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Sit-in davanti all'ambasciata del Marocco a Roma

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Sahara Occidentale, 12 novembre 2010 - Sit-in davanti all'Ambasciata del Marocco a Roma, per protestare contro il massacro di Gdeim Izik e di Laayoune. C'era anche Ossin








Sit-in davanti all’Ambasciata del Marocco a Roma
di Luciano Capuano, ossin

“Sahara occidentale libero!” “Il Marocco se ne andrà- Polisario vincerà!”
Sono gli slogan riecheggiati per tutto il pomeriggio di venerdì 12 novembre nello spazio antistante  all’Ambasciata del Marocco di Roma.
Il sit-in è stato organizzato dal movimento di solidarietà nazionale con il popolo saharawi, ricevendo adesioni bipartisan dal mondo politico, dalle associazioni di difesa dei diritti umani, da rappresentanti sindacali e semplici persone, tutti con le bandiere della RASD per manifestare la condanna senza appello per il massacro ancora in corso nel campo della Dignità di ‘Gmeil Izik’.
Il rapido aggravarsi della situazione nel Sahara Occidentale ha spinto una settantina di persone, in maniera frettolosa e quasi spontanea, a cercare di rompere il silenzio, francamente inspiegabile, della Comunità Internazionale affinché intervenga subito per tutelare la vita delle persone sgombrate dal Campo della Dignità. Si è cercato, soprattutto, il confronto con l’Ambasciatore del Marocco. Un dialogo in condizioni di parità per costruire un percorso di risoluzione che sia diverso dalla carneficina. Ma l’Ambasciatore ha rifiutato ogni forma di contatto, preferendo tapparsi le orecchie e rinchiudersi nella cittadella diplomatica!
Tuttavia la protesta continua in Italia, in Europa e nel Mondo, perché è intollerabile l’azione di guerra del Regno marocchino. Le informazioni che continuiamo a ricevere, anche via sms, dalle zone di guerra, raccontano di violenze inaudite, centinaia di arresti arbitrari, di spedizioni punitive, di squadroni civili fiancheggiati dall’esercito. Dove vuole arrivare il governo marocchino è chiaro, non è chiaro cosa intende fare la Comunità Internazionale. Il processo di pace non passa per il massacro, ma attraverso l’attuazione delle risoluzioni dell’ONU che riconoscono in toto la legittimità delle rivendicazioni del popolo saharawi. Bisogna difendere quelle istanze e pretendere la loro attuazione immediatamente!



 
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