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Napoli con Aminatou

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Napoli, 18 dicembre 2009 - Può essere finalmente rimossa la gigantografia di Aminatou Haidar dalla facciata del Municipio di Napoli. Era stata collocata il 3 dicembre scorso, con l'intenzione di tenerla "fino a ritorno di Aminatou a casa, a Laayoune". Il comunicato dell'Osservatorio Internazionale






(La gigantografia di Aminatou sulla facciata del Municipio di Napoli)





COMUNICATO DELL’OSSERVATORIO INTERNAZIONALE


Napoli, 18 dicembre 2009
Aminatou Haidar è ritornata la notte scorsa a casa sua, a Laayoune, nel Sahara Occidentale. Dopo 31 giorni di sciopero della fame nell’aeroporto di Lanzarote, dove era stata espulsa il 14 novembre scorso dalle autorità marocchine, l’attivista saharawi ha potuto finalmente riabbracciare i suoi figli e sua madre, e tutto il suo popolo, che ne ha accolto il ritorno con manifestazioni di giubilo.
La straordinaria tenacia e l’immensa forza d’animo di Aminatou Haidar, e la grande mobilitazione internazionale attorno a lei, hanno consentito questo risultato che, per dirla con le parole pronunciate ieri dalla stessa Haidar, costituisce “una vittoria del diritto internazionale, dei diritti umani e del popolo saharawi”.
Napoli ha fatto la sua parte per questa donna che nel 2006 ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città, per la sua lotta non violenta contro l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale. Il 3 dicembre 2009, su iniziativa del sindaco di Napoli, con la collaborazione dell’Osservatorio Internazionale e dell'associazione Haima,  è stata posta sulla facciata del Municipio di Napoli una gigantografia con il suo volto e la  scritta: “Libertà per Aminatou Haidar – cittadina onoraria di Napoli”.
Questa gigantografia può essere oramai, con sollievo e soddisfazione, rimossa. Nell’occasione l’Osservatorio Internazionale vuole ringraziare tutti i napoletani che, con il loro sostegno, hanno contribuito al ritorno di Aminatou Haidar al suo paese. In primo luogo il presidente della Regione, on . Antonio Bassolino, ed il sindaco di Napoli, on. Rosa Russo Iervolino, la Camera Penale di Napoli, Magistratura Democratica, il presidente della Commissione relazione internazionali del Comune di Napoli, Sandro Fucito, l’associazione Antigone, oltre alle centinaia di cittadini napoletani che hanno sottoscritto l’appello lanciato sul sito www.ossin.org. Ricordiamo, tra gli altri, l’attore Toni Servillo e il regista Mario Martone, l’avv. Vincenzo Siniscalchi, i prof. ri Gianni Cataldi, Valeria Del Tufo e Giuliano Balbi, e tanti altri il cui impegno si è saldato con il movimento internazionale di sostegno ad Aminatou Haidar, che ha visto in prima fila i premi Nobel José Saramago e Rigoberta Menchu, oltre a personaggi della statura di Pedro Almodovar, Eduardo Galeano e molti altri.
La mobilitazione dell’Osservatorio Internazionale a favore del popolo saharawi continua adesso per la liberazione dei sette militanti arrestati, che rischiano la pena di morte per reati di opinione.



 
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