ProfileAnalisi, 14 settembre 2019 - Siamo alla quinta parte dello studio di Matthew Ehret sulla nascita dello Stato Profondo in America del Nord. Nascita e sciluppo della Fabian Society...    

 

The Duran, 19 maggio 2019 (trad. ossin)
 
Le origini dello Stato Profondo (Deep State) in America del Nord 5/6
Matthew Ehret
 
Che cos'è la Fabian Society e a quale scopo è stata creata?
 
«Bisogna attendere il momento giusto, come fece Fabio con grandissima pazienza, quando ci si batte contro Annibale, anche se molti criticheranno il ritardo. Ma, al momento giusto, bisogna colpire forte, come fece Fabio, altrimenti la paziente attesa sarà stata vana e sterile».
 
 
 
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Le prime quattro parti hanno trattato delle origini dello Stato Profondo in America del Nord, attraverso l’analisi della creazione della rete di borse di studio del Rhodes Trust e della Chatham House alla fine del XIX secolo, nonché dell’infiltrazione di studiosi indottrinati in ogni posto di comando della società occidentale. Abbiamo rintracciato i protagonisti di questa rete con sede a Oxford. Essi sono stati formati perché dovevano realizzare il disegno di Cecil Rhodes : «fare dell’Impero Britannico una Chiesa» e annullare gli effetti e le conseguenze della Rivoluzione americana su scala mondiale. Abbiamo anche visto che queste reti collaborano strettamente con un altro «gruppo di riflessione» ante litteram, chiamato Fabian Society, per portare avanti un progetto di distruzione del concetto di Stato-nazione, fondato sul Trattato di Vestfalia del 1648. Un esempio ci viene dal «discorso di Chicago» del 1999, quando Blair, da perfetto agente «fabiano», dichiarò che il mondo doveva oramai impegnarsi in un «ordine post-vestfaliano», preparando in tal modo il terreno per gli attentati dell’11 settembre e l’epoca dei regime change che presto sarebbe stata avviata. Nelle due ultime parti, esamineremo le origini della Fabian Society, indicando alcuni dei suoi membri fondatori e la sua filosofia politica.
 
La natura della Bestia
 
«Polarizzazione», questo è il nome dell’Impero. Se una società può essere tenuta sotto controllo, fiduciosa nelle proprie percezioni, allora le strutture invisibili che governano i suoi comportamenti dovranno essere mistiche e invisibili. Addirittura gli stessi intenti perseguiti da queste strutture dovranno essere inconoscibili. Inconoscibili, dunque esenti da ogni giudizio critico. Questo è stato il grande segreto degli imperi, fin dai tempi del sacerdozio babilonese e di Roma puttana di Babilonia, dopo il cui crollo altre tre altre incarnazioni si sono viste, con gli imperi bizantino, veneziano e anglo-olandese. Questa è la dinamica che muove ciò che oggi chiamiamo «Stato Profondo».
 
Con la riscoperta, nel XV secolo, della potenza della ragione cosciente come fonte di conoscenza e di crescita spirituale, fiorì la concezione umanista del Rinascimento. Con questa idea dell’imago viva dei (1), guidata in gran parte dalle scoperte uniche e dalla devozione verso la vita del cardinale Nicola Cusano (1401-1460), vi fu una rivoluzione della scienza, dell’arte e dell’arte della politica. Il diritto naturale nelle scienze, nelle arti e, soprattutto, come norma base dell’economia politica, si è aperto alle coscienze.
 
Con tali scoperte, si affermarono nuovi principi di auto-organizzazione. Quindi il Trattato di Vestfalia del 1648, non solo pose fine a 30 anni di guerre religiose volute da un’oligarchia, ma istituì il principio del «beneficio dell’altro» come fondamento della sovranità nazionale. Con la pace del 1648 vi fu una nuova stabilità, che favorì la grande Rivoluzione. Con la Dichiarazione del 1776 e la Costituzione del 1789, venne per la prima volta nella specie umana concepita l’idea di una nazione fondata sulla vita, la libertà e la ricerca della felicità. Nel 1791, Alexander Hamilton, primo Segretario al Tesoro e protégé di Benjamin Franklin, teorizzò il sistema americano di economia nei suoi Rapporti sulla Banca Nazionale, il Credito pubblico e, soprattutto, la questione delle manifatture che definiva l’oggetto e il valore dell’attività economica, non fondandosi su un principio «piacere/dolore, utilità o denaro», ma piuttosto: «Curare e stimolare l’attività della mente umana, moltiplicando le occasioni di impresa, non è un mezzo secondario di promozione della ricchezza di una nazione. Anche le cose che non sono intrinsecamente vantaggiose, possono a volte diventarle per una tendenza a promuovere l’impegno. Qualunque nuova opportunità che consenta alla natura attiva dell’uomo di svegliarsi e di esercitare la propria vitalità aggiunge nuova energia all’impegno generale».
 
Questo sistema americano si ispirava ad una lettura attenta dei testi di Platone come “La Repubblica” e della scuola cameralista francese (anche chiamata «dirigista»), messa in pratica da alcuni ispiratori del Trattato di Vestfalia come il cardinale Mazzarino e il ministro delle Finanze Jean-Baptiste Colbert, senza dimenticare il loro erede spirituale, il grande scienziato e uomo di Stato Gottfried Leibniz. Praticamente spariti dai libri di storia di oggi, questi uomini giocarono però un ruolo diretto nella formazione delle prime colonie delle Americhe e della Nouvelle-France. Nel 1984, nel suo libro intitolato “So You Wish to Learn All About Economics?” (Così volete sapere tutto sull’economia?) Lyndon H. Larouche (1923-2019), rappresentante moderno di questa tradizione, attribuiva a Leibniz la creazione dell’economia fisica e la fonte intellettuale del sistema americano (2). Nel corso dei due secoli seguenti, quasi tutti i presidenti statunitensi nazionalisti che hanno tentato di far rivivere questo sistema – compreso l’attuale presidente Trump – hanno dovuto vedersela con le strutture dello Stato Profondo britannico, impiantate negli stessi Stati Uniti.
 
 
Marx e Smith: due reazioni imperiali al progresso statunitense
 
Gli ultimi cinque secoli della nostra storia universale si sono caratterizzati soprattutto per il timore febbrile dell’oligarchia britannica che questi principi di auto-organizzazione potessero venir scoperti dall’umanità nel suo insieme. Da allora, ogni innovazione dell’Impero Britannico ha avuto come obiettivo solo quello di sviare l’attenzione dalle reali potenzialità che avevano simili salti qualitativi sul destino dell’umanità.
 
Al fine di nascondere la verità sul successo del sistema USA, addirittura la sua esistenza come idea, due dottrine vennero formulate da sciocchi mentitori al soldo e sotto la direzione delle principali eminenze dell’Impero britannico. La prima è nota come «dottrina del libero scambio». Essa venne elaborata nel 1776 da Adam Smith nell’opera “La Ricchezza delle Nazioni”. La seconda fu la teoria comunista di Marx, contenuta nel “Capitale”, pubblicato nel 1867. Reagendo alla Rivoluzione americana, “La Ricchezza delle Nazioni” servì da cornice per convincere la nuova Repubblica ad abbandonare i suoi piani di sviluppo industriale e restare agraria, privilegiando i temi della libertà e del piacere individuale, piuttosto che quelli del benessere comune. La dottrina di Smith oppose i «mercati auto-regolamentati» al diritto al protezionismo nazionale contro il dumping delle merci a basso costo e il credito guidato. Al contrario, il Capitale di Marx fu scritto a partire dal 1865, come reazione alla Seconda Rivoluzione americana, come argomento sofistico contro il tentativo di industrializzazione controllata perseguita dal sistema «hamiltoniano» dopo il 1791. Il Capitale teorizzava un «bene» utilitaristico collettivo a scapito dell’individuo.
 
I sistemi Smith e Marx sono, non solo impregnati di un empirismo radicale (credenza nella validità delle percezioni), ma anche dell’indispensabile corollario dell’empirismo: essendo l’umanità essenzialmente materiale, essa è capace di adattarsi all’ambiente circostante, sia fisico che politico. Quindi, diversamente dalla concezione umanistica del Rinascimento che postula che l’essenza dell’umanità si esprime attraverso la sua anima e la sua capacità creatrice di scoprire e cambiare in meglio le leggi dell’Universo, l’empirista di sinistra o di destra finisce col considerare l’uomo come una bestia. Considera la creazione artistica e i progressi della scienza che, sembra, separano l’uomo dalla biosfera, consentendo l’aumento delle forze produttive del lavoro senza limiti intrinseci, niente altro che chimere da nascondere il più possibile alle masse.
 
All’epoca di Marx, Darwin elaborò la tesi della selezione naturale come conseguenza di una lotta costante per l’esistenza. In tal modo diede nuovo carburante alla visione del mondo imperialista, alimentando la tesi di Marx che, dopo aver letto “L’Origine delle specie” nel 1873, regalò al suo autore una copia autografata del “Capitale”, del quale fece pubblicare un’edizione tedesca che aveva la dedica «Profondi ringraziamenti a Charles Darwin».
 
I due sistemi condividono la stessa menzogna: giacché sono inconoscibili i principi universali, una società non può calcolare il valore se non in termini di «piacere» e «utilità». Dei due autori, Smith fu il più esplicito a questo proposito. Nell’opera “Teoria dei sentimenti morali” (1759), scrive: «La fame, la sete, la passione che attira i due sessi, l’amore del piacere e la paura del dolore, ci inducono a far uso di questi mezzi per se stessi, e senza preoccuparsi delle benefiche finalità ad essi assegnati da madre natura».
 
I Fabiani: un fascismo che viene dalla sinistra
 
C’è un fatto che per onestà intellettuale non si può sottacere, ed è che la storia recente è stata modellata da organizzazioni che operano fuori dalla portata percettiva della maggioranza della popolazione. Come gli articoli precedenti hanno dimostrato, queste organizzazioni hanno costituito due polarità, entrambe espressione di un medesimo spirito oxfordiano, nel corso dei primi anni del XX secolo. Esse erano la Round Table che si rivolgeva ai sedicenti anglofili della «nuova destra» e, l’altra, una setta della «nuova sinistra» nota col nome di Socialisti fabiani. Pur separate e distinte, le due organizzazioni hanno lavorato congiuntamente, nel corso del secolo, a creare strutture di pensiero, di opinione e di diritto che imprigionano le loro vittime in un mondo nel quale si abbandona la capacità di miglioramento creativo dell’uomo e della natura, in nome della ragione cosciente.
 
In questo mondo immutabile, non si può evitare la dolorosa decrescita dei rendimenti, perché nessuna nuova risorsa, oltre quelle già note, può apparire. In questo universo caratterizzato dalla scarsità, la scabrosa necessitò della sterilizzazione, e dell’eliminazione degli handicappati per considerazioni materiali (genetici e ambientali) diventano una realtà e le leggi di Malthus guadagnano l’egemonia. Tale processo di decrescita è diventato universalmente noto col nome di «entropia» o «seconda legge della termodinamica» (3), ed è stato trattato servendosi di un linguaggio sviluppato come un articolo di fede, chiamato «analisi dei sistemi». L’attuale egemonia dell’analisi dei sistemi si deve proprio alle due reti della Fabian Society e del Rhodes Trust, cha hanno operato sia nel sistema sovietico che in quello occidentale durante tutto il corso della Guerra Fredda.
 
La Fabian Society venne fondata nel 1884 da una cricca elitista di propagandisti darwiniani, che vedeva nel sistema recentemente elaborato da Karl Marx il perfetto veicolo per rendere popolare la logica di Darwin. In effetti tutti i suoi aderenti erano ferventi razzisti, ossessionati dalla missione che si erano dati di convincere l’umanità a sottomettersi ad una pulizia razziale, secondo le idee elaborate dal darwinismo sociale di Herbert Spencer e l’eugenetica di Francis Galton. Spencer e Galton erano entrambi fortemente influenzati dallo X Club di Thomas Huxley, in quell’epoca responsabili unici della politica scientifica imperiale. Notiamo che lo strano simbolo della Fabian society rappresenta un lupo sotto le spoglie di un montone.
 
I più eminenti membri fondatori erano Sidney e Beatrice Webb, oltre a George Bernard Shaw. Questo nucleo iniziale si arricchì ben presto del contributo di vari aspiranti sacerdoti dell’Impero Britannico, come la celebre teosofa Annie Besant, Bertrand Russell, il protégé di Huxley, H.G. Wells, Arthur Balfour, e il fondatore della geopolitica Halford Mackinder. L’aggettivo «Fabiano» venne scelto in onore del generale romano Fabio Massimo, detto «il temporeggiatore», diventato famoso per avere battuto Annibale senza averlo mai combattuto frontalmente, ma scegliendo la strada della pazienza della usura progressiva. Nel testo fondativo della Fabian society, si legge:
 
«Bisogna attendere il momento giusto, come fece Fabio con grandissima pazienza, quando ci si batte contro Annibale, anche se molti criticheranno il ritardo. Ma, al momento giusto, bisogna colpire forte, come fece Fabio, altrimenti la paziente attesa sarà stata vana e sterile» (4) 
 
 
Il programma della Fabian society era centrato su ampi programmi di aiuto sociale, come l’assistenza sanitaria universale, l’istruzione di massa e il miglioramento delle condizioni di lavoro, che miravano a guadagnarsi il consenso dei più poveri. In realtà tali programmi non aveva alcuna sostanza reale, in quanto l’unico vero modo di attivarli, vale a dire lo stimolo della ragione cosciente a mezzo del progresso scientifico e tecnologico, era vietato a tutti i membri della società per principio.
 
Si trattava dunque solo di uno stratagemma per collocare la volontà delle classi inferiori sotto una più ingombrante influenza di un’oligarchia dirigente, con la promessa di un «socialismo democratico» e agitando un ideale ingenuamente utopistico di «fine della Storia». Tutto quello che le masse devono fare per ricevere le loro briciole è di accettare di essere governate da una classe sacerdotale scientifica che gestirà la loro vita, fino ad eliminarle se riterrà che siano diventate troppo numerose o ingombranti. Questa classe sacerdotale gestirà le ricchezze nel modo necessario per tenere al bada le folle, ma non consentirà la creazione di nuove ricchezze attraverso l’attivazione dei poteri della mente, perché ciò determinerebbe il mutamento dei parametri fissi di un sistema che essi intendono governare come fossero Dei. I sacerdoti del socialismo fabiano non sono, e non sono mai stati, dei «socialisti democratici», ma dei brutali darwinisti sociali. Come la teosofa Annie Besant spiegò al Partito del Congresso indiano:
 
«Pensiamo in generale che ogni uomo dovrebbe gestire quantità di potere in proporzione alle sue conoscenze e capacità […] E il mio sogno sarebbe: Da ciascun uomo secondo le sue capacità, a ciascun uomo secondo i suoi bisogni. Ma un socialismo democratico, con un sistema di voto maggioritario, non potrà mai aversi. Un vero socialismo aristocratico, controllato dal senso del dovere, guidato dalla saggezza, è la prossima tappa verso un grado più elevato di civiltà». (5)
 
Senza un vero impegno in favore delle scoperte scientifiche e della crescita illimitata di produttività, come nel sistema di economia politica statunitense, nessuna misura sociale può essere durevole. La spesa pubblica porterà inevitabilmente ad una piramide di Ponzi che, per sua stessa natura, darà luogo ad una logica da triage e quindi porterà il fascismo agli utili idioti che avranno «democraticamente» autorizzato la loro dominazione. Tutti gli argomenti che oggi si usano per ridurre il welfare vengono da una simile logica. L’affermazione dell’ecologismo come una «nuova religione post-industriale», oggi spinta da un Green New Deal, ha in sé un sanguinoso progetto di spopolamento, sotto il suo attraente vestito socialista.
 
Lavorando in stretta collaborazione con le grandi figure di Oxford e, particolarmente, con il Rhodes Trust, i Fabiani crearono la loro scuola chiamata London School of Economics (LSE), nel 1895, col finanziamento dei Rothschild. Il quadro ideologico utilizzato sia dagli agenti della LSE che da Oxford è sempre stato formulato da Cambridge, che continua ad essere la principale fucina delle idee marcie dell’Impero. Oxford e la LSE continuano ad esistere principalmente con l’obiettivo di concepire programmi che realizzino le idee «pure» formulate a Cambridge nell’interesse dell’oligarchia dirigente. Friedrich Hayek, Bertrand Russell, John Maynard Keynes e Harold Laski furono i principali promotori della Fabian Society che reclutarono giovani talenti per la LSE.
 
Cinque anni dopo la nascita della LSE, venne creato il Partito Laburista, come partito politico ufficialmente fabiano. Sua funzione era soprattutto di sottrarre ai liberali il controllo della sinistra, in opposizione al partito conservatore che, fino ad allora si era spartito coi liberali l’egemonia politica in Gran Bretagna. Uno dei più perversi esponenti del movimento, il drammaturgo George Bernard Shaw, ha illustrato i metodi di infiltrazione che hanno permesso ai Fabiani di influenzare con successo le istituzioni sociopolitiche:
 
«Il nostro tipo di propaganda è permeare. Abbiamo spinto i nostri aderenti ad iscriversi alle associazioni liberali e radicali del loro distretto o, se preferivano, alle associazioni dei conservatori. Ci siamo infiltrati nelle organizzazioni di partito, e con la più grande abilità e con la massima energia, abbiamo tirato tutti i fili sui quali siamo riusciti a mettere le mani. Abbiamo avuto tanto successo che, nel 1888, abbiamo ottenuto il vantaggio di una solida maggioranza progressista piena di idee che a nessuno sarebbero venute in mente se non ce le avessero messe i Fabiani».
 
E’ proprio quello che fu fatto. In questo secolo, la LSE ha condizionato decine di capi di Stato e decine di migliaia di funzionari e diverse generazioni di universitari.
 
In Canada il processo venne replicato nel 1931, quando la Fabian society del Canada venne creata da cinque borsisti del Rhodes Trust, col nome di League of Social Reconstruction (Lega per la ricostruzione sociale). Si trasformò ben presto in partito politico filo-eugenetico chiamato Cooperative Commonwealth Federation (Federazione cooperativa del Commonwealth) nel 1932, ancora trasformatosi in NPD nel 1961. Molti dei suoi dirigenti rivitalizzarono il Partito Liberale dopo la purga dell’uomo di Stato filo-USA C.D. Howe e dei suoi alleati dopo il 1957.
 
Durante la presidenza di Barack Obama, la gran parte dei componenti del suo Gabinetto aveva studiato a Oxford e alla LSE o nelle omologhe università statunitensi di Yale, Harvard o Princeton (6). E’ stato lo Stato Profondo a cercare di rovesciare Trump quando è diventato un forte candidato alle elezioni del 2016.
 
Questo metodo di permeare è come un virus che penetra nei globuli bianchi del malato. All’inizio la presenza del virus nel sistema è appena percettibile, ma quando gli organi cominciano a funzionare in modo inatteso, la persona irriflessiva può stupidamente decidere di non chiedere aiuto e attendere fino al punto di non ritorno. Questa infezione vi è stata migliaia di anni fa e, benché l’umanità abbia manifestato nel corso delle generazioni sprazzi di genio creativo, non ha ancora imparato la lezione.
 
Liberarsi delle catene di Zeus
 
E’ assolutamente necessario che, anche se è tardi, facciamo tesoro della lezione degli errori passati, prima che questo virus riesca a uccidere l’essere che ha aggredito. I maggiori problemi dell’umanità non dipendono da difetti della nostra natura, né dal nostro «avido desiderio di progresso». E neppure dalla nostra sempiterna «natura egoista». E i nostri problemi non si risolveranno adottando un sistema «durevole» di crescita tecnologica zero del tipo «Green New Deal». Una simile logica può esistere solo nella mente malata di un oligarca o delle sue vittime, non certamente in natura. Se un simile sistema verrà imposto al nostro XXI secolo, ci sarà un genocidio superiore a ogni sogno di Hitler.
 
Mettiamo quindi da parte le teorie fabiane sul «riscaldamento climatico provocato dell’uomo» e le «tecnologie verdi a crescita zero» che produrranno solo carestia, guerre e caos. Riscopriamo piuttosto la nostra identità prometeica ispirata dalla scoperta del fuoco elettrico di Benjamin Franklin. La via più rapida per risvegliare questa identità nella specie è di impegnarsi in grandi progetti come la Nuova Via della Seta, di realizzare un completo rinnovamento della tecnologia nucleare, di tornare al sogno di John F. Kennedy di una esplorazione spaziale illimitata, seguendo i presidenti Trump, Xi e Putin che ne hanno fatto tutti una priorità nazionale. Se la natura dell’umanità è di vivere davvero a immagine del Creatore, adattarsi allora passivamente come animali ai cicli immutabili e inconoscibili della natura non è compatibile coi nostri disegni. (segue)
 
 
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Note:
 
1.  «Concepito a immagine e somiglianza del suo Creatore»
 
2.  Il documento conosciuto più antico prodotto da Gottfried Leibniz in materia di economia fisica come branca della scienza si può leggere in Scienze ed economia (1671).
 
3.  La seconda legge della termodinamica suppone che tutti i sistemi fissi contengano una quantità fissa di energia e che, dunque, se si aggiungono attività supplementari al sistema, questo sistema disporrà di sempre meno anergia per sostenersi. Esso è dunque inesorabilmente orientato verso un punto di equilibrio mortale (ovvero, il potenziale di cambiamento si riduce proporzionalmente alla crescita dell’entropia). 
 
4.  Citata in A.M. McBriar, Fabian Socialism and English Politics, 1884–1918 [1962
 
5.  Annie Besant, The Future Socialism. Bibby’s Annual (ristampato da Adyar Pamphlet). OCLC 038686071. Besant vene eletta Presidente del Congresso nazionale indiano nel 1917. 
 
6.  Durante la presidenza di Obama, il Capo di gabinetto della Casa Bianca, il Capo di gabinetto aggiunto, il Direttore del budget e il Segretario per la Sicurezza interna avevano tutti studiato alla LSE, mentre la Segretaria di Stato Susan Rice era oxfordiana e borsista del Rhodes Trust. Questo non significa evidentemente che Yale, Harvard o Princeton non siano università prestigiose, ma ci dice chi realmente dirige la politica statunitense.
 
 
 
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