Le Nouvel Observateur – 26.4.2008
Il Marocco espelle quattro militanti francesi per i diritti dell’uomo
Rabat (Reuters) – Il Marocco ha espulso quattro militanti francesi per i diritti dell’uomo, accusati d’aver tentato di aiutare gli indipendentisti del Sahara Occidentale.
Si è appreso da fonti vicine alla Polizia marocchina che i quattro francesi sono stati arrestati a Tan Tan, una città del sud del Marocco, e tenuti in stato di detenzione prima di essere condotti all’aeroporto di Agadir, dove sono stati fatti salire su un volo in partenza per Parigi.
La fonte ha dichiarato: “I servizi di polizia di Tan Tan hanno proceduto, venerdì, alla espulsione dal territorio nazionale di quattro residenti francesi, che costituivano un rischio per l’ordine pubblico”.
La stessa fonte ha aggiunto: “Uno dei quattro, Claude Mangin Asfari, aveva intenzione di organizzare una visita nei territori da parte di gruppi internazionali di militanti per i diritti dell’uomo al fine di “aiutare i separatisti”.
Amnesty Internazionale ha emesso un comunicato nel quale deplora “l’odierna espulsione da parte delle autorità marocchine di una delegazione di Action des chrétiens pour l’abolition de la torture, nuovo colpo inferto ai difensori dei diritti umani” impegnati nel Sahara Occidentale.
Rivendicando antichi diritti sul territorio, il Marocco si è annesso la maggior parte del Sahara Occidentale nel 1975, dopo il ritiro della Spagna, ex potenza coloniale.
Ne è seguita una guerra col Fronte Polisario (indipendentista) fino ad un cessate il fuoco sotto l’egida delle Nazioni Unite nel 1991.
L’ONU ha tentato di organizzare un referendum per permettere ai Saharaoui di decidere sul loro avvenire, ma Rabat sostiene essere impossibile organizzare questa consultazione e che può solo offrire una autonomia limitata.
Mangin-Asfari è sposata col militante saharaoui Ennaama Asfari, arrestato il 13 aprile a Marrakech, nel sud del Marocco, ed accusato di guida in stato di ebbrezza e percosse.
Asfari, detenuto in attesa del giudizio fissato per il 28 aprile, dice di essere stato pedinato tre giorni dalla polizia prima del suo arresto e afferma che le accuse sono state montate di sana pianta dalla autorità marocchine per ostacolare le sue attività.
Ha aggiunto – riferisce Amnesty - di essere stato legato ad un albero e picchiato durante un interrogatorio avente ad oggetto i suoi rapporti con gli studenti saharaoui di Marrakech
Ton Pfeiffer, versione francese Nicole Dupont