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Critica della nuova riforma agraria di Chongqing

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La Commissione per le riforme e lo sviluppo nazionale ha recentemente dichiarato che Chongqing è un sito "pilota” per l'integrazione dello sviluppo urbano e rurale (tongchou chengxiang Zonghe peitao Gaige Shiyan qu). Il primo passo è stato annunciato ufficialmente da un documento dell'Amministrazione statale per l'Industria e il Commercio, che comprende le seguenti mosse: "Entro il termine del contratto fondiario e a condizione che la finalità dell'uso del terreno rimanga invariata, i contadini sono autorizzati a vendere i diritti ottenuti dal contratto, di acquistare azioni e di investire in "cooperative di contadini specializzati '" (nongmin zhuanye hezuoshe).

Se approvato dal distretto locale (qu) o della provincia di governo,  in diverse aree del territorio si potranno  vendere i diritti ottenuti dai contratti rurali, investire in società a responsabilità limitata, in ditte individuali e in imprese di partenariato. Maggiori sforzi dovrebbero essere concentrati nell’intensificazione dell'uso del suolo, nell’ottimizzazione della gestione del territorio e nel miglioramento del livello  di organizzazione dei contadini in modo da accelerare lo sviluppo di un'agricoltura moderna. Questa è una riforma audace e, a mio parere, rischiosa.

Il sistema della responsabilità individuale (HRS), in Cina,  è un sistema basilare di gestione del territorio. Il suo significato non può essere sottovalutato. In primo luogo, questo sistema ha sostenuto l’incremento della produzione agricola per più di venti anni, in particolare nell’aumento della produzione del grano.

 Almeno fino ad oggi questo sistema non ha limitato l’intensificazione, il livello di organizzazione o la scala del management. In secondo luogo, la stabilità a lungo termine dei diritti contrattuali dei terreni ha garantito ai contadini una sorta di protezione sociale: la sicurezza di possedere una terra. Solo grazie a questa sicurezza si è potuto assistere ad un rapido e stabile aumento delle industrie ad alta intensità di lavoro nelle zone costiere. In terzo luogo, la HRS costituisce l'eredità di milioni di contadini che hanno sacrificato la propria vita per trovare la strada giusta per ottenere dei diritti sulla terra. Questo sistema ha realizzato pienamente l'ideale della "terra a chi la lavora". Pertanto, è sconsigliabile destabilizzare questo sistema ben funzionante attraverso la cosiddetta "riforma".

Non sto dicendo che la HRS sia un sistema perfetto, o che non dovrebbe mai essere modificato. I cosiddetti "difetti" del HRS sono evidenti, mi riferisco alla la frammentazione della gestione del territorio e l'impossibilità di trasferire (liuzhuan) i diritti di contratto. La quantità media di terra coltivata per uso domestico è di circa 5 MU [0,824 acri o di 0,333 ettari]. Questa piccola scala contrasta con la gestione di centinaia di ettari tipica delle fattorie americane.

Pertanto, ogni volta che in Cina si discute del cosiddetto  "problema rurale in tre dimensioni"  alcune persone erroneamente identificano il HRS come la radice del problema e desiderano eseguire un intervento di chirurgia sul sistema favorendo   la “corporatizazzione”  e la gestione su larga scala delle terre. In realtà, questo è un errore. L'efficienza nel settore agricolo, in particolare la gestione su larga scala delle colture, è completamente diversa dagli altri settori. Vi è un limite strutturale in agricoltura: l'agricoltura non può fornire lavoro ai contadini per  otto ore al giorno per 252 giorni l’anno. Pertanto, aumentando la scala della gestione agricola non si risolvono i problemi strutturali del settore agricolo ed i problemi legati al profitto medio per lo sviluppo nazionale.

L'agricoltura non può svilupparsi senza  un "supporto completo" da parte del governo. Solo un tale supporto può essere la chiave per lo sviluppo agricolo. Questo è un dato di fatto, una legge, un segreto che è stato dimostrato con l'esperienza degli Stati Uniti, della Francia, e così via. Questo è stato anche il motivo principale per cui il Doha Round ha fallito. Il problema dell'agricoltura e i "problemi rurali" della Cina sono principalmente dovuti ai limiti strutturali nel settore agricolo, non dalla "scala" della produzione. Se l'intenzione del Governo Municipale di Chongqing  è quello di aprire un "Golden Path" dello sviluppo agricolo attraverso la "corporatizzazione" e il management del territorio su larga scala, allora questa è la ricetta sbagliata ed è, anzi, l'esatto contrario di ciò che dovrebbe essere fatto.

Con ciò non si vuole negare l'importanza della scala di produzione. La "teoria della contabilità asimmetrica" che ho sviluppato altrove dimostra che l'aumento della scala di produzione può non solo ridurre i costi d’opportunità del settore agricolo, ma anche, in certa misura, migliorare il reddito composito. La scala di gestione può, quindi, essere un modo per ridurre i costi di opportunità. Il che significa che in generale io sia favorevole a tale sistema.

In Cina, tuttavia, i diritti contrattuali della terra sono, per gli abitanti, una garanzia, per cui non dovremmo interferire.
I diritti contrattuali della terra sono una forma speciale di sicurezza. Si tratta di un sostituto all'indennità di disoccupazione e alle pensioni di vecchiaia. Quando i lavoratori migranti (dalle zone rurali verso la costa) perdono il posto di lavoro in città, la ragione per cui non sono spinti alla disperazione risiede nel fatto che il contratto terriero svolge il ruolo di protezione dalla disoccupazione. Se sono a corto di soldi, prima di trovare un altro lavoro, possono ancora tornare a casa e dedicarsi all’agricoltura.

 A questo punto, il significato di terra come indennizzo di disoccupazione diventa ovvio. Allo stesso modo, quando il lavoratore migrante invecchia e ha difficoltà a trovare un posto di lavoro adeguato all’alta intensità del lavoro urbano, può anche andare a casa e dedicarsi all’agricoltura.
 Nel nostro lavoro sul campo in Heyuan (Guangdong), abbiamo scoperto che il lavoro agricolo svolto dagli anziani (laoren nongye) potrebbe essere completamente autosufficiente. Per cui i contratti terrieri si dimostrano anche un ottimo sostituto al pensionamento.

Dal momento che i diritti terrieri sono un mezzo importante per garantire la sicurezza, l'impossibilità di trasferire dei terreni diventa un fattore naturale di questi diritti contrattuali. Solo se il governo offre sussidi di disoccupazione e pensioni di anzianità per i residenti rurali il terreno privato potrà tornare ad avere una funzione “produttiva”. In caso contrario, i diritti contrattuali non dovrebbero poter essere scambiati, ipotecati, o trasferiti. Il problema con la svendita dei terreni che sta operando il governo di Chongqing  sta nel fatto che si ignora questa logica. Inoltre l’ipotesi che queste "cooperative specializzate" e società a responsabilità limitata possano fallire non è nemmeno presa in considerazione da tale governo. Supponiamo che il tasso di fallimento sia del 10% e diritti di contratto siano trasformati in diritti creditizi, almeno due milioni di persone a Chongqing perderebbero la loro sicurezza sociale. Se non riescono a trovare un lavoro, poi i contadini (nongmin) diventerebbe rifugiati (nanmin). Come potrebbero tirare avanti? (tamen de Chulu zai hefang)?

Coloro che verrebbero colpiti maggiormente da questo disastro sono proprio coloro i cui interessi sono coinvolti direttamente: i contadini, non i teorici in poltrona ed i funzionari governativi. Per questo motivo, negli ultimi vent’anni, i contadini hanno osteggiato o comunque hanno risposto passivamente a questo progetto. In questo contesto, qual è il progetto del governo di Chongqing per fornire un’alternativa sociale ai contadini vittime dei nuovi “trasferimenti di terra"?


Hu Jing è professore presso la Facoltà di Economia e Management alla South China Normal University. Egli sta facendo una ricerca sulla sicurezza agricola durante la globalizzazione.



fonte:China Left Review
traduzione a cura di ossin

 
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