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Giornalisti alla sbarra in Camerun

Camerun, 13 gennaio 2010 - Prima udienza dinanzi al Tribunale di prima istanza di Douala del processo contro Thierry Ngogang (caporedattore di Stv), Ananie Rabler Bindji (Canal 2 International), Alex Gustave Azébazé (Aga Media) e Aboya Manassé ...

Operazione Albatros

Camerun, gennaio 2010 - Due articoli di Jeune Afrique, tradotti in italiano a cura di Ossin, sulle Mani Pulite in Camerun, che li si chiamano "Operazione Sparviero" o "Operazione Albatros"

Intervista a Abderrahim Mouhtad

Marocco, gennaio 2010 – Jacopo Granci ha  intervistato Abderrahim Mouhtad, componente in gioventù della Shabiba Islamiyya (la Gioventù Islamica), una organizzazione utilizzata dal Governo contro la sinistra e, successivamente, messa fuori legge. Dopo essere stato graziato dal ...

La tragedia di Haiti

Haiti, gennaio 2010 - Pubblichiamo il cap. 8 del libro di Noam Chomsky: “Anno 501, la conquista continua” (Gamberetti, 1993) sulla “tragedia di Haiti”. Si tratta di una ricostruzione storica che aiuta a comprendere come l’epopea della “...

 

Chiude le Journal Hebdomadaire

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Marocco, gennaio 2010 – Sul sito web appare la copertina dell’ultimo numero, il 426, ma gli articoli sono quelli del 425. Ed è questo l’ultimo numero de Le Journal Hebdomadaire, perchè il glorioso settimanale marocchino, uno dei pochissimi giornali indipendenti di un paese in cui la stampa è quasi tutta di regime, ha chiuso definitivamente i battenti










Le Journal Hebdomadaire è stato chiuso



Mercoledì 27 gennaio, nel primo pomeriggio, quattro ufficiali giudiziari si sono presentati alla redazione casablanchese de Le Journal Hebdomadaire ed hanno ingiunto ai redattori di lasciare i locali portando con sé i propri effetti personali. Quindi hanno apposto i sigilli ai locali.
La ragione è negli arretrati dovuti dalla società editrice alla Previdenza sociale e all’Ufficio delle imposte, senza dimenticare i 3 milioni di dirham, tra risarcimento danni e interessi , dovuti ad un centro di studi belga per “diffamazione”. In questo modo, apparentemente, l'assassinio non ha un colpevole, se non magari la malagestione della società editrice. Ma è certo che oggi il governo ha raggiunto, senza sporcarsi le mani, l'agognato obiettivo di mettere a tacere una delle pochissime voci libere della stampa marocchina.
Su un blog, l’ex direttore Aboubakr Jamai ha annunciato “la morte de Le Journal Hebdomadaire”. Dal canto suo, un altro ex direttore della testata, Ali Amar ha dichiarato: “Io credo che vi sia una vera volontà di mettere a tacere il giornale… si tratta di una eliminazione già programmata nell’ambito di un progetto di ristrutturazione dei media in Marocco voluta dal Potere".
L’apposizione dei sigilli ai locali di questo giornale, la cui tiratura si aggira sulle 18.000 copie alla settimana, segue la “liquidazione giudiziaria”, disposta dal Tribunale del commercio di Casablanca, di Média Trust, società editrice del giornale fino al 2003, segnata da un indebitamento di 450.000 euro (circa 5 milioni di dirham).



 
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