Jeune Afrique - 5/11 settembre 2010

Il circo romano di Gheddafi
di Abdelaziz Barrouhi

In visita nella capitale italiana, la “Guida” chiede all’Unione Europea 5 miliardi di euro all’anno per continuare a proteggerla dalla emigrazione clandestina sub sahariana

Silvio Berlusconi e il suo entourage sembravano sfiniti mentre salutavano Mouammar Gheddafi al termine della sua visita di 48 ore a Roma, dal 29 al 31 agosto, in occasione del secondo anniversario della firma di un trattato di amicizia tra i due paesi. Ciò che il Cavaliere ha definito “folklore” è in effetti rapidamente degenerato in un “circo romano”, o come dice un giornale italiano, la “Guida” della Jamahiriya si è comportato come se fosse a Disneyland.
Passi il fatto che è venuto con la sua tenda berbera, le sue Amazzoni, i suoi cavalieri beduini, o ancora che abbia tenuto un discorso sull’Islam davanti a qualche centinaio di ragazze italiane reclutate per l’occasione da un’agenzia locale di mannequin con un compenso che andava dai 70 agli 80 euro ciascuna. O ancora che abbia invitato l’Europa a “convertirsi all’Islam”. Tutto questo è un dejà-vu. Quello che è nuovo, questa volta, è che Gheddafi ha chiesto all’Unione Europea (UE) il versamento di almeno 5 miliardi di euro all’anno perché egli possa continuare a contenere l’ondata migratoria clandestina proveniente dall’Africa subsahariana, di cui Libia e Italia costituiscono le principali teste di ponte. Dal 2008, malgrado le proteste degli organismi umanitari, colui che si è autoproclamato “re dei re tradizionali d’Africa” raccoglie le migliaia di clandestini subsahariani respinti dalla marina italiana, in spregio della legislazione sul diritto d’asilo. E’ compito di Tripoli espellerli successivamente manu militare verso i paesi di origine.
Ma questo ruolo di “gendarme dell’Europa” costerebbe caro alla Libia. Secondo Gheddafi, si tratta di un compito che richiederebbe i mezzi “di un esercito che combatte per difendere l’Europa e proteggerla. Senza aiuti, la Libia non può fare il guardiano dell’Europa”. La “Guida” si è perfino permessa di affermare, davanti al Presidente del Consiglio italiano: “Che cosa succederebbe se milioni di neri affamati, poveri e senza istruzione, si istallassero in Europa? Il Vecchio Continente resterebbe un’entità sviluppata, civilizzata e unita, o sarebbe distrutto come quando le tribù barbare germaniche venute dal nord hanno invaso l’Impero romano e marciato su Roma? Io penso che un simile scenario sia possibile”. “Ricatto!” ha gridato il quotidiano italiano Corriere della Sera.
L’Unione Europea ritiene al momento che la somma reclamata da Gheddafi sia “esagerata”. Ma la questione è presa sul serio e figurerà all’ordine del giorno dei prossimi incontri tra UE e Libia, in particolare il summit euro-africano fissato in novembre in Libia… sotto la presidenza di Mouammar Gheddafi.


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