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Italia, 3 aprile 2008 - Già l'avevamo visto il 5 gennaio 2006 nella sinagoga di Roma, in compagnia di Fini, alla veglia per Ariel Sharon, l'assassino di Sabra e Chatila. Oggi Walter Veltroni dichiara al quotidiano di Tel Aviv, Maariv, che il muro dell'apartheid é "una reazione alla situazione in cui Israele si trova... una reazione difensiva".

La sintonia è piena, identica l'idea di "giustizia": forse non a caso il primo atto di Veltroni leader del PD è stato di sollecitare un raid poliziesco contro una pacifica comunità rom, come rappresaglia per il barbaro assassinio di Giovanna Reggiani. Proprio come quelli che il governo di Tel Aviv compie ogni giorno contro i civili palestinesi

 

(nella foto, bambini palestinesi uccisi come "reazione difensiva")


 

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VELTRONI: MI SENTO IMPEGNATO A FAVORE DELLA SICUREZZA DI ISRAELE

Candidato premier Pd a Maariv:Hamas si dichiari contro terrorismo

 

Gerusalemme, 3 apr. (Apcom) - In una intervista pubblicata oggi dal quotidiano Maariv di Tel Aviv, il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, ha detto di sentirsi impegnato nel garantire la sicurezza dello Stato di Israele e ha chiesto che il movimento islamico Hamas si dichiari contro il terrorismo e riconosca l'esistenza dello Stato ebraico.

"Mi sento impegnato a sostenere l'esistenza e la sicurezza dello Stato di Israele", ha detto Veltroni a Maariv, "credo - ha aggiunto - che ogni essere umano debba sostenere la sicurezza di Israele dopo tutte le sofferenze che ha patito il popolo ebraico".

Il leader del Pd ha aggiunto che non e' accettabile qualsiasi tentativo di negare la Shoah. "Ogni forma di antisemitismo e' intollerabile e inaccettabile - ha affermato - Ma cio' che mi infuria di piu' e' la negazione della Shoah e la negazione di questa incontestabile verita' storica appartiene alla cultura della destra".

Riguardo i negoziati in Medio Oriente, Veltroni ha detto: "La mia posizione e' chiara. Occorre garantire la sicurezza di Israele e riconoscere uno Stato palestinese". A proposito di Hamas, il movimento islamico che controlla dallo scorso giugno la Striscia di Gaza, il candidato premier del Pd ha spiegato che "Israele deve negoziare un accordo con i palestinesi ma non e' tenuto a negoziare con chi vuole cancellare lo Stato di Israele e sostiene il terrorismo". Hamas, ha riconosciuto Veltroni, "e' stato scelto dal popolo palestinese ma - ha precisato - bisogna chiedere con forza che (il movimento islamico) si dichiari contro il terrorismo e riconosca l'esistenza dello Stato ebraico".

Secondo Veltroni, la barriera di separazione costruita da Israele nella Cisgiordania occupata - che i palestinesi chiamano "muro dell'Apartheid" - "e' una reazione alla situazione in cui Israele si trova...Nessuno vuole barriere di separazione, si tratta di una reazione difensiva".

Il leader del Pd e' intervenuto anche sull'Iran. "La comunita' internazionale non ha valutato in modo adeguato la minaccia dell'Iran che non e' solo contro Israele ma contro tutto il mondo", ha dichiarato, auspicando una azione comune internazionale e in particolare europea per contenere la minaccia iraniana.

Veltroni ha ricordato i suoi rapporti stretti con la comunita' ebraica romana, ha detto di conoscere bene diversi esponenti israeliani, tra cui il presidente Shimon Peres, e si e' detto amico dello scrittore David Grossman. Riguardo le polemiche esplose per la partecipazione come ospite d'onore dello Stato di Israele alla Fiera del Libro di Torino, il leader del Pd ha detto che "la presenza di Israele deve essere assicurata" e che "si battera' al fianco del sindaco di Torino affinche' nessuno boicotti la cultura israeliana".