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Un formidabile movimento popolare

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Francia, novembre 2010 - “Ascoltate la rabbia popolare”, diceva un cartello portato da un manifestante davanti al Senato. Il popolo francese è realmente in collera con Sarkozy, il suo governo e tutto quello che rappresentano





Belaali.over-blog.com – 12 novembre 2010

Un formidabile movimento popolare
di Mohamed Belaali

“Ascoltate la rabbia popolare”, diceva un cartello portato da un manifestante davanti al Senato. Il popolo francese è realmente in collera con Sarkozy, il suo governo e tutto quello che rappresentano. Ha saputo creare un formidabile movimento di protesta contro le umiliazioni che subisce ogni giorno. Qualunque sia l’esito di questo movimento, esso si iscriverà nella storia di questo paese come una pagina gloriosa e come una bella lezione di resistenza contro l’arbitrio

Si tratta di una vera rivolta che va molto al di là delle questioni della riforma delle pensioni. Tutte le città di Francia, e talvolta anche i villaggi, sono toccati dalla protesta popolare. Nonostante la quotidiana propaganda, le menzogne, la repressione, la popolazione resta determinata a lottare contro questo governo corrotto e marcescente. Le stesse direzioni sindacali, meno radicali della loro base, sono rimaste sorprese dalla vitalità di questo movimento realmente popolare.
I sacrifici accettati da chi lotta sono all’altezza delle ingiustizie e delle sofferenze che subisce: arresti in massa, processi penali, noie giudiziarie, conflitti col padrone, perdita di salario durante lo sciopero, vacanze annullate, progetti differiti ecc.
Le lotte, giorno per giorno, hanno risuscitato valori di solidarietà, aiuto reciproco, complicità e convivialità tra i manifestanti e la popolazione: sostegno morale e finanziario portato ai dipendenti delle raffinerie in sciopero, parole di incoraggiamento gridate dalla finestre o dai balconi dagli abitanti durante le manifestazioni (“Coraggio”, “Bisogna continuare”…) Anche i cittadini che si sono trovati qui e là “bloccati” dagli scioperi hanno manifestato in un modo o nell’altro la loro solidarietà coi contestatori:  sorrisi e colpi di clacson degli automobilisti e dei camionisti, gesti di simpatia dei viaggiatori ecc.
La stessa solidarietà si manifesta tra le generazioni, come accade per il sistema pensionistico per ripartizione. Liceali e studenti, con un’energia formidabile, sostengono i loro genitori manifestando massicciamente contro questa riforma “funesta”: “Papa, mamma il l’avrò io la vostra pensione”, scriveva una giovane manifestante sul suo cartello! Non è meno raro vedere degli insegnanti proteggere i loro studenti davanti ai licei contro le brutalità poliziesche.
Questi valori di solidarietà e cameratismo si contrappongono radicalmente a quelli di concorrenza, di competitività, di redditività e di individualismo della classe dirigente. Il “ciascuno per sé” è sostituito qui dal “tutti insieme”.
La democrazia che regna nelle assemblee generali operaie, lo sciopero e i suoi valori di unità, di dedizione e sacrificio contrastano tristemente con le decisioni prese nell’ombra da qualcuno, messe in opera dal governo, il Parlamento e propagandate dai media della classe borghese.
Questa resistenza alle ingiustizie e questa formidabile solidarietà tra i manifestanti e tra questi ultimi e il resto della popolazione si iscrivono nelle linee della migliore tradizione di lotta di questo paese: 1848, 1871, 1968, 1995, 2003, 2006.
Se il Presidente trae la sua forza dalla sua debolezza, perché privato di ogni consenso popolare, il movimento di contestazione si è sviluppato invece appoggiandosi  su larghi strati popolari.
Ma questa debolezza di potere politico è largamente compensata dal potere economico, quello della minoranza che rappresenta la classe dirigente che possiede i mezzi materiali per imporre il suo dominio. Perché l’autoritarismo, la repressione generalizzata, l’intensa propaganda, il disprezzo della democrazia ecc dell’attuale potere politico non sono altro che l’espressione della brutalità esercitata dal capitale sul lavoro. Sarkozy è stato portato alla presidenza da questa classe minoritaria solo per servire gli interessi dei più ricchi.
La Francia è così fondamentalmente divisa in due classi con interessi e obiettivi diametralmente opposti. Alla Francia degli industriali, dei banchieri, dei mercati finanziari, delle compagnie di assicurazione (come Malakoff Médéric, il cui padrone è il fratello di Sarkozy), delle agenzie di valutazione, degli speculatori e dei parassiti di ogni tipo, si oppone la Francia degli operai e dei salariati produttori di ricchezze. E quale contrasto tra questa Francia ufficiale corrotta, nemica del progresso, distruttrice delle conquiste sociali e risolutamente rivolta al passato e la Francia reale che si batte per un avvenire migliore.



 
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