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Il Marcco dice "no"

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Sahara Occidentale, 2 dicembre 2009 - Con un comunicato dai toni farneticanti, il Marocco ha detto ufficialmente "no" alla richiesta del Governo spagnolo di restituire il passaporto ad Aminatou Haidar. Però il re lo ha fatto dire ai capi dei partiti rappresentati in Parlamento (tutti vassalli della Monarchia). Un modo per tenersi le mani libere?











Il Marocco risponde "no" alle richieste della Spagna


Governo  e partiti politici marocchini hanno respinto, su richiesta di Mohamed VI, qualsiasi intervento straniero per risolvere la crisi innescata dalla cacciata dell’ attivista saharawi


Ignacio Cembrero  - El Pais, 2 dicembre 2009


Il Marocco ha detto "no" alla Spagna. E lo ha detto in forma solenne e decisiva. Non farà concessioni per risolvere la crisi innescata dalla espulsione da Laayoune, la capitale del Sahara occidentale, dell'attivista saharawi Aminatou Haidar, in sciopero della fame da 17 giorni nell'aeroporto di Lanzarote. Su richiesta del re Mohammed VI, il ministro degli Esteri, Taieb Fassi-Fihri, si è riunito martedì sera con i leader di tutti i partiti politici rappresentati in parlamento. Tutti hanno respinto "qualsiasi intervento straniero" nel "caso Haidar", “indipendentemente dalla loro origine”, anche se provenienti da un governo amico come quello spagnolo.
Il rifiuto è contenuto in un lungo comunicato diffuso oggi col titolo: "La classe politica esprime la propria indignazione e rifiuta di cedere al ricatto". Il testo è di una insolita virulenza contro gli indipendentisti saharawi e il Fronte Polisario, che collega al rapimento dei tre cooperanti spagnoli di domenica in Mauritania.
L'incontro tra il ministro ed i segretari generali dei partiti è stato "dedicato principalmente al caso particolare [di Haidar] ed alla richiesta fatta oggi [martedì, 1 dicembre], dalle autorità spagnole  perché le venga rilasciato un passaporto marocchino ".
Il ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos aveva detto, all'inizio di questa settimana a Estoril (Portogallo), che Haidar avrebbe potuto richiedere un nuovo passaporto presso un consolato del Marocco in Spagna, ma che c'era anche la possibilità che potesse esserle restituito quello che le era stato ritirato, il 14 novembre, dalla polizia marocchina a Laayoune. Che è esattamente ciò che chiede l'attivista per poter fare rientro nella città dove vive con i suoi due figli e sua madre.

Gli ordini dall'estero
"Haidar", dice il comunicato, "si è messa da sé stessa in questa situazione, per servire il programma politico di quelli che danno ordini dall’estero", riferendosi all’ Algeria ed al Fronte Polisario. Il suo comportamento è stata una sfida alle autorità marocchine e una provocazione verso i sentimenti nazionali ". "Tutte le forze  vive del paese (...) esprimono il loro rifiuto di cedere al ricatto", continua. "I partiti politici chiedono al governo di Sua Maestà il Re di non accettare la richiesta delle autorità spagnole”.
Il testo si conclude cercando di attribuire qualche responsabilità per il rapimento degli spagnoli in Mauritania al Polisario. Questo attacco è la prova del coinvolgimento di diversi gruppi in atti terroristici nella regione con la dimostrata connivenza di gente che vive nei campi di Tindouf”, nel sud-est dell'Algeria, che sono controllati dal movimento indipendentista. Le forze di sicurezza spagnole ed il Centro Nazionale di Intelligence (CNI), il principale servizio segreto, sono convinti che il rapimento degli operatori umanitari debba attribuirsi ad Al Qaeda nel Maghreb.
Il console del Marocco a Las Palmas, Abderaman Leibek, ha messo in dubbio che oggi che Haidar stia facendo uno sciopero della fame e ha dichiarato che avrebbe emesso un nuovo passaporto “in mezz'ora " se ella si fosse scusata col suo re per" l'atto di tradimento della patria "commesso nell’aeroporto di Laayoune. Haidar  aveva compilato la carta di imbarco indicando come luogo di residenza il Sahara Occidentale invece del Marocco.

http://www.elpais.com/articulo/espana/Marruecos/responde/pide/Espana/elpepuesp/20091202elpepunac_29/Tes




 
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