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2012: prospettive di apocalisse

 Analisi, 2012 - La prospettiva economica, politica e sociale del 2012 è profondamente negativa. Quasi tutti gli economisti ortodossi del pensiero dominante sono pessimisti sulle prospettive dell’economia mondiale, e nonostante ciò essi sottostimano l’ampiezza e la ...

Tripla D

 Analisi, febbraio 2012 - Al principio era la tripla D. Mentre la “tripla A” impegna tanti spiriti conformisti e tanti discorsi convenzionali, ci si dimentica colpevolmente che questo “meccanismo” tanto esagerato  deriva direttamente e fatalmente da un altro trittico ...

Al-Qaida in Siria: le ambizioni “imperiali” dell’Emirato del Qatar

 Inchiesta, gennaio 2012 - La Democrazia, questa Democrazia delle potenze imperialiste e colonialiste che ci schiacciano e ci sfruttano, questa Democrazia proclamata dall’Impero, scritta a lettere maiuscole sulla fronte dell’Occidente, su ogni prigione, su ogni Guantanamo, su ogni ...

Siria: assassinio del giornalista, defezione di un osservatore… e disinformazione

 Siria, gennaio 2012 - Tutta un’armata politico-mediatica si impegna per indurre in errore l’opinione pubblica e lasciar intendere che la morte del reporter di France 2 è responsabilità delle autorità siriane (nella foto, Gilles Jacquier)

Anniversario della strage

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 Camerun, gennaio 2009 - A quasi un anno dalla rivolta del febbraio 2008, che ha provocato oltre 100 morti, la diaspora camerunense prepara le commemorazioni. Con un obiettivo: l'insurrezione popolare




Collettivo delle organizzazioni democratiche e patriottiche dei Camerunesi della diaspora

www.lecode.canalblog.com

 

1° anniversario dei massacri di febbraio 2008

Nel mese di febbraio 2008, i Camerunesi si sono ribellati ai disegni del despota Paul Biya, che aveva annunciato l’intenzione di modificare la Costituzione per poter restare al potere a vita, e per denunciare la carestia che uccide in un paese un tempo conosciuto per la ricchezza della sua produzione alimentare, ma oggi rovinato da una cricca di mascalzoni insaziabili.

Per rispondere a questo movimento popolare e insurrezionale, Paul Biya ha messo in mostra tutta la barbarie che caratterizza i potenti della sua risma. Nel corso di quattro giorni di manifestazioni, che pure erano cominciate pacificamente prima che i militari al soldo del regime cominciassero i massacri, più di 100 giovani patrioti sono stati massacrati. Secondo gli esegeti del “Rinnovamento”, non vi sarebbero stati “che 40 morti”. Per un regime avvezzo ai massacri, non si dovrebbe dunque fare troppo rumore per “soli 40 morti”.

Paul Biya, i suoi ministri e tutti i parassiti che gli girano intorno non conoscono le sofferenza di una madre o di un padre che piange sulle spoglie di un figlio assassinato da militari che uccidono per mantenere un solo uomo al potere. Essi vivono chiusi nei loro bunker e credono di avere diritto di vita e di morte su tutti gli altri. Ammazzano sapendo che non risponderanno forse mai dei loro crimini. Ma si sbagliano!

In occasione del 1° anniversario di questo massacro, il CODE lancia una serie di azioni per ricordare alla coscienza dei camerunesi e del mondo libero che bisogna rendere gloria a quelli che hanno sacrificato la loro vita, che il loro sangue non è stato versato invano e che quelli che opprimono, affamano e uccidono il popolo saranno perseguiti senza tregua, un giorno o l’altro.

Noi dobbiamo a questi martiri, quelli che hanno donato la loro vita per un Camerun libero e migliore, di conservare la loro memoria vivente per l’eternità. Noi dobbiamo a noi stessi di lottare senza tregua perché il loro sacrificio non sia stato vano.

In questa prospettiva il CODE progetta delle azioni dal 15 al 28 febbraio, per ricordare il primo anniversario del massacro.

In programma:

1. Consegna di uno speciale memorandum sui massacri del febbraio 2008, nel corso di

      - un incontro coi responsabili dell’Unione Europea a Bruxelles
      - un incontro coi responsabili del Commonwealth a Londra
      - un incontro coi responsabili del Dipartimento di Stato nordamericano a Washington
      - un incontro coi responsabili della francofonia a Parigi
      - un incontro coi responsabili dell’Unione Africana a Bruxelles

2. Una manifestazione silenziosa davanti alle ambasciate del Camerun a Bruxelles, Londra e Washington, con 200 candele rosse accese


3. La consegna di una bara agli ambasciatori del Camerun a Londra, Bruxelles, Parigi e Washington, bara destinata a Paul Biya


4. Serata di commemorazione, proiezione di filmati del massacro ed esposizione delle immagini del massacro


5. Deposizione di fasci di fiori sulle tombe delle vittime del massacro


6. Invito ad un minuto di silenzio

Il CODE coglie questa occasione per ricordare al popolo camerunese che Paul Biya non sarà mai cacciato col voto, ma solo una insurrezione popolare riuscirebbe a rovesciare il suo regime.

Questa opzione resta più che mai aperta.

Londra, 16 gennaio 2009

Brice Nitcheu
Segretario esecutivo del CODE

 

 
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