Menu principale
Home
Dizionario del Diavolo
Reportage dal mondo
Rubriche
Uno sguardo al mondo
Press Room
Link
Come eravamo
Mappa del sito
Rss feed


 


 

2012: prospettive di apocalisse

 Analisi, 2012 - La prospettiva economica, politica e sociale del 2012 è profondamente negativa. Quasi tutti gli economisti ortodossi del pensiero dominante sono pessimisti sulle prospettive dell’economia mondiale, e nonostante ciò essi sottostimano l’ampiezza e la ...

Al-Qaida in Siria: le ambizioni “imperiali” dell’Emirato del Qatar

 Inchiesta, gennaio 2012 - La Democrazia, questa Democrazia delle potenze imperialiste e colonialiste che ci schiacciano e ci sfruttano, questa Democrazia proclamata dall’Impero, scritta a lettere maiuscole sulla fronte dell’Occidente, su ogni prigione, su ogni Guantanamo, su ogni ...

Tripla D

 Analisi, febbraio 2012 - Al principio era la tripla D. Mentre la “tripla A” impegna tanti spiriti conformisti e tanti discorsi convenzionali, ci si dimentica colpevolmente che questo “meccanismo” tanto esagerato  deriva direttamente e fatalmente da un altro trittico ...

Siria: assassinio del giornalista, defezione di un osservatore… e disinformazione

 Siria, gennaio 2012 - Tutta un’armata politico-mediatica si impegna per indurre in errore l’opinione pubblica e lasciar intendere che la morte del reporter di France 2 è responsabilità delle autorità siriane (nella foto, Gilles Jacquier)

All'armi

Stampa E-mail
Marocco, novembre 2009 - In un discorso dai toni fascisti, pronunciato in occasione del 34° anniversario della "Marcia Verde", il re Mohammed VI ha promesso lacrime e sangue agli "indipendentisti dell'interno"




(Un graffito "indipendentista" nella città di Smara)







All'armi


Fonte: AFP 6.11.2009


Il re Mohammed VI ha invitato venerdì le autorità ad agire con la massima fermezza contro “gli avversari della integrità territoriale del Marocco”, una allusione ai Saharaoui  pro-Polisario, in un discorso pronunciato in occasione del 34° anniversario della “Marcia verde” e dell’annessione dell’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale.
“E’ venuto il tempo che tutte le autorità pubbliche moltiplichino la vigilanza e la mobilitazione per contrastare, con la forza della legge, ogni attentato alla sovranità della nazione e per preservare, con tutta la fermezza necessaria, la sicurezza, la stabilità e l’ordine pubblico, che costituisce l’unica garanzia per l’esercizio delle libertà”, ha affermato il sovrano.
In questo discorso estremamente severo, trasmesso dalla radio e dalla televisione, il re ha invitato i marocchini  “ad opporsi ai complotti orditi contro la marrochinità del nostro Sahara”.
“L’intelligenza col nemico costituisce alto tradimento”, ha proseguito, facendo così allusione ad un gruppo di sette Saharaoui – definiti dalla stampa marocchina “separatisti dell’interno” – che hanno recentemente effettuato una visita a Tindouf (sud-ovest dell’Algeria) per incontrarvi dei responsabili del Polisario.
“Non v’è più spazio per l’ambiguità e la doppiezza: o il cittadino è marocchino o non lo è, ha sottolineato. E’ finito il tempo del doppio gioco e della debolezza.  E’ l’ora della chiarezza e dell’assunzione di responsabilità. O si è patrioti o si è traditori. Non c’è una via di mezzo tra patriottismo e tradimento”.
“Non si può beneficiare dei diritti di cittadinanza, ed allo stesso tempo rinnegarli complottando coi nemici della patria”, ha dichiarato ancora Mohammed VI.
“Quanto agli avversari della nostra integrità territoriale e quelli che si muovono nel loro ambiente, essi sanno benissimo che il Sahara è una causa cruciale per il popolo marocchino”, ha proseguito, ricordando che egli stesso è “il depositario e il garante della sovranità, dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale” del Marocco.
I sette saharaoui sono stati arrestati al loro rientro da Tindouf e presentati al tribunale militare di Rabat. Non è stata ancora fissata la data del loro processo.
Il sovrano ha poi reso un sentito omaggio a suo padre, Hassan II, ed ai “virtuosi martiri del territorio” marocchino.
“La nostra migliore garanzia di fedeltà alla loro eterna memoria, ha detto, è di riaffermare il giuramento solenne di non negoziare mai e di non rinunciare ad un solo granello di sabbia del nostro Sahara, perché si tratta di una questione di esistenza e non di frontiere”.
Nel 1975, alla chiamata del re Hassan II, circa 350.000 Marocchini avevano partecipato ad una “Marcia verde” verso il Sahara Occidentale, ancora sotto occupazione spagnola, per ribadire l’appartenenza di questo territorio al Marocco.
Rabat amministra il Sahara occidentale da allora e lo considera come una parte integrante del regno. Il Marocco ha proposto un piano di autonomia per risolvere il conflitto, ma il Polisario, sostenuto dall’Algeria, reclama l’indipendenza. Mohammed VI invita alla più grande fermezza contro i Saharaoui pro-Polisario.   


 
/
fare campagna elettorale online
/
Newsletter






Rss FeedFlickr