
Il film del Corsera |
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Caracas, 3 dicembre 2007 - La riforma costituzionale proposta dal presidente venezuelano Hugo Chavez è stata respinta dall'elettorato con uno scarto di voti dell'1%. Prima sconfitta per il Presidente che vince sempre, prima soddisfazione per i suoi numerosi nemici nel mondo. Che esultano in modo addirittura ridicolo.
di Nicola Quatrano
Solo così si può spiegare – a meno di non dover pensare a mala fede – come la sconfitta elettorale del presidente venezuelano, consumatasi con una differenza di poco più dell’1% dei voti e dovuta più all’astensionismo che alla forza degli avversari, possa essere stata presentata, nel titolo dell’immancabile editoriale di Sergio Romano, come “La disfatta di Chavez”.
“Disfatta” è qualcosa di più grave della semplice “sconfitta”: evoca immagini di fughe scomposte, di caos, di smarrimento. Ne è sinonimo, in Italia, “Caporetto”, quando i soldati terrorizzati scappavano disordinatamente davanti al nemico, nonostante il fuoco dei carabinieri. Si può veramente sostenere che sia successo qualcosa del genere in Venezuela? Dove invece l’abilità politica di Chavez è riuscita a trarre vantaggio perfino dalla sconfitta elettorale, accettandone i risultati e subito utilizzandola come monito per l’opposizione che non ha oramai più alibi nella sua vocazione eversiva e che non potrà più tramare golpe o invocare l’arrivo degli americani contro un presidente che ha dimostrato, una volta di più, di non essere un “tiranno”.
Ma la ragione della svista del Corriere sta probabilmente in altro. Forse non ha sbagliato film, ha solo scambiato i suoi desideri per la realtà.
Nelle due pagine dedicate alla vicenda, Il Corriere dà spazio agli eroi dell’opposizione, ai vincitori di oggi. Nemmeno una parola, però, sul loro carattere violento ed eversivo, sul tentativo di golpe nel 2002, con l’appoggio degli Stati Uniti di Bush e della Spagna di Aznar. Nemmeno una parola sul fatto che gli studenti antichavisti sono quelli delle Università private, ricchi rampolli che difendono i loro privilegi di classe. Insomma il Corriere della Sera ci ha fornito un bell’esempio di “informazione”, un bell’esempio di obiettività. In questo del tutto simile a quello offerto dalla rete televisiva venezuelana RCTV, secondo il Corriere una delle “vittime” del tiranno Chavez perché sloggiata dalle frequenze che occupava abusivamente e lasciata libera di trasmette solo su satellite. Anch’essa accecata dai suoi desideri, questa rete televisiva, durante il tentativo di golpe del 2002, aveva intramezzato i programmi con appelli all’assassinio del presidente. Quando poi è diventato malauguratamente chiaro che il colpo di stato era fallito, si è dimenticata di darne conto agli ascoltatori, preferendo mandare in onda un cartoons di Tom e Jerry. |



