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Reportage Maghreb Nord Africa

Assegnato il premio Robert Kennedy 2008 ad Aminetou Haidar

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Il premio Robert Kennedy 2008 sarà assegnato, il prossimo 13 novembre, all'attivista saharaoui Aminatou Haidar, leader dell'intifada pacifica ed ex prigioniera di opinione, già insignita, nell'ottobre del 2007, della cittadinanza onoraria di Napoli. Il prestigioso riconoscimento rilasciato dalla Fondazione nordamericana ha fatto infuriare il governo marocchino. Il quotidiano algerino L'Expression ha pubblicato un commento che riportiamo, tradotto in italiano a cura di ossin

(Aminatou Haidar, foto ossin)
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La furia del re

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 In occasione delle celebrazioni del 33° anniversario della "marcia verde", il re del Marocco, Mohammed VI, accusa l'Algeria di ostacolare l'integrazione del Maghreb, ribadendo la leggittimità dell'occupazione marocchina del Sahara Occidentale. La notizia in un dispaccio AFP e nel commento apparso sul quotidiano di Algeri, La Liberté. Tradotti in italiano a cura di ossin

(nella foto, Mohammed VI)
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Quando il Marocco invase l'Algeria

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 Gabriel Molina, direttore di Granma Internacional, ricorda un epiosdio dimenticato: l'invasione marocchina dell'Algeria, all'indomani dell'indipendenza. La Rivoluzione algerina venne allora salvata dall'aiuto decisivo dei soldati cubani. La traduzione per ossin è di Alessandra Riccio.


(nella foto, Ahmed Ben Bella)

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Condizione dei prigionieri a Guelmin

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Sahara occidentale - Abbiamo ricevuto le foto di una manifestazione a Guelmin (nel sud Marocco), per protestare contro la condizione dei prigionieri politici saharaoui nelle carceri marocchine.
I volti sono cancellati per non esporre i manifestanti a possibili rappresaglie.
 
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Tunisia: calma ristabilita

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Tunisia - Dietro la vetrina delle vacanze a basso costo e di un popolo cortese e ospitale, la Tunisia cova una crisi sociale drammatica. E conosce una democrazia solo formale e autoritaria.
 
Incontro a Tunisi con un avvocato che non vuole sia reso noto il suo nome; parliamo della feroce repressione a Ghafsa e dei processi-farsa che ne sono seguiti.

 

(L'Avenue Bourguiba a Tunis, foto ossin)
 

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Incontro a Tunisi con Mokhtar Trifi

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Tunisia - Incontro a Tunisi con Mokhtar Trifi, presidente della Ligue Tunisienne pour la défense des droits de l'homme (LTDH), in una sede ampia ma completamente vuota. Dal 2005 la polizia ne impedisce l'ingresso a chiunque


 

(Mokhtar Trifi, foto ossin)

 


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Marrakesh - Gli studenti contrattaccano

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Tel Quel 26 luglio/2 agosto 2008
Cadi Ayyad. Gli studenti contrattaccano
Gli studenti arrestati durante le manifestazioni all’Università Cadi Ayyad, a Marrakech, hanno diffuso delle testimonianze che accusano la polizia di brutalità. Attualmente sono in sciopero della fame dal 10 giugno.

“Mi sono nascosto con dei compagni sulla terrazza di un edificio della città universitaria, quando sono arrivati degli elementi del CMI (Corpi speciali della polizia marocchina, ndt). Volendo schivare un colpo di manganello, mi sono trovato nel vuoto, sospeso al muretto della terrazza, fino a quando i poliziotti non hanno cominciato ad assestarmi colpi sulle dita”. Abdelkébir Bahi, studente della facoltà di diritto di Marrakech, è caduto dal 4° piano. Diagnosi: frattura della colonna vertebrale. Attualmente si trova su di una sedia a rotelle.

Il dramma si è svolto il 14 maggio. Una manifestazione studentesca organizzata dall’UNEM (Union nazionale des étudiants marocains) sfocia in scontri con la polizia. I manifestanti si dirigono verso l’Università di Cadi Ayyad, dove ha sede il Rettorato. Obiettivo: consegnare al Rettore una lista di rivendicazioni, soprattutto l’aumento della borsa di studio a 1500 Dhirams. Le forze della CMI, inviate a contenere questa “marcia non autorizzata”, chiudono gli studenti nel campus. Candelotti lacrimogeni e colpi di manganello cominciano allora a piovere sugli ospiti della città universitaria che rispondono con lanci di pietre e bottiglie molotov. Risultati: edifici bruciati e 18 studenti arrestati. Interrogato sulla piega presa dagli avvenimenti, Moulay M’hamed Mirani Zantar, decano della Facoltà di diritto, non prende posizione: “Questa faccenda oramai riguarda solo le Autorità ed i detenuti”. Il 9 giugno viene emesso il verdetto per 7 di loro: un anno di prigione ferma ed un’ammenda di 1500 Dhirams. “E’ una condanna arbitraria – commenta Mustapha Rochi, uno degli avvocati – Perché condannare proprio questi sette studenti, quando a manifestare erano in centinaia?”. Gli altri undici arrestati attendono ancora il processo, Ma i 18 studenti, detenuti nel centro penitenziario di Boulmehraz a Marrakech, hanno avviato uno sciopero della fame dal 10 giugno, che dura fino ad oggi. Chiedono la revisione del processo, assicurando che le loro deposizioni sono state strappate con la tortura.
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Studenti di Marrakech

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Marocco - Gli arresti indiscriminati degli studenti di Marrakech, dopo le manifestazioni del 14 e 15 aprile (v. rapporto ossin di giugno), hanno finalmente raggiunto le pagine dei giornali marocchini. Almeno quelle non conformiste di Tel Quel.

(Poliziotti durante una manifestazione, foto ossin)

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