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2012: prospettive di apocalisse

 Analisi, 2012 - La prospettiva economica, politica e sociale del 2012 è profondamente negativa. Quasi tutti gli economisti ortodossi del pensiero dominante sono pessimisti sulle prospettive dell’economia mondiale, e nonostante ciò essi sottostimano l’ampiezza e la ...

Siria: assassinio del giornalista, defezione di un osservatore… e disinformazione

 Siria, gennaio 2012 - Tutta un’armata politico-mediatica si impegna per indurre in errore l’opinione pubblica e lasciar intendere che la morte del reporter di France 2 è responsabilità delle autorità siriane (nella foto, Gilles Jacquier)

Tripla D

 Analisi, febbraio 2012 - Al principio era la tripla D. Mentre la “tripla A” impegna tanti spiriti conformisti e tanti discorsi convenzionali, ci si dimentica colpevolmente che questo “meccanismo” tanto esagerato  deriva direttamente e fatalmente da un altro trittico ...

Al-Qaida in Siria: le ambizioni “imperiali” dell’Emirato del Qatar

 Inchiesta, gennaio 2012 - La Democrazia, questa Democrazia delle potenze imperialiste e colonialiste che ci schiacciano e ci sfruttano, questa Democrazia proclamata dall’Impero, scritta a lettere maiuscole sulla fronte dell’Occidente, su ogni prigione, su ogni Guantanamo, su ogni ...

GAZA FREEDOM MARCH

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Palestina occupata, gennaio 2010 - Mobilitazione in occasione dell'anniversario dell'operazioni Piombo fuso. Centinaia di manifestanti contro il blocco imposto da Israele alla striscia di Gaza. Resconto di Triestino Mariniello e Mariagiulia Giuffrè






GAZA FREEDOM MARCH


Il 31 dicembre centinaia di manifestanti in marcia contro il blocco israeliano di Gaza, sono stati caricati violentemente dalla polizia egiziana. Per giorni  i pacifisti hanno chiesto al governo egiziano di poter entrare a Gaza per portare aiuti umanitari ad una popolazione che da anni soffre l’occupazione israeliana. I manifestanti della “Gaza Freedom March” provenienti da 43 diverse nazioni hanno come obiettivo principale di porre fine al blocco imposto da Israele, che ha ridotto alla fame gli abitanti della Striscia dal 2007, anno in cui Hamas vinse le elezioni sotto supervisione internazionale. I manifestanti intendono inoltre impedire all’Egitto la costruzione di un muro ai suoi confini con Gaza che renderebbe impossibile agli abitanti della Striscia di ricevere cibo, medicine ed ogni altro tipo di aiuto umanitario. Si ricorda che fino ad ora i pochi beni di necessità’ entrati nel Striscia di Gaza sono stati trasportati attraverso tunnel sotterranei.
A un anno dall’operazione israeliana Piombo Fuso, solo 84 manifestanti sono riusciti ad entrare a Gaza per portare la loro solidarietà’ al popolo palestinese.
Dopo 22 giorni di guerra, il blocco continua ed è una gravissima forma di “punizione collettiva” che provoca enorme sofferenza agli abitanti della Striscia, come dichiara Luisa Morgantini, ex vice presidente del Parlamento Europeo.   
Nonostante tutto, le proteste continuano, crescono e dovunque ci si imbatte in una marcia per Gaza…..


ISRAELIANI PROTESTANO CONTRO IL BLOCCO DI GAZA
Centinaia di israeliani si sono radunati nel centro di Tel Aviv per protestare contro il blocco israeliano della Striscia di Gaza.
Arabi israeliani ed ebrei hanno marciato nella piazza Rabin della città’, gridando slogan e agitando cartelli che invocavano libertà’ e giustizia per Gaza.
Così come riportato dalla agenzia di stampa AFP, i manifestanti hanno chiesto a Israele di porre fine all’embargo considerato una continuazione dei crimini di guerra.
La Striscia di Gaza e’ sotto il blocco israeliano dal 2007 anno in cui Hamas ha preso potere nel territorio.

PROTESTE A CATENA
Giovedì’ centinaia di persone hanno organizzato una manifestazione simile su entrambi i lati del confine israeliano che incrociano il territorio palestinese.
Il valico di Erez rappresenta il punto principale di entrata e di uscita da Gaza utilizzato da malati, giornalisti, diplomatici e convogli umanitari.
Le manifestazioni si sono tenute in coincidenza con l’anniversario della Guerra dei 22 giorni di Israele contro Gaza, che ha causato la morte di circa 1400 palestinesi e 13 israeliani.
In seguito all’attacco israeliano oltre centomila residenti di Gaza sono rimasti senza casa.
Un Report commissionato dalle Nazioni Unite, meglio noto come il Goldstone Report, ha richiesto che sia Israele che Hamas indagassero in merito alle accuse sulle violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto a Gaza.
Il Goldstone Report e’ stato particolarmente critico nei confronti di Israele indicando come quest’ultima abbia fatto ricorso ad un uso sproporzionato della forza ed abbia deliberatamente colpito i civili di Gaza usandoli come scudi umani nell’intento di distruggere infrastrutture civili.





 
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