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Siria: assassinio del giornalista, defezione di un osservatore… e disinformazione

 Siria, gennaio 2012 - Tutta un’armata politico-mediatica si impegna per indurre in errore l’opinione pubblica e lasciar intendere che la morte del reporter di France 2 è responsabilità delle autorità siriane (nella foto, Gilles Jacquier)

Al-Qaida in Siria: le ambizioni “imperiali” dell’Emirato del Qatar

 Inchiesta, gennaio 2012 - La Democrazia, questa Democrazia delle potenze imperialiste e colonialiste che ci schiacciano e ci sfruttano, questa Democrazia proclamata dall’Impero, scritta a lettere maiuscole sulla fronte dell’Occidente, su ogni prigione, su ogni Guantanamo, su ogni ...

Tripla D

 Analisi, febbraio 2012 - Al principio era la tripla D. Mentre la “tripla A” impegna tanti spiriti conformisti e tanti discorsi convenzionali, ci si dimentica colpevolmente che questo “meccanismo” tanto esagerato  deriva direttamente e fatalmente da un altro trittico ...

2012: prospettive di apocalisse

 Analisi, 2012 - La prospettiva economica, politica e sociale del 2012 è profondamente negativa. Quasi tutti gli economisti ortodossi del pensiero dominante sono pessimisti sulle prospettive dell’economia mondiale, e nonostante ciò essi sottostimano l’ampiezza e la ...

Non sono stati arrestati !

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Sahara Occidentale, 7 marzo 2010 - Nove degli undici militanti saharawi che, sfidando il regime di occupazione, sono andati nei campi di Tindouf in visita ai loro fratelli separati, sono rientrati poco fa a Casablanca senza essere arrestati. E' il segno dell'imbarazzo delle Autorità marocchine, la dimostrazione che per vincere bisogna praticare, non solo rivendicare, i propri diritti






Non sono stati arrestati !


Alle ore 11.30 (ora di Casablanca) di oggi 7 marzo 2010, nove degli undici militanti saharawi che hanno sfidato il regime di occupazione e si sono recati nei campi di Tindouf in visita ai loro fratelli separati sono atterrati in territorio marocchino all'aeroporto di Casablanca.
Dopo dieci giorni di permanenza nei campi profughi saharawi del deserto algerino, dopo innumerevoli incontri, ed altrettanti thé, coi fratelli separati.
Pensavano di essere arrestati, come era accaduto ai sette che, nell'ottobre scorso, avevano fatto la medesima cosa e sono ancora adesso detenuti nel carcere di Salé, in attesa di un processo che, forse, non si farà mai.
Invece tutto è andato liscio, le formalità di controllo dei passaporti sono state assolutamente ordinarie, ed attualmente (alle ore 13 di Casablanca) i nove si trovano nel treno che dall'aeroporto conduce in città.
Questa sera ripartiranno per Laayoune.
Tra loro, Brahim Sabbar, Ahmed Sbai, Aalina Ambarka, e la sua piccola figlia di meno di un anno.
Le Autorità marocchine hanno deciso di chiudere gli occhi, evitando iniziative che avrebbero potuto riaccendere l'attenzione critica della comunità internazionale sul loro regime di occupazione.
I militanti saharawi hanno vinto questa partita. Aspettiamo solo di vedere che cosa succederà al loro rientro a Laayoune, previsto per questa sera.

 
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