Berlusconi vara una legge per salvare il suo partito


El Pais – 6 marzo 2010 – di Miguel Mora


Il governo di Silvio Berlusconi ha varato nottetempo, nel corso di un Consiglio dei Ministri straordinario, un decreto legge "interpretativo", al fine di salvare le liste elettorali del suo partito, il Popolo della Libertà (PDL), escluse dai giudici a causa di diverse irregolarità nella regione Lazio e in Lombardia.

Il Gabinetto non ha voluto attendere la decisione imminente dei tribunali investiti dei ricorsi presentati dal PDL, e ha tirato dritto per la sua strada, modificando in anticipo, secondo alcuni giuristi per la prima volta nella storia repubblicana, l'interpretazione della legge elettorale delle elezioni regionali fissate per il 28 e 29 marzo.

La costituzionalista Anna Chimenti ha ricordato in televisione che la legge 400 del 1988, che disciplina i poteri normativi del governo, “vieta al Consiglio dei ministri di emanare decreti in materia elettorale”.

Tuttavia Berlusconi è rimasto in costante contatto con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo sforzo di "ripristinare il diritto di voto per gli elettori del PDL", come ha spiegato durante una pausa del Consiglio.

Al 2140, dopo due ore di consultazioni con il Quirinale, il governo ha adottato un decreto che consta, secondo l'agenzia di stampa Ansa, di quattro articoli. Il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha detto che "il decreto non cambia la legge in vigore, né i procedimenti in corso e non riapre i termini. Interpreta semplicemente la legge per permettere ai giudici di decidere con calma ed attuarla nel modo giusto."


Per emanarla oggi

Secondo Maroni, il capo dello Stato avrebbe esaminato nella stessa notte il decreto e, in assenza di "gravi obiezioni" lo avrebbe emanato oggi. Una nota del governo ha spiegato che la misura "mira consentire lo svolgimento normale delle elezioni e garantire la coesione sociale.

A Roma, il PDL ha presentato le candidature oltre il termine per un disguido dell’incaricato, e i giudici decideranno sul ricorso lunedì. In Lombardia la lista del governatore uscente, Roberto Formigoni, è stata esclusa perché era sostenuta da oltre 400 firme irregolari. Il partito si è già visto respingere l’appello, ed il caso sarà esaminato questo sabato dal Tribunale Amministrativo Regionale.

Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, ha dichiarato: "E 'un colpo di Stato, una truffa. La Repubblica è in pericolo."


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