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Arresto di Enaama Asfari

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Enaama Asfari, vice presidente del Comité pour le Respect des droits de l’homme au Sahara Occidental (Corelso), militante dei diritti umani e della causa nazionale saharaoui, è stato arrestato il 14 agosto alle 22.00.

E’ attualmente detenuto nella Prigione amministrativa di Tantan ed il processo a suo carico è fissato per il prossimo 24 agosto.
La signora Claude Mangin Asfari, moglie francese di Naama Asfari, ha constato tracce di violenze sul corpo di suo marito, al quale hanno anche rotto gli occhiali.

Siamo riusciti, con mezzi di fortuna, a metterci in contatto con lui. Appare molto provato…


Ennaama Asfari arrestato a TanTan Agosto 2009 from Ossin.org on Vimeo.



Trascrizione:

D: Ennaama, dove ti trovi?
R: Adesso sono nella prigione amministrativa di Tantan, sono arrivato ieri dopo essere stato incriminato, dopo la decisione del procuratore di procedere nei miei confronti in stato di detenzione.

R: Ma quando sei stato arrestato?
R: Sono stato arrestato nella notte del 14 agosto alle otto di sera, mentre entravo nella città di Tantan, dove mi trovavo con un mio cugino più giovane…. Dopo essere stato arrestato dalla polizia di Tantan… sono stato illegalmente arrestato alle 7, perché avevo un portachiavi con la bandiera della RASD (Repubblica araba saharaoui democratica)

D: Conosci le accuse? Perché sei stato arrestato?
R: Dunque… Fino ad ora non conosco ancora precisamente quali sono le accuse contestatemi dal Procuratore, ma credo che il mio arresto dipenda da questo portachiavi con la bandiera della RASD. La polizia si è arrabbiata quando lo ha visto e mi ha obbligato… con l’intervento di un sottufficiale… con l’intervento di molti poliziotti… mi hanno strappato a forza questo portachiavi con la bandiera della RASD, cosa cui ho resistito, perché per me ha un valore simbolico tenere questa bandiera… per me è la bandiera della lotta contro l’occupazione, la bandiera della resistenza del Polisario, di tutto il popolo saharaoui… la bandiera nazionale saharaoui, la bandiera dell’occupazione marocchina per me…

D: Sei stato maltrattato dai poliziotti?

R: Soprattutto io dopo l’arresto… Avevo chiesto di poter tenere la chiave della macchina ed il portachiavi con la bandiera… Questo fatto ha reso molto nervosi i poliziotti e mi hanno pestato in modo brutale, inumano e degradante… ed è stata la stessa cosa per mio cugino… c’erano quasi trenta persone o quaranta persone contro noi due e siamo stati messi con la forza e brutalmente nella macchina e ci hanno condotto al commissariato di Tantan, la notte del 14 agosto…

D: Cosa hanno fatto nel commissariato? Ti hanno interrogato?
R: No, in Commissariato non c’è stato interrogatorio. Ci hanno tenuto in stato di fermo per quasi 48 ore, senza coperte, senza cibo… abbiamo passato due notti e la seconda notte… senza coperte e senza quasi mangiare… e questo anche dopo l’intervento del procuratore che non ci ha garantito i diritti dello stato di fermo… ed è quanto io ho fatto rilevare con argomenti logici e giuridici. Ma sempre brutalità… soprattutto quando ho insistito che nel processo verable della polizia … io ho menzionato che la polizia mi aveva sottratto con la forza il portachiavi con la bandiera saharaoui e loro hanno rifiutato di scriverlo nel verbale. E così hanno continuato a trattarci in modo brutale e inumano… e solo perché io volevo tenere il portachiavi con la bandiera nazionale saharaoui e, come ho detto prima, per me ha un valore assai simbolico, è il simbolo della mia lotta politica nei territori occupati, della lotta di tutto il popolo saharaoui nei territori occupati, è sempre un simbolo, la bandiera nazionale saharaoui che è il simbolo del nostro diritto all’autodeterminazione.

D: Ennaama, tu sei già stato arrestato diverse volte. Perché? Sei forse un ladro? Sei forse un criminale?
R: E’ la logica dell’occupazione marocchina e io sono stato già arrestato due volte, la prima volta nella città di Smara, la seconda volta a Marrakech, e adesso è la terza volta. Oramai ho acquisito una grande esperienza dei comportamenti delle autorità marocchine che ci trattano sempre come criminali, come persone che sono contro la legge, mentre noi siamo militanti politici, siamo militanti della causa nazionale saharaoui e io non capisco perché le autorità marocchine non vogliono riconoscermi come militante della causa nazionale saharaoui… E? la politica del marocco di nascondere la verità, mentre negozia col popolo saharaoui, col Polisario a Vienna, rifiuta di riconoscerci nei territori occupati. Noi siamo dei militanti per i diritti dell’uomo ed anche dei militanti della causa nazionale saharaoui. E’ questa la politica del Marocco, vuole nascondere la verità, ma tutti a livello internazionale ed anche l’opinione pubblica marocchina sa che noi siamo militanti della causa nazionale saharaoui, che non siamo dei criminali…

D: E’ stato fissato il processo?
R: Oggi, dopo la prima udienza, è stato rinviato, per decisione del presidente, al 24 agosto… lunedì prossimo

D: Cosa intendi fare?
R: Voglio preparare il mio processo anche con i miei avvocati, ma per me è anche l’occasione di avere degli osservatori, dei giornalisti perché possa difendermi in condizioni accettabili e perché possa anche difendere … come difensore della causa nazionale saharaoui, come militante per i diritti dell’uomo e di non cedere ai comportamenti delle autorità marocchine… il semplice   fatto che il verbale della polizia non contenga le mie dichiarazioni dimostra come le autorità marocchine vogliano nascondere la verità, la realtà, la verità della nostra lotta nazionale saharaoui. E io voglio difendere la mia causa davanti al Tribunale.

Va bene, Ennaama, coraggio!

 

 

 
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