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Secondo l’ambasciatore a Tripoli, Christian Graeff, si tratta di un omicidio politico

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 Libia, ottobre 2011 - La giornalista Silvia Cattori ha trascritto sul suo blog, quasi parola per parola, l’intervista accordata a France Culture, il 20 ottobre 2011, da Christian Graeff, ex ambasciatore di Francia in Libia (nella foto, Gheddafi morto)











Il blog di Silvia Cattori, 22 ottobre 2011



Morte del colonnello Gheddafi. Secondo l’ambasciatore a Tripoli, Christian Graeff, si tratta di un omicidio politico

La giornalista Silvia Cattori ha trascritto sul suo blog, quasi parola per parola, l’intervista accordata a France Culture, il 20 ottobre 2011, da Christian Graeff, ex ambasciatore di Francia in Libia


France Culture:
Dopo una guerra di otto mesi, come definisce il ruolo svolto dagli Occidentali nella caduta del regime di Gheddafi?

Christian Graef: Il mio interrogativo stasera è più limitato: quando è già capitato che la NATO abbia ucciso un capo di stato? Ecco, questa è la mia domanda. Io frugo nella mia memoria. Non trovo risposta. Per me c’è un assassinio politico. Ci sono responsabilità internazionali. L’epilogo sarà lungo. Io non lo vedrò, io sono vecchio. Ma per quanto mi è possibile giudicare, sono certo che si tratta di qualcosa che dovrà essere portata davanti alla Giustizia. Perché si sono sentite tante menzogne. Vi sono state tante manipolazioni nella mediatizzazione della guerra fatta dalla NATO in Libia al di là, molto al di là – oh, quanto al di là – del dettato della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, che delle domande verranno poste. Nessuno al mondo è in grado di metterle a tacere, né in Europa, né negli Stati Uniti, e ancor meno in Israele.

France Culture: Lei pensa che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia abbiano inviato soldati di terra per esempio?

Christian Graef: Ascolti, sui dettagli tecnici non si sa molto; se ne sa più o meno a seconda delle fonti di cui si dispone. Quelle di cui dispongo io mi autorizzano a dire che gli interventi armati dell’Alleanza, della NATO, sono state considerevoli. E i simulacri, è così? La copertura che hanno cercato miserevolmente con il Qatar e gli altri Emirati o monarchie del Golfo sono risibili. E’ una pagliacciata.
Voi avrete forse avuto conoscenza del libro che sta per uscire, di Dumas e Vergès, nel quale accusano “Sarkozy succube di Bernard Henry Levy”. Ecco, vi sono nell’opera delle considerazioni assai polemiche, ne convengo, ma anche politiche e giuridiche… tutto un argomentario del quale la CPI (Corte Penale Internazionale), forse un giorno, dovrà essere portata a conoscenza…

France Culture: Sulla falsariga di quanto ha appena detto, quali sono queste domande, ineludibili secondo lei, che bisogna porsi a proposito del mandato dell’ONU che, secondo lei, è stato superato?

Christian Graef: Il mandato… è chiarissimo. Tutti lo sanno… E’ stata fatta una piroetta, hanno creduto di ingannare il mondo e poi… non si raggirano in democrazia gli spiriti liberi. Uno spirito servo è un’altra cosa. I media sono al centro del dibattito. In questo dibattito nazionale, in questo dibattito culturale, di civiltà, chi inganna chi?

 
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