Le due Odessa: quella del popolo e quella dei

golpisti nazisti di Kiev amici dell’Europa


Enrico Vigna



Il 2 maggio assassini fascisti, protetti dall'Europa e dagli Stati Uniti, appiccavano il fuoco alla Casa dei Sindacati di Odessa, bruciando vive 46 persone












L'11 aprile il popolo di Odessa ha festeggiato il 70° anniversario della Liberazione 
 

Il 70 ° anniversario della Festa della Liberazione di Odessa dagli invasori nazisti è una data speciale per ogni odessiano.
 




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Le truppe sovietiche entrarono a Odessa nord il 9 aprile. Nello stesso tempo iniziava l'attacco da ovest. La città fu presa d'assalto durante la notte e al mattino la difesa tedesca era caduta. Molti soldati tedeschi sfogarono la loro rabbia contro i civili  e nella sola notte ne furono uccisi circa 400. Le truppe sovietiche assistite da partigiani e combattenti locali uccisero nella battaglia un totale di circa 300 soldati e ufficiali tedeschi. Furono anche catturati 180 veicoli con armi e munizioni, e circa 20.000 civili  riuscirono a nascondersi nelle catacombe sotterranee.

Odessa fu una delle prime città ad ottenere il rango di “eroica”, insieme a Leningrado, Stalingrado e Sebastopoli. Il relativo decreto fu del Comandante Supremo N20, in data 1° maggio 1945.

L’arrivo delle truppe sovietiche salvò 20.000 odessiani.

Con una splendida manifestazione celebrativa gli odessiani di oggi hanno salutato il presidente russo Vladimir Putin. Nel suo messaggio di congratulazioni alla città, il presidente della Russia ha in particolare sottolineato che, nella battaglia nel Sud Ucraina e a Odessa, soldati e ufficiali di diverse nazionalità sovietiche hanno difeso la loro patria spalla a spalla. Secondo il presidente russo, la prodezza di quei soldati e lavoratori a difesa delle proprie case e della propria terra, resterà per sempre un fulgido esempio di eroismo e di coraggio disinteressato.

Inoltre, Vladimir Putin ha sottolineato che le secolari relazioni di amicizia tra russi e ucraini saranno sempre alla base delle relazioni dei due popoli fratelli. La cosa principale è, e sarà,  di custodire la memoria della guerra passata, fermare tutti i tentativi di riscrivere pagine della storia e di educare i giovani allo spirito patriottico e all'orgoglio per la vittoria conquistata.
 


 


Questo il testo del toccante saluto di Natalia Vitrenko leader del Partito Socialista Progressista Ucraino:

Cari cittadini di Odessa !
Avete la fortuna di vivere nella città-eroe di Odessa e celebrare il 70° anniversario della sua liberazione dagli invasori nazisti.
Sono con voi e per prima cosa mi inchino di fronte al valore dei nostri padri e nonni che,  nell'Armata Rossa, tra i partigiani sovietici o come combattenti clandestini, tra i primi hanno liberato i popoli dell'Unione Sovietica, dell’ Europa e di tutto il mondo, dalla peste bruna del fascismo, che aveva creato quella macchina mostruosa di morte.
Ogni goccia di sangue versato nella Grande Guerra Patriottica, ogni ucciso, ferito, ogni povera famiglia, deve rimanere per sempre nella nostra memoria.
Inoltre, come loro figli,  è nostro obbligo morale  ricordare che i collaboratori della UPA sono complici e corresponsabili di  tutti i crimini di nazisti di Hitler. Pertanto, per le strade di Odessa, Bandera e le loro parole d’ordine neo-naziste di "Ucraina per gli ucraini ", "accoltella i Moskal, uccidi i comunisti", "Gloria della nazione è la morte del nemico", le croci celtiche, i numeri "14" e "88", la svastica nazista, sono tutte profanazioni degli abitanti di questa città-eroe. Non si deve perdonare e non si può accettare.
I nostri padri e nonni, i vincitori, dai cieli guardano su di noi e le loro anime sono in mezzo a noi. Specialmente nel giorno di questa grande festa.
Cerchiamo di essere degni dei difensori eroici di Odessa, i difensori eroici della nostra grande Patria sovietica.
Che siate sereni lassù, compagni nostri! La vostra Natalia Vitrenko.
  


 


Qui i versi presentati dall’attivista del Blocco per Odessa, Ivan Riabukhin:

Vittoria amara di Maidan.
 E ancora  Maggio! Tutti i fiori sbocciano
Gioisce e canta il popolo
Ma nel cuore il dolore non riesce a placarsi
E il veterano, asciugandosi una lacrima,
Spera che il mondo non attenda di nuovo.
E per quelli che portano il dolore e fatica,
Non è necessario il ricordo della guerra,
Vogliamo raccogliere la vittoria,
E il ricordo di quel grande giorno .
E c’è chi si trasforma in ladro,
E predica il nazismo
E brucia i nastri degli eroi!
E’ impudenza mi dici ? NO! E’ Fascismo !
E la gioia dei veterani svanisce
Quelli che hanno avuto la guerra sulle loro spalle
Vittoria amara di Maidan
E con le lacrime agli occhi !
Congratulandomi  nel Giorno della Vittoria,
con i Valorosi figli della Patria,
Vi invito a mantenere la memoria sacra
Dei nostri padri e nonni caduti!
 
Durante la manifestazione sono stati distribuiti migliaia di nastri di S. Giorgio, simbolo della Resistenza antifascista. Gli slogan più gridati durante la marcia erano: "Russia", "referendum", "Berkut", "Donbass", "Lugansk", "Odessa non si arrenderà mai", "Gloria all'Armata Rossa".


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