ProfileIntervento, 26 gennaio 2020 - In questi giorni, Gerusalemme potrebbe competere con Davos e Bilderberg. I più illustri, alti e potenti signori si sono incontrati qui, al Forum di Auschwitz a Yad Vashem, nel World Holocaust Remembrance Center (nella foto, Putin e Netanyahu)    
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Unz Review, 24 gennaio 2020 (trad.ossin)
 
La battaglia di Auschwitz - II
Israel Shamir
 
In questi giorni, Gerusalemme potrebbe competere con Davos e Bilderberg. I più illustri, alti e potenti signori si sono incontrati qui, al Forum di Auschwitz a Yad Vashem, nel World Holocaust Remembrance Center: re, presidenti, primi ministri; una prova vivente che gli ebrei hanno una certa influenza nel mondo
 
Il presidente russo, Putin, col Primo Ministro ad interim di Israele, Netanyahu
 
La Corte britannica di San Giacomo era rappresentata dal principe Carlo; la Francia - dal presidente Macron; i potenti Stati Uniti d’A hanno inviato il VP Pence, un superbo prodotto di intelligenza artificiale (sembra quasi umano, anche se non del tutto). C'erano anche il Governatore generale dell'Australia, il Presidente dell'Austria, il Presidente dell'Albania, il Presidente dell'Argentina, il Presidente dell'Armenia, il Re del Belgio, il Presidente della Bulgaria, il Presidente dell'Ungheria, il Principe di Galles, il Presidente della Germania, il Presidente della Grecia, il Presidente della Turchia, il Primo Ministro della Danimarca, il Presidente dell'Islanda, il Re di Spagna, il Presidente dell'Italia, il Governatore generale del Canada, il Presidente di Cipro, il Granduca di Lussemburgo, il Presidente della Macedonia settentrionale, il Presidente della Moldavia, il Re dei Paesi Bassi, il Principe ereditario di Norvegia, il Presidente della Romania, il Presidente della Serbia, il Vicepresidente degli Stati Uniti, il Presidente della Finlandia, il Presidente francese, il Presidente montenegrino, il Primo ministro svedese, il Presidente del Consiglio d’Europa, il Presidente del Parlamento europeo, il Presidente della Commissione europea…
 
Gli Israeliani hanno sfruttato al massimo l'occasione. Netanyahu, Primo Ministro ad interim israeliano, ha paragonato l'Iran alla Germania nazista, affermando che oggi la distruzione dell'Iran equivarrebbe alla liberazione di Auschwitz. Il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha affermato che non vi è alcuna differenza tra antisemiti e antisionisti; chiunque sia nemico di Israele è nemico di tutto il popolo ebraico, molto semplice.
 
Tuttavia, a giudicare dall'attenzione riservatagli dai media israeliani, c'era in realtà un solo ospite di spicco, il presidente Vladimir Putin. Per tutto il tempo che si è trattenuto a Gerusalemme - meno di un giorno – i riflettori sono stati concentrati su di lui; tutti gli altri re e presidenti restavano indistinguibili sullo sfondo. Il potere di quest'uomo, la sua presa sulla mente e l’immaginazione pubblica, il suo carisma – sono senza precedenti. E’ stato trattato come un imperatore in pellegrinaggio, come Kaiser Wilhelm durante la sua visita del 1898 in questa città mediorientale.
 
Putin sapeva perché era venuto e si è concentrato sull'argomento. Il suo tema principale: la Russia. 75 anni fa, ha salvato gli Ebrei e merita la riconoscenza degli Ebrei di oggi, soprattutto a confronto con la storia dei suoi vicini. Nel suo discorso, ha sottolineato che pochissimi Ebrei sono sopravvissuti in Polonia, Ucraina, Lettonia e Lituania, dove le popolazioni locali hanno fatto del loro meglio per catturare e uccidere tutti gli Ebrei che erano riusciti a sfuggire alla morsa tedesca. Non è una coincidenza che i Presidenti dei tre Stati vicini, Lituania, Lettonia e Polonia, non siano venuti affatto; il Presidente ucraino Zelensky è venuto, ma si è tenuto lontano dal forum.
 
Nell’Ucraina di oggi, è diffuso il culto di Stephan Bandera, il Quisling ucraino, adepto di Hitler e capo di gang brutali (OUN-UPA). Hanno ucciso Ebrei, Polacchi, Russi e anche Ucraini considerati politicamente inaffidabili. Recentemente la CIA è stata costretta dalla legge a pubblicare i suoi documenti concernenti quel personaggio, e lo ha fatto. Si possono leggere qui i rapporti originali; viene descritto come una spia nazista e un assassino di massa. I Banderiti vennero repressi dal KGB di Stalin, ma questi gangster furono presto autorizzati a tornare alla vita normale perché c'era la sensazione generale che l'insurrezione fosse finita.
 
Eppure, nell'Ucraina post 2014, ci sono ora strade a Kiev e in altre città che portano il suo nome; sue immagini impreziosiscono gli edifici governativi e i moderni Banderiti costituiscono oggi una potente forza combattente che opera sia nell'Ucraina orientale, contro i separatisti del Donbas, che altrove contro le popolazioni russofone. Sono persino ostili al presidente Zelensky, recentemente eletto, che considerano un mezzo smidollato. Zelensky non osa affrontarli. Questo è il motivo per cui evita il sito del massacro di Babi Yar, vicino a Kiev, e per il quale si è tenuto lontano dal forum di Gerusalemme; la sua sola presenza basta a irritare i Banderiti.
 
Un lettore mi ha chiesto: Polacchi, Ucraini e Russi non dovrebbero risolvere i loro problemi storici, prima di affrontare i problemi di oggi? In generale, non la penso così. Penso che il passato sia passato e la storia si prenderà cura di se stessa. I problemi di oggi devono essere risolti oggi. Se l'Ucraina e la Polonia, così come la Lituania e la Lettonia, dovessero attenuare le iniziative anti-russe portate avanti in collaborazione con la NATO e lo Stato profondo degli Stati Uniti, la Russia metterebbe volentieri da parte i crimini dei loro padri. Ma se i governi di questi quattro paesi continuano ad andare avanti con le loro politiche ostili nei confronti della Russia, la Russia sarà costretta ad allearsi con il potere ebraico contro questi eredi degli scagnozzi nazisti.
 
Il monumento
 
Putin è stato trattato a Gerusalemme come il figlio amato e chiaramente favorito di Netanyahu e del popolo in generale. Proprio di fronte alla Knesset (Parlamento), hanno eretto un monumento alle vittime ebree dell'assedio di Leningrado e hanno chiesto a Putin di inaugurarlo. Netanyahu era lì, insieme a sopravvissuti e anche musicisti russi. È stato un evento grande e impressionante, uno dei più grandi di questa giornata affollata di eventi.
 
Personalmente trovo di cattivo gusto commemorare gli Ebrei separatamente da tutti gli altri caduti di Leningrado. Uno dei miei zii fu ucciso nel 1942 a difesa della città sul fiume Neva, ma combatté e morì insieme ai suoi compagni russi. Gli Ebrei sembrano avere grandi difficoltà a provare simpatia per i non ebrei; pretendono sempre memoriali separati e Putin non poteva costringerli a fare diversamente.
 
Putin è stato molto cauto - non ha detto una parola sull'Iran. La Russia è amica dell'Iran; Recentemente, le marine russa e iraniana hanno eseguito esercitazioni navali congiunte. Putin non ha parlato delle sedicenti fiammate di antisemitismo di questi giorni. Subito dopo il Forum, si è recato nella città palestinese di Betlemme per un incontro con Mahmud Abbas, Presidente della Palestina. I Russi sono impegnati nella ricostruzione di Star Street che conduce a Manger Square, di fronte alla Cattedrale della Natività.
 
Putin è stato l'unico dei tanti ospiti del Forum a bilanciare la sua visita agli Ebrei con una visita ai Palestinesi. Ha anche incontrato il Patriarca di Gerusalemme, esprimendo il suo sostegno alla Chiesa locale della Terra Santa.
 
Correzione
 
Da qualche tempo, Putin è sempre più deluso dagli Israeliani. Gli Israeliani sono persone molto difficili con cui trattare: qualunque cosa ottengano, la considerano come dovuta. Non provano alcun senso di gratitudine e nessun desiderio di ricambiare i favori ottenuti. Putin ha fatto molto per Israele, e per Netanyahu personalmente. Ha restituito a Israele i resti mortali di un soldato israeliano che era stato ucciso in Libano molti anni prima; ha soddisfatto molte grandi e piccole richieste del Primo Ministro israeliano. Non desideri così grandi e impossibili come cacciare gli Iraniani dalla Siria o far venire il Messia, ma richieste ragionevoli. Ma sempre si è scontrato con l’ingratitudine ebraica.
 
A domanda degli Stati Uniti, un programmatore russo venne arrestato in Israele nel 2015. Nonostante le richieste russe, Israele ha rifiutato di rilasciare il detenuto, che ha invece poi estradato negli Stati Uniti, dove questo giovane rischia molti anni di prigione, e forse anche la tortura per costringerlo a "confessare" di avere interferito nelle elezioni statunitensi. I Russi sono molto turbati per questa decisione israeliana, così come per il bombardamento israeliano della Siria.
 
Poi nell'aprile 2019 una giovane donna israeliana di nome Naama Issachar è andata in volo da Delhi a Tel Aviv via Mosca e, all'aeroporto di Mosca, la brigata antidroga ha scoperto dell'hashish nel suo zaino. È stata arrestata e condannata a oltre sette anni di prigione. In termini russi, è una pena abbastanza pesante per 10 grammi di hashish, anche se in alcuni paesi sarebbe fortunata ad evitare una condanna a morte.
 
Non sorprende che Israele abbia trasformato il caso Naama in uno strumento contro Putin e la Russia. Hanno detto che i Russi dovevano rilasciare la donna perché, lo sapete, quando Israele chiede, nessuno dice di no. L'avvocato russo di Naama, un convinto avversario di Putin, ha ostacolato l’ipotesi di scambiare la trafficante con il programmatore. Ha detto alla famiglia di Naama che la ragazza sarà comunque liberata, e la madre di Naama ha spiegato che intendeva opporsi allo scambio per non aiutare Putin. Ma Naama non è stata rilasciata.
 
Seppure in ritardo, alla fine gli Israeliani hanno capito che Putin era irritato con loro. Hanno deciso di porre rimedio. Ci sono molte cose di cui la Russia si è lamentata per molti anni, senza che gli Israeliani se ne preoccupassero:
 
- Con grande disappunto della Russia, l'Immigrazione israeliana ha la brutta abitudine di respingere i visitatori russi all'aeroporto di Tel Aviv. Cinquemila visitatori russi non hanno potuto entrare in Israele l'anno scorso.
 
- Le proprietà della Chiesa russa non sono state restituite né registrate dalle autorità israeliane;
 
- Un monastero russo si è visto bloccare la strada di accesso, e una linea tranviaria è stata realizzata sulla terra di sua proprietà, ecc.
 
Alla fine Israele ha deciso di soddisfare alcune di queste richieste russe. Come ho scoperto, il 30 dicembre 2019, hanno deciso di restituire uno dei siti sacri più preziosi, la Chiesa di Sant'Alessandro, situata vicino al Santo Sepolcro, alla proprietà russa. Questo appezzamento di terra fu acquistato dallo Zar Alessandro III a metà del XIX secolo. Gli scavi hanno scoperto un'antica porta e un muro di Gerusalemme dei tempi di Cristo; è probabilmente la porta dalla quale uscì dalla città mentre veniva condotto sul Golgota. Un'apertura stretta nel muro potrebbe essere la cruna dell’ago, la porta per un pedone tardivo, che un cammello troverebbe quasi impossibile da attraversare. La Chiesa aveva alcuni alloggi per ospiti di alto livello e sembra che Nicola II vi abbia alloggiato durante la sua visita come Principe ereditario.
 
Dopo il 1918, la Chiesa rimase nelle mani degli emigrati russi bianchi e, nel 2004, fu rilevata da un avventurista ebreo ucraino che sosteneva di essere erede e discendente del conte Vorontsov. Per molti anni, il governo russo ha richiesto il trasferimento della Chiesa alla legittima proprietà russa, ma le autorità israeliane hanno costantemente rifiutato. Ora Israele sta cooperando a condizione che entro 60 giorni vengano presentate tutte le altre richieste concorrenti. C'è una buona probabilità che, all'inizio di marzo, la chiesa venga restituita alla Chiesa di Mosca.
 
Ma potrebbe anche non essere così. I media israeliani hanno recentemente dimostrato la loro capacità di scatenare la frenesia dei lettori; gli articoli continui sul caso Naama hanno quasi completamente sostituito quelli sullo spettacolare Forum sull'olocausto. Un osservatore straniero potrebbe immaginare che tutto questo grande raduno sia avvenuto per salvare questa figlia di Sion dalle grinfie russe. Putin è stato pressato a graziare sul posto la trafficante. Saggiamente, non lo ha fatto; ricorrendo alla consueta risposta israeliana: "Tutto andrà bene". Tuttavia, se Naama venisse rilasciata prima del trasferimento di proprietà della Chiesa, gli Ebrei potrebbero essere tentati di rimangiarsi la parola. Gli Israeliani odiano dare qualcosa gratis; è una fobia, questa paura di passare per fessi. È psicologicamente più facile per loro scambiare una Chiesa russa con una ragazza israeliana. Ma questa fobia che li perseguita rende anche possibile qualche imbroglio dell'ultimo minuto.
 
Tuttavia, tutto considerato, sembra che le autorità israeliane abbiano deciso di aggiustare le loro relazioni con la Russia. Si sono presi cura di Putin e preferiscono la sua versione della storia alle varianti polacche e ucraine. Hanno riconosciuto ufficialmente il ruolo decisivo dell'Armata Rossa nella vittoria sulla potenza nazista e nella liberazione di Auschwitz. In tal modo, hanno riparato molti dei torti fatti alla Russia e chiaramente hanno contraddetto le istruzioni degli Stati Uniti.
 
Il vicepresidente Pence non ha detto che fu l'Armata Rossa russa a liberare Auschwitz. Ha solo parlato dei soldati statunitensi che hanno effettivamente partecipato alla guerra (e che ancora occupano l'Europa, per quanto questo non l’abbia ricordato). I leader statunitensi descrivono abitualmente Stalin e Hitler come due orrori gemelli, permettendo così alla Polonia e agli Stati baltici di cavarsela facilmente. La nuova narrazione sancita a Gerusalemme non è solo più corretta e giusta; è anche un allentamento del consueto pregiudizio anti-russo e una possibilità di rimandare la guerra nucleare globale. Non dimenticate, l'orologio Doomsday gira sempre; segna attualmente 100 secondi a mezzanotte.
 
Dinamico Mr Putin
 
Putin è così diverso dai suoi predecessori, da Eltsin grande e grosso e dal servile Gorbaciov! È gentile, agile, rapido, amichevole, totalmente privo di pomposità e finzione. È pieno di energia e pronto a rispondere, ma è anche in grado di mantenere la sua faccia da poker e conservare il silenzio in mezzo al tumulto. Questo è l'uomo che abbiamo visto a Gerusalemme. Ha incontrato persone, tenuto discorsi e preso decisioni - più di quanto potrebbe fare un giovane. E non è ancora vecchio, 67 anni contro i 73 di Trump o i 78 di Sanders. Penso che sarà in grado di lavorare ancora per molto tempo.
 
Ecco perché dubito che il cambio di governo della scorsa settimana sia un segnale dell'avvicinarsi della pensione di Putin. Per me, è solo un normale rimpasto di governo. I nuovi ministri sono più giovani. Il nuovo PM continuerà il lavoro di digitalizzazione della Russia, proprio come ha recentemente digitalizzato le entrate interne. La Russia si sta modernizzando e Putin ha bisogno di compagni d'armi più giovani. Alcuni sono molto giovani: la salutare mancanza di riverenza del nuovo Ministro della Cultura è già stata presa male tra gli artisti abituati alle sovvenzioni occidentali. Le posizioni più importanti – Esteri - Difesa - rimangono nelle mani dei precedenti, che garantiranno continuità. Putin non andrà in pensione presto, ma probabilmente ha bisogno di più persone che capiscano le sue intenzioni e che siano pronte a metterle in pratica.
 
Non è che abbia una possibilità di scelta. Nella situazione attuale, nessuno può sentirsi al sicuro. Il destino di Saddam e Gheddafi deve essere ben vivo nella sua mente. E sembra sbrogliarsela bene. Lo ha dimostrato durante questa breve e sovraccarica visita a Gerusalemme.
 
PS Proprio mentre si svolgeva il forum di Auschwitz, il tribunale russo ha affrontato il caso del dottor Roman Yushkov. Era stato accusato di negazione dell'Olocausto e ha vinto, giacché la negazione dell’olocausto non è un crimine in Russia. Incoraggiato dalla vittoria, il dott. Yushkov ha fatto causa allo Stato chiedendo un risarcimento dei danni per sei milioni di rubli, e il 21 gennaio la Corte gli ha riconosciuto un risarcimento di 50 mila rubli. La Russia è il paese più libero del mondo, a quanto pare. Potete scrivergli a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
 
Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura
 
 
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