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14 italiani al processo di Casablanca

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Sahara Occidentale, dicembre 2010 - 14 italiani saranno presenti al processo di Casablanca contro i sette attivisti saharawi. L'iniziativa è stata presentata a Napoli, nel corso di una manifestazione, l'11 dicembre scorso




(Ines Miranda e Nicola Quatrano)





14 italiani al processo di Casablanca

 

Il prossimo 17 dicembre si dovrebbe celebrare dinanzi il Tribunale di Ais Seba’a (Casablanca) il processo contro i sette militanti saharawi  Brahim Dahane,  Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar e Saleh Lebaihidi. Sarà presente un gruppo di osservatori giuristi italiani (i magistrati Nicola Quatrano, Paola Russo e Maria Donatella Aschettino; gli avvocati Bruno Larosa, Cesare Amodio, Annalisa Senese e il procuratore Luciano Capuano) e un gruppo di osservatori civili, espressione di associazioni e della società civile (Alessia Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo, Louis Niokhor Benjamin Ndong, Cinzia Terzi e l'assessore alle politiche comunitarie del Comune di Riccione, Sara Visintin). Interverrà infine il giornalista de Il Manifesto, Stefano Liberti.

 Essi assisteranno al processo per incarico di diversi enti e istituzioni italiane: Municipalità di Napoli, Municipalità di Riccione, Camera degli avvocati penalisti di Napoli, Osservatorio Internazionale.

Nei giorni scorsi una delegazione di osservatori è stata ricevuta dal sottosegretario al Ministero degli Esteri italiano, on. Stefania Craxi.

Il processo contro i 7 militanti saharawi è un processo per reati di opinione. Gli imputati non sono accusati di nessun atto di violenza, ma di “attentato alla sicurezza interna del Marocco”, per avere fatto propaganda a favore della indipendenza del Sahara Occidentale. Le prime due udienze del processo, tenutesi rispettivamente il 15 ottobre e il 5 novembre scorsi, non si sono potute celebrare a causa di disordini provocati – per quanto consta direttamente agli osservatori – da avvocati in toga e da civili, che hanno inscenato manifestazioni “patriottiche” contro gli imputati.

Gli avvenimenti dei giorni scorsi, seguiti allo smantellamento da parte delle forze di sicurezza marocchine del campo di Gmeil Izik, hanno alimentato nuova tensione. Nell’ultimo numero di TelQuel, il direttore, Ahmed R. Benchemsi, in un editoriale dal titolo ”Patriotisme combustible”, manifesta il timore che la tensione esistente tra le due comunità, marocchina e saharawi, possa degenerare in xenofobia.

Si tratta di una situazione che, dal punto di vista degli osservatori, può esercitare una negativa influenza sull’andamento del processo contro i sette militanti saharawi. Per questa ragione gli osservatori saranno presenti nell’aula di udienza e svolgeranno il compito che viene loro assegnato dal diritto internazionale e – direttamente – dalla Carta fondamentale dell’ONU.

Gli osservatori illustreranno i risultati del loro lavoro alla stampa internazionale nel corso di una conferenza stampa indetta per sabato 18 dicembre 2010, alle ore 10.30, a Rabat, nella sede della Associazione marocchina per il diritti dell’uomo (AMDH), gentilmente messa a disposizione dalla AMDH stessa. Appt N°1, Imm 6, Rue Aguensous, Av. Hassan II , Les Orangers (Près de Auto-Hall) Rabat Ville, Maroc.

L’iniziativa è stata presentata sabato scorso, 11 dicembre, a Napoli, nel corso di una manifestazione cui hanno partecipato : il presidente del Consiglio comunale di Napoli, Leonardo Impegno, l’eurodeputato Luigi De Magistris, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Napoli, Francesco Cananzi, il rappresentante della Camera Penale di Napoli, Bruno Larosa, e inoltre: il consigliere municipale di napoli, Alessandro Fucito, l’avvocato Ines Miranda Navarro, il rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Omar Mih.

In chiusura, è intervenuto anche il candidato alle primarie per la sindacatura di Napoli, Libero Mancuso, reduce da una iniziativa nella quale aveva presentato la sua proposta di candidarsi come sindaco di Napoli.  


 
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