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L'impossibile gestione dell'euro

Analisi, agosto 2010 - L’ideologia corrente che immagina un capitalismo gestito dal “mercato”, addirittura senza Stato (ridotto alle sue funzioni minimali di guardiano dell’ordine), non si fonda né su una seria lettura della storia ...

Come rinverdisce il Sahel

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L'uomo che voleva uccidere il Papa (secondo la stampa di Berlusconi)

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Pirati, corsari e filibustieri del XXI secolo

Somalia, luglio 2010 - Ufficialmente il fenomeno della pirateria sfugge a ogni controllo e le Grandi Potenze sono state costrette a inviare le loro marine da guerra nella zona per scortare le navi mercantili. Tuttavia in ...

 

Chiude le Journal Hebdomadaire

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Marocco, gennaio 2010 – Sul sito web appare la copertina dell’ultimo numero, il 426, ma gli articoli sono quelli del 425. Ed è questo l’ultimo numero de Le Journal Hebdomadaire, perchè il glorioso settimanale marocchino, uno dei pochissimi giornali indipendenti di un paese in cui la stampa è quasi tutta di regime, ha chiuso definitivamente i battenti










Le Journal Hebdomadaire è stato chiuso



Mercoledì 27 gennaio, nel primo pomeriggio, quattro ufficiali giudiziari si sono presentati alla redazione casablanchese de Le Journal Hebdomadaire ed hanno ingiunto ai redattori di lasciare i locali portando con sé i propri effetti personali. Quindi hanno apposto i sigilli ai locali.
La ragione è negli arretrati dovuti dalla società editrice alla Previdenza sociale e all’Ufficio delle imposte, senza dimenticare i 3 milioni di dirham, tra risarcimento danni e interessi , dovuti ad un centro di studi belga per “diffamazione”. In questo modo, apparentemente, l'assassinio non ha un colpevole, se non magari la malagestione della società editrice. Ma è certo che oggi il governo ha raggiunto, senza sporcarsi le mani, l'agognato obiettivo di mettere a tacere una delle pochissime voci libere della stampa marocchina.
Su un blog, l’ex direttore Aboubakr Jamai ha annunciato “la morte de Le Journal Hebdomadaire”. Dal canto suo, un altro ex direttore della testata, Ali Amar ha dichiarato: “Io credo che vi sia una vera volontà di mettere a tacere il giornale… si tratta di una eliminazione già programmata nell’ambito di un progetto di ristrutturazione dei media in Marocco voluta dal Potere".
L’apposizione dei sigilli ai locali di questo giornale, la cui tiratura si aggira sulle 18.000 copie alla settimana, segue la “liquidazione giudiziaria”, disposta dal Tribunale del commercio di Casablanca, di Média Trust, società editrice del giornale fino al 2003, segnata da un indebitamento di 450.000 euro (circa 5 milioni di dirham).



 
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