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ProfileAnalisi, ottobre 2017 - E' una questione su cui si è scritto tanto, da poterne riempire una intera biblioteca. Ne ha parlato Marx, come anche Sartre. C'è anche ovviamente un buon numero di opere scritte bene...

 

The saker, 28 settembre 2017 (trad.ossin)
 
Un corso accelerato sulle vere cause dell'antisemitismo
The saker
 
 
E' una questione su cui si è scritto tanto, da poterne riempire una intera biblioteca. Ne ha parlato Marx, come anche Sartre. C'è anche ovviamente un buon numero di opere scritte bene ma, invece di citarle, preferisco proporvi alcune riflessioni di semplice buon senso, indi passare a quella che io considero una spiegazione autorevole di questa cosa che chiamiamo « antisemitismo » e che, evidentemente, non ha nulla a che vedere coi Semiti.
 
 
Cominciamo quindi con lo sbarazzarci di questa espressione stupida e sostituiamola con una parola semplice e diretta : giudeofobia. Esattamente come qualsiasi altra fobia (per esempio la russofobia), la fobia verso X è 1) la paura e/o l'odio verso X. Alcune persone odiano gli ebrei, altre li temono (pensate alla «paura degli ebrei» nelle Scritture), qualcuno tutte e due le cose. Dunque “giudeofobia” mi sembra una espressione logica e incontestabile.
 
In secondo luogo, è un'idea lapalissiana che tutto nell'universo debba avere una causa. Quindi anche le fobie. Comprese la russofobia e la giudeofobia. Per esempio, io sarei il primo ad ammettere che esistono delle caratteristiche obiettive del popolo russo che possono spingere altre persone ad averne paura e ad odiarlo. Per esempio il fatto che tutti i tentativi occidentali di conquistare la Russia abbiano fallito. O che i Russi non hanno mai accettato, e ancora non lo accettano, il Papato. Basterebbero questi due fattori a creare molta russofobia in Occidente, sicuramente.
 
Dunque dobbiamo chiederci: che cosa hanno gli ebrei che suscita la giudeofobia? Ahimè, prima di esaminare questo punto, sento il bisogno di precisare alcune mie ipotesi.
 
La prima è che gli ebrei non sono né una razza né una etnia. A dimostrazione, rinvio al libro di Shlomo Sand, « L'invenzione del popolo ebraico ». Come ho già detto in altre occasioni, io credo che gli ebrei siano una tribù: un gruppo nel quale si può scegliere di entrare (Elizabeth Taylor) o di uscirne (Gilad Atzmon). In altri termini, io considero il « giudaismo » come una cultura, una ideologia, una educazione o altro, ma non come qualcosa che abbia a che vedere con la biologia. Sono però completamente d'accordo con Atzmon, quando dice che gli ebrei non sono una razza, ma che la cultura/la politica/l’ideologia ebraica è razzista (su questa questione più oltre).
 
Vi è poi anche quello che viene comunemente conosciuto come « ebraismo ». E' anche questa una espressione inappropriata, quanto meno se per « ebraismo » si voglia intendere la fede del Vecchio Testamento, la fede dell'Antico Israele, nel « Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio dei nostri antenati ». L' « ebraismo » moderno è stato creato dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, nel 70 dopo Cristo. L' « ebraismo » moderno dovrebbe essere chiamato il « talmudismo farisaico » e i suoi veri creatori sono Shimon bar Yohaï, Maïmonide (« Rambam » nel video sotto), Joseph Karo e Isaac Luria. La ragione per cui questa religione dovrebbe essere considerata come talmudismo farisaico sta nel fatto che l'ebraismo moderno è la prosecuzione della setta dei Farisei  (l'unica setta ebraica sopravvissuta alla distruzione di Gerusalemme e del Tempio – tutte le forme moderne di « ebraismo » affondano le loro radici nella setta dei Farisei) e che la sua principale fonte di autorità è il Talmud, una collezione di scritti che riflettono le idee della setta dei Farisei, rispettata dall'inizio del II°secolo. Per distinguerli dagli ebrei non religiosi, alcuni autori hanno proposto l'espressione « giudaico » per indicare gli aderenti a questa fede. Mi sembra ragionevole.
 
Ecco la cosa fondamentale: mentre molti ebrei moderni non sono credenti e sono realmente appartenenti alla tribù ebraica di cui si è detto, non c'è nulla nella storia che possa definirsi « cultura ebraica » e che sia distinta dal talmudismo farisaico. Tenete presente che le categorie nazionali sono creazioni recenti del XVIII e XIX secolo. In tutto il precedente corso della storia, i popoli si sono definiti con riferimento 1) al loro luogo di residenza o di nascita, 2) alla loro affiliazione religiosa e 3) all’identità del governante cui erano soggetti. Per contro, la nazionalità e l'appartenenza etnica sono concetti ampiamente moderni. L'unica cosa che hanno in comune un ebreo del Medio Oriente, dell'Europa centrale o dell'Africa del Nord sarebbe l'insegnamento del talmudismo farisaico. E' quindi logico guardare a questa unica caratteristica comune per tentare di identificare le cause dell'odio e della paura che gli ebrei hanno ispirato quasi ovunque abbiano vissuto.
 
Ricorrerò a due fonti ebraiche ufficiali per valutare le cause dell'antisemitismo, prima di tutto il sito del Centro Simon-Wiesenthal, poi una conferenza del rabbino David Bar Hayim.
 
Ecco cosa scrive il Centro Simon-Wiesenthal sulla pagina « Perché gli ebrei ? I motivi della persecuzione » :
 
 
    « Vi sono sempre state in Europa comunità ebraiche da più di 2000 anni. Molte di queste comunità erano più antiche dei paesi in cui vivevano. Però, quando sono nati gli Stati nazionali europei, agli ebrei sono stati raramente conferiti veri diritti di cittadinanza. Nel migliore dei casi, venivano tollerati come ospiti. La loro particolarità sociale e religiosa li ha resi bersaglio durevole di persecuzione; e questa persecuzione, a sua volta, ha rafforzato la coesione delle comunità ebraiche.
 
    L’emergere del cristianesimo come religione dominante in Europa ha aggravato la persecuzione degli ebrei. Mentre la vita religiosa e politica dell'Europa si andava organizzando attorno alla fede cristiana, gli ebrei venivano visti come dei negazionisti e come « assassini » del Cristo. Per milioni di cristiani europei, lungo più di 1600 anni, l'odio e la persecuzione degli ebrei era approvata dalla religione. L'antisemitismo è cresciuto durante l'industrializzazione dell'Europa del XIX e XX secolo, quando gli ebrei partecipavano più direttamente alla vita economica e sociale dell'Europa.
 
    Nel 1933, i modelli di persecuzione economica, sociale e personale degli ebrei europei erano ben codificati. L'antisemitismo razziale e la propaganda nazista hanno ampliato e manipolato questo modelli, aggiungendo in ultima analisi un principio mortale – che tutti gli ebrei dovevano essere eliminati. 
 
 
E' la solita banale spiegazione: erano più antichi, ma non è stata mai loro accordata la cittadinanza, erano tollerati come ospiti, la loro specificità sociale e religiosa ne ha fatto oggetto di persecuzione, poi i cristiani li hanno accusati di avere ucciso Cristo, l’antisemitismo era religiosamente giustificato, e poi sono arrivati i nazisti ad aggiungere la loro propaganda razzista. Ma c'è un briciolo di verità nascosto in tutte queste banalità: il riferimento alla « specificità sociale e religiosa ». Di che parliamo esattamente ?
 
Questo sembra interessante, affrontiamo dunque subito questa questione!
 
Ecco una conferenza del rabbino David Bar Hayim, del quale potete trovare la biografia e il volto amabilmente sorridente su Wikipedia. Per quanto ci interessa, sarà sufficiente il primo paragrafo. Si dice che Bar Hayim è « un rabbino ortodosso israeliano che dirige l'Istituto Shilo, un tribunale rabbinico e un istituto di formazione ebraica dedicata alla Torah di Israele ». Non uno qualsiasi comunque, e un uomo cui si riconoscono molte qualifiche. Sentiamo adesso che cosa ha da dire.
 
Vi prego vivamente di prendervi il tempo di ascoltare con attenzione tutta la conferenza (1ora e 47minuti), non solo per convincervi che gli estratti che ho scelto non sono parziali né fuori contesto, ma anche per « sentire » emozionalmente l'uomo, che non è solo un conferenziere eloquente visibilmente abituato a insegnare, ma trasmette anche molte idee con il coraggio di chiamarle con il loro nome, invece di « mantenere il silenzio » come tanti suoi colleghi « politicamente corretti ».
 
La conferenza è qui:
 
 
E nel caso sparisse « misteriosamente » da YouTube dopo la pubblicazione del mio articolo, ho deciso di scaricarla anche qui: 
 
Ecco poi alcune importanti dichiarazioni iniziali, che ho indicato con i minuti, dunque potrete verificarne l'autenticità:
 
    09:20 La Torah insegna che la vita di un ebreo è più preziosa di quella di un non ebreo.
    10:00 Dio (HaShem) preferisce gli ebrei ai non ebrei, e accorda ad essi uno status speciale.
    11:00 L’idea che gli ebrei e i non ebrei siano egualmente cari a Dio contraddice lo spirito della Torah dall'inizio alla fine.
  16:40 Secondo Shimon bar Yochaï (vale a dire Rashbi) « il migliore dei non ebrei dovrebbe essere ucciso in guerra » perché, esattamente come gli ebrei non possono sapere se un serpente che si avvicina sia o meno velenoso, essi non possono nemmeno sapere se il non ebreo che si avvicina costituisca un  pericolo.
    25:16 Gli ebrei devono partire dall'idea che è probabile che tutti i non ebrei che incontrano non vivano secondo le leggi di Noè.
 
Qui serve una spiegazione su quali siano queste leggi di Noè. Secondo Wikipedia (che uso come fonte super politicamente corretta), le leggi di Noè « sono una lista di sette imperativi morali che sarebbero stati imposti, secondo la tradizione ebraica, da dio a Noè a suggello dell'alleanza eterna coi ‘figli di Noè’ – vale a dire tutta l'umanità».
 
    Divieto dell'idolatria
    Divieto della blasfemia
    Divieto dell'omicidio
    Divieto dell'immoralità sessuale
    Divieto del furto
    Divieto di mangiare carne di un essere ancora vivente
    Obbligo di istituire un sistema giudiziario
 
Non suona  « troppo moderno » ma, insomma, non è « peggio » dei Dieci Comandamenti, no ? Invece è peggio ! E' peggio per due ragioni essenziali. In primo luogo, la sanzione per avere violato una di queste leggi, almeno secondo il rabbino David Bar Hayim, è la morte (ascoltate la conferenza!). In secondo luogo, questa lista ricorre ad un eufemismo quando parla di « idolatria ». Non parla infatti di qualche sanguinaria cerimonia pagana nella quale si sacrificano dei bambini a un dio del tuono, ma di « Avodah Zarah ». Come lo so? Ascoltate la conferenza, il rabbino è stato in proposito chiarissimo. E cos'è « Avodah Zarah » esattamente? E' il « culto straniero » o, per dirla più semplicemente, sono le religioni degli stranieri, degli altri, delle nazioni dei goyim. E' esattamente l'accusa rivolta dagli ebrei farisaici al cristianesimo: fare di « questo uomo » (l’abituale riferimento talmudico al Cristo) un idolo. 
 
E' vero, durante il Medio Evo i riferimenti espliciti al cristianesimo come una forma di idolatria furono evitati, e anche oggi la risposta ufficiale alla domanda se  Avodah Zarah si applichi al cristianesimo è straordinariamente ipocrita: il cristianesimo è un « tipo particolare di Avodah Zarah. Essdo è vietato agli ebrei, ma permesso ai gentili, e dunque un non ebreo che diventi cristiano non commette peccato ». Prima di tutto, però, costituisce un'innovazione moderna il fatto che solo gli ebrei che si convertono al cristianesimo commettano un peccato passibile di pena di morte. Ma più importante, si tratta di una evidente scappatoia, perché l'eccezione riservata a questo « tipo particolare di Avodah Zarah » non ha fondamento nell'insegnamento talmudico farisaico tradizionale. Dunque la cosa potrebbe scioccare molti, ma secondo i talmudisti farisaici, tutti i cristiani meritano di essere uccisi per il peccato di idolatria. Sentite l'amore…
 
Adesso, ecco il risvolto triste: negli Stati Uniti, queste leggi ferocemente anti cristiane sono state proclamate il « fondamento della società, fin dall'alba della civiltà », dal presidente Reagan e dal Congresso. E dire che questi tipi si considerano « cristiani »…
 
Sono certo che vi sono di quelli che sono assolutamente convinti che quanto ho scritto sia una grossolana deformazione dei fatti, che sia impossibile che l' « ebraismo » insegni davvero simili orrori. Pensateci un poco e ascoltate le parole stesse del rabbino:
 
    25:33 Coloro che non rispettano le sette leggi di Noè sono quindi colpevoli di un gravissimo delitto
    25:49 « Avodah Zarah », vale a dire l'idolatria, il che significa che il cristianesimo è il delitto più diffuso.
 
Evidentemente, quelli che sanno qualcosa sul talmudismo farisaico non saranno sorpresi da quanto è scritto qui sopra. Tutto sommato, il rabbino non fa altro che chiarire che:
 
    16:40 Secondo Shimon bar Yochaï (vale a dire Rashbi) « il migliore dei non ebrei dovrebbe essere ucciso in guerra » perché, esattamente come gli ebrei non possono sapere se un serpente che si avvicina sia o meno velenoso, essi non possono nemmeno sapere se il non ebreo che si avvicina costituisca un  pericolo.
 
I non ebrei vengono esplicitamente paragonati a dei serpenti! Dice qualche altra cosa di simile più oltre:
 
    26:15 Se non è possibile accompagnare un non ebreo in punto di morte al tribunale perché venga stabilita la sua colpevolezza, assumete una posizione neutra, non aiutandolo e nemmeno uccidendolo.
 
Avete capito? Come per i serpenti, è impossibile distinguere un non ebreo pericoloso da un altro inoffensivo, eppure non vi è consentito di ucciderlo semplicemente. Per far ciò c'è bisogno della decisione di un tribunale rabbinico. Ma deve escludere che gli si possa salvare la vita, meritando quasi certamente la pena di morte (non fosse altro perché è cristiano). Dunque, se vedete un non ebreo in pericolo o sul punto di morire, non dovete fare niente. E' piuttosto interessante constatare che, quando viene domandato al rabbino se questa forma di non assistenza ad una persona in pericolo potrebbe avere conseguenze negative sulla reputazione degli ebrei, egli risponde immediatamente:
 
    1:22:00 Se non salvare un non ebreo lo possa fare apparire cattivo, allora l'ebreo dovrà mentire sulle ragioni del suo comportamento.
 
Dunque è cosa buona lasciare un non ebreo morire e, se ci sono contestazioni, basta ricorrere alla menzogna!
 
L’idea essenziale è questa: gli ebrei sono più importanti agli occhi di dio (e quindi anche ai loro stessi occhi) dei non ebrei. E' per questo:
 
    1:00:30 Non è obbligatorio restituire un oggetto perduto a un non ebreo.
    1:17:40 Gli ebrei possono rompere il sabato per salvare un ebreo, ma non un non ebreo, perché gli ebrei non considerano tutte le vite uguali.
 
Mi fermerò qui con gli esempi. Il rabbino dice con chiarezza che l'idea umanista secondo cui tutti gli esseri umani sono uguali è contraria a tutto lo spirito della Torah. Se dopo questo, ancora non avete capito…
 
Che dire della famosa regola aurea del « Fare agli altri... » ?
 
Che dire di questo:
 
    Tu non ti vendicherai, e non porterai rancore nei confronti dei figli del tuo popolo. Amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono l'Eterno. (Levitico 19:18)
    Non fare al tuo simile quel che non vorresti fosse fatto a te: è tutta qui la Torah; il resto è la spiegazione; va e impara. (Shabbath folio :31a, Talmud di Babilonia)
 
Avete colto gli ammonimenti essenziali, « i figli del tuo popolo » e « i tuoi simili ». Il talmudismo farisaico interpreta questi passaggi come riferiti solo ai simili e non ai goyim semi-animali ! E' ridicolo per un rabbino ascoltare un non ebreo affermare che tutti gli esseri umani sono stati creati a immagine e somiglianza di dio. Il talmudismo farisaico contraddice esplicitamente questa idea (e la Cabala ancor più). Ancora non siete d'accordo? Quella frase che  « l’idea umanista che tutti gli esseri umani siano uguali è contraria a tutto lo spirito della Torah ». Non capite?
 
La pura verità è che il talmudismo farisaico (vale a dire l'« ebraismo » moderno) è l'unica religione che insegna un razzismo rivelato da dio.
 
Per me, non è propriamente una scoperta. Leggete la superba opera di Michael Hoffman, « Judaism Discovered » (disponibile in Amazon e sul suo sito). In realtà, migliaia di libri sono stati già scritti su questo argomento e molti sono disponibili on line dove possono essere scaricati in diversi formati. Quel che rende il video del rabbino così interessante, è che 1) si tratta di un video ufficiale, 2) è recente, 3) conferma davvero tutto. Ma per coloro che, come me e - sono certo -  molti lettori di queste righe, lo sapevano da decenni, esso non costituisce per nulla una novità.
 
Ora occorre fare delle importanti precisazioni: vi sono molti ebrei (la maggior parte direi) che sono totalmente ignari di tutto questo. Anche le sinagoghe « conservatrici » e « riformatrici » non predicano queste cose molto apertamente (benché talvolta lo facciano). Questa specie di razzismo religioso viene soprattutto insegnato nelle yeshiva ortodosse e, naturalmente, in diverse istituzioni Gharedi in Israele. Per questi ebrei ignoranti le spiegazioni che abbiamo avanzato delle cause storiche dell'antisemitismo sono, non solo offensive (criminalizzano le vittime), ma anche del tutto ingiuste (« la mia famiglia non ha mai detto simili cose ! »). In secondo luogo, mentre questi insegnamenti francamente demoniaci sono stati dispensati solo in circuiti religiosi, essi hanno comunque avuto un'influenza profonda nel formare il punto di vista di molti (ma non tutti !) ebrei laici, ai quali forse non si è mai insegnato che tutti i cristiani meritano di essere giustiziati, ma che comunque provano una repulsione profonda e quasi viscerale per il cristianesimo. La distanza tra il rabbino David Bar Hayim e Sarah Silverman e la sua celebre citazione – « Spero che siano stati gli ebrei a uccidere Cristo. Io lo fare di nuovo, senza esitazione » – è molto, molto breve.
 
Infine, per tutti i razzisti ridicoli (e sono molti, ahimè), niente di questa ideologia farisaica si trasmette geneticamente, quindi per piacere non venite fuori con assurdità del tipo « tutti gli ebrei ». Alcuni ebrei condividono questo punto di vista, altri no. Ricordatevi che gli ebrei non sono né una razza né una etnia, sono una tribù. Un ebreo che rifiutasse totalmente tutto questo razzismo religioso verso i goyim non porta in sé un misterioso « bacillo talmudico » capace di trasformarlo, in una notte, in un razzista pieno d'odio.
 
 
 
Considerazioni a margine
 
Per quello che può valere, io ho ricevuto nella mia vita più gentilezze e compassione da ebrei (laici) che dai miei correligionari cristiani ortodossi. Assai spesso nella mia vita degli ebrei laici sono stati per me come il Buon Samaritano del Vangelo (Luca 10:25-37):
 
Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?» Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa' questo, e vivrai». Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all'oste e gli disse: "Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno". 
 
Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté nei ladroni?» Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va', e fa' anche tu la stessa cosa» 1
 
 
Notate due cose: prima di tutto Cristo distrugge alla radice l'interpretazione razzista della parola « il tuo prossimo » e poi ci dà chiare indicazioni sul come dobbiamo comportarci con tutti i nostri vicini.
 
Adesso ci siamo: le cause profonde dell’antisemitismo non vanno cercate in qualche strana e immotivata aberrazione, comune a tutte le nazioni della terra, ma negli insegnamenti del talmudismo farisaico. Ciò che è eccezionalmente pernicioso è che, per una sorta di osmosi culturale, gli ebrei non religiosi vengono allevati in una cultura laica che perpetua questo tipo di credenze, senza considerare le loro trappole religiose esterne.
 
Inoltre molti non ebrei, vedendo gli ebrei, sia religiosi che laici, tanto ostili alla loro religione e alle loro tradizioni, arrivano alla conclusione che « tutti gli ebrei  » sono cattivi. Aggiungete un pizzico di politici (delle due sponde) che mettono fuoco a questa combinazione tossica e si arriva ad esplosioni inevitabili. Di qui tutte le persecuzioni.
 
Le radici della giudeofobia sono negli insegnamenti diabolici della setta dei Farisei, il cui razzismo religioso ha, purtroppo, influenzato la visione del mondo anche di molti ebrei laici. Finché i rabbini ortodossi saranno fedeli a quello che è diventato un auto-culto (a proposito, questa è vera idolatria), l'antisemitismo continuerà a sollevare “misteriosamente” la sua orribile testa.
 
Brecht aveva ragione: « E' ancora fecondo il ventre che ha partorito la bestia immonda ». Si è solo sbagliato di ventre.
 
 
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