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Chi tocca Israele muore

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USA, giugno 2010 – Nella "patria della libertà di stampa e di opinione", alcune dichiarazioni imprudenti sull’occupazione della Palestina sono costate il posto a Helen Thomas, 90 anni, decana dei corrispondenti dalla Casa Bianca






(Helen Thomas con il presidente Obama)
 




Chi tocca Israele muore

Helen Thomas, decana dei giornalisti accreditati alla casa Bianca, dove aveva cominciato a lavorare all’inizio della presidenza di John F. Kennedy, ha presentato lunedì le dimissioni, dopo che alcune sue dichiarazioni anti-israeliane avevano provocato polemiche e costernazione.

A due mesi dal suo 90° compleanno, Thomas ha annunciato la decisione di mettersi in pensione – ha dichiarato il portavoce del gruppo editoriale Hearst, per il quale la giornalista lavorava.

Qualche ora più tardi, la giornalista ha anche presentato le sue scuse, in un comunicato diffuso sul suo sito HelenThomas.org, per un’intervista che aveva accordato il 27 maggio al sito RabbiLive.com, che le aveva chiesto se “avesse qualcosa da dire su Israele”.

La giornalista aveva risposto: “Dite loro di andarsene dalla Palestina”. “Ricordatevi che quella è gente sotto occupazione e che si tratta della loro terra, che non è la Germania, né la Polonia”, aveva aggiunto a proposito dei Palestinesi.

Gli Israeliani “possono tornarsene a casa, in Germania, in Polonia, in America o in ogni altro posto”, ha dichiarato la signora Thomas, che ha lavorato per l’agenzia United Press International (UPI) dal 1943 al 2000, prima di essere assunta da Hearst come editorialista.

Ma non ha mai lasciato il suo posto di corrispondente dalla Casa Bianca, dove era entrata sulla scia del presidente Kennedy, eletto nel 1960.

In cinquanta anni di attività, ha “coperto” 10 presidenti, tra cui anche Barack Obama, nato 41 anni, giorno più giorno meno, dopo di lei e che le aveva offerto personalmente nello scorso agosto una torta di compleanno in occasione di suoi 89 anni.

Circondata dalle attenzioni dei suoi colleghi, Thomas si recava regolarmente nella sala stampa della Casa Bianca, un locale con 49 posti a sedere assai ambiti, ciascuno attribuito a un organo di stampa debitamente etichettato.

Thomas era l’unica ad avere diritto ad un posto intestato a lei personalmente, posto in prima fila, proprio davanti alla postazione del portavoce della casa Bianca, un posto attualmente occupato da Robert Gibbs, e non mancava mai di porgli domande scomode, soprattutto a proposito della guerra in Aghanistan.

Intervistato lunedì su questa vicenda, Gibbs ha detto di non avere “direttamente parlato” del fatto col presidente Obama, ma ha considerato le dichiarazioni della Thomas “scioccanti e scorrette”.

“Penso che abbia fatto bene a presentare le sue scuse, perché di certo le sue dichiarazioni non riflettono l’opinione della maggioranza qui, e certamente non quella dell’amministrazione” Obama, ha aggiunto Gibbs.

L’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca ha da parte sua definito le dichiarazioni di Thomas “indifendibili” e ha sottolineato che i giornalisti che “conoscono Helen da anni sono rimasti rattristati da queste dichiarazioni”, pur rendendo l’omaggio dovuto ad una “pioniera”.

http://french.irib.ir/



 
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