Demain online, 25 ottobre 2014 (trad. ossin)


La “giustizia” marocchina raddoppia la pena per l’attivista Wafaa Charaf

Damien Roustel


La Corte d’Appello di Tangeri ha raddoppiato la pena alla militante Wafaa Charaf, condannandola a due anni di reclusione senza condizionale. Inviatele dei messaggi di sostegno.

La decisione è intervenuta il 20 ottobre, a mezzanotte, dopo 14 ore di udienza. La Corte d’Appello di Tangeri ha avuto la mano pesante. La giustizia marocchina ha condannato la giovane militante di 26 anni Wafaa Charaf a due anni di reclusione senza condizionale.

Attiva nella sezione giovanile del partito marxista La Voie Democratique (Annahj Addimocrati), iscritta all’Associazione Marocchina per i diritti umani (AMDH) e militante del Movimento del 20 febbraio, era stata condannata in prima istanza, l’11 agosto scorso, a un anno di reclusione senza condizionale e ad un’ammenda di 5000 euro per “menzogne e diffamazione”. Un primo processo definito “iniquo” e “politico” da parte della Lega per i diritti dell’uomo (LDH)


Wafaa paga un prezzo alto al suo impegno per i diritti degli operai

Wafaa Charaf è stata arrestata il 9 luglio a Tangeri dopo avere sporto una denuncia per rapimento, sequestro e minacce. Abbandonata su una strada a dodici chilometri da Tangeri, aveva partecipato qualche tempo prima, il 27 aprile, ad una manifestazione di solidarietà con gli operai della multinazionale statunitense Greif (numero uno mondiale per l’imballaggio industriale), licenziati per avere creato una sezione sindacale.

Tangeri, situata a meno di 14 chilometri dal continente europeo, ha una zona franca che assicura molti vantaggi (esoneri fiscali e contributivi) alle imprese che vi si istallano.

Wafaa paga un prezzo alto per il suo impegno a favore dei diritti degli operai delle fabbriche della zona franca di Tangeri e per la democrazia e la libertà di espressione in Marocco”, dichiarava il mese scorso la LDH.

Wafaa Charaf era stata arrestata contemporaneamente a Boubker El Khamlichi, dirigente della Voie Démocratique, condannato ad un anno di reclusione con pena sospesa e ad un’ammenda di 89 euro per “intralcio all’inchiesta”. Era stato peraltro assolto nel corso del primo processo.

“Simo sotto shock. Pensavamo che la pena sarebbe stata ridotta, in considerazione del fatto che il Marocco ospiterà il mese prossimo il secondo Forum mondiale sui diritti dell’uomo”, testimonia Aziz Hmoudane, ex esiliato politico marocchino e membro a Parigi della Voie Démocratique e del PCF. “Questo processo si iscrive in un contesto globale di offensiva del governo contro i diritti umani e sociali. Il regime approfitta del riflusso del Movimento del 20 febbraio, che aveva spezzato il silenzio nel paese sulla scia delle primavere arabe, per tornare alla situazione preesistente”, prosegue.

Secondo le informazioni in nostro possesso, gli avvocati di Wafaa Charaf intenderebbero ricorrere in cassazione.


L’appello della associazione AILES-femmedumaroc (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

“Wafa ha preso la parola. Aveva il morale alto e un coraggio formidabile e, nello spazio di qualche minuto, ha processato i suoi rapitori, i metodi polizieschi e la macchina giudiziaria scatenata contro di lei e contro i militanti dei movimento sociali. E’ stata molto chiara e molto convincente per l’uditorio. Ma il tribunale ha deciso altrimenti.

I suoi amici sono preoccupati per il suo stato di salute perché è apparsa assai prostrata quando ha ascoltato la sentenza.
Penso che occorra scriverle molto, e molto presto
Ecco il suo indirizzo:

Wafa Charaf
Numero 92694
Prison Civile de Tanger
Avenue Moulay Rachid
90000 Tanger
Marocco    

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