposto dagli USA nel 2003 in sostituzione del qatariano Ali al-Jassim, un nazionalista arabo anti-USA accusato da Washington di simpatie filo-irachene e che aveva realizzato il primato del canale satellitare, è stato licenziato senza riguardi (nella foto, Wadah Khanfar)









Afriqueasie, 20 settembre 2011


Il direttore di Al Jazeera mollato dai suoi padroni
Philippe Tourel


Dopo avere imperversato per otto anni alla guida di Al Jazeera, l’islamista Wadah Khanfar, imposto dagli USA nel 2003 in sostituzione del qatariano Ali al-Jassim, un nazionalista arabo anti-USA accusato da Washington di simpatie filo-irachene e che aveva realizzato il primato del canale satellitare, è stato licenziato senza riguardi. In un messaggio indirizzato ai dipendenti, l’ex direttore generale dimissionario scrive: “Avevo già informato il presidente del Consiglio di amministrazione (di Al Jazeera) della mia intenzione di ritirarmi dopo otto anni di lavoro, ed egli è stato comprensivo…”


Falsi testimoni, video truccati, violazioni della deontologia…
Le dimissioni sono state confermate dal sito internet in inglese del gruppo, il cui consiglio di amministrazione è presieduto da un influente membro della famiglia regnate del Qatar, lo sceicco Hamad Bin Thamer Al-Tani, un uomo tutto-fare dell’Emiro e che è vicino ai Fratelli Mussulmani.
Le sue dimissioni giungono qualche giorno dopo le rivelazioni di WikiLeaks, che collegano il nome di Wadah Khanfar ad una certa compiacenza di Al Jazeera verso gli Stati Uniti nella copertura dell’attualità.
A Khanfar, secondo fonti provenienti dalla direzione del gruppo, dovrebbe succedere un membro della famiglia regnante del Qatar, lo sceicco Ahmed Ben Jassem Ben Mohamed Al-Thani .
Membro dell’Hamas palestinese, Wadah Khanfar ha lavorato durante il suo mandato per “islamizzare” il canale satellitare e ha dato la caccia a tutti i giornalisti liberali o nazionalisti che vi lavoravano. La qualità dell’informazione ne ha gravemente risentito in questi ultimi mesi, trasformando l’emittente in uno strumento di agitprop, al servizio del progetto dei neoconservatori USA diretto a rovesciare alcuni regimi arabi in nome della democrazia e dei diritti dell’uomo. Si sono registrate manipolazioni e falsificazioni dei fatti (falsi testimoni, video truccati, violazioni della deontologia…) allo scopo di favorire il progetto USA nella regione. Ciò è avvenuto in modo flagrante a proposito degli avvenimenti in Libia e in Siria. Cosa che ha nociuto gravemente alla credibilità dell’emittente diventata indesiderabile in numerose capitali arabe.


L’emiro del Qatar, criticato in seno alla famiglia regnante
Sarebbe tuttavia ingiusto imputare questa deriva al solo Wadah Khanfar. Egli era solo la voce del suo padrone, l’emiro del Qatar in persona. Quest’ultimo è stato, tre settimane fa, oggetto di un tentativo di attentato in Europa, del quale non si conoscono i mandanti. Ma l’episodio lo ha colpito e lo ha spinto a prendere coscienza dei danni che l’emittente sta provocando all’immagine del Qatar. L’emiro è attualmente persona non grata in Siria, dove aveva degli enormi investimenti personali. Anche alcune fazioni all’interno della famiglia regnante cominciano a criticare l’ostinazione dell’emiro nel farsi dei nemici.
Nel corso della sua ultima visita in Iran all’inizio del mese di settembre, la guida suprema, Ali Khamenei, si era rifiutato di incontrarlo. E’ stato alla fine ricevuto dal suo vice che gli avrebbe trasmesso un ultimatum, che gli intimava di cessare ogni ingerenza ed ogni tentativo di destabilizzazione in Siria.

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