Friday, July 25, 2008    Register  •  Login
 
   
 
   
   
   
 
 

 

dossier2.2.jpg

 

 

editoriale1.jpg

 

 

archfot.gif

 

 

 

rubrica diritti.jpg

 

 

 

Comunicato


AAA - Association Américaine des Juristes

ACAT - Action des chrétiens pour l'abolition de la torture

AIJD - Association Internationale des juristes démocrates

DS - Droit-Soliderieté

OSSIN - Osservatorio Internazionale per i diritti

 

COMUNICATO

 

Marrakech, 21 aprile 2008

 

Ennama Asfari, militante per l'autodeterminazione del Sahara Occidentale, Coopresidente del Corelso (Comité pour le Respect des Libertés et des droits de l'Homme au Sahara Occidental) é stato arrestato domenica 14 aprile a Marrakech, con l'accusa di un'aggressione ad una automobilista.
E' stato incriminato per guida in stato di ebbrezza, violenza e detenzione di un coltello. La prima udienza si é tenuta questo lunedi 21 aprile davanti al Tribunale di prima istanza di Marrakech.
La discussione ha riguardato per prima cosa il fatto che, in violazione di quanto disposto dagli articoli 67 e 74 del codice penale merocchino, a Ennama Asfari é stato impedito per tre giorni di avvisare la famiglia, di farsi visitare da un medico e di chiamare un avvocato.
Il Pubblico Ministero si é giustificato sostenendo che non aveva presentato la relativa domanda, affermazione contestata con grande vigore dall'imputato, mentre i suoi avvocati hanno fatto notare che della circostanza non vi é traccia nel processo verbale.
Ennama Asfari ha anche dichiarato che, al momento dell'arresto, era pedinato da tre giorni dai servizi di polizia.
Ha anche mostrato al Tribunale i segni delle violenze delle quali é stato fatto oggetto durante la detenzione. Ha dichiarato inoltre di essere vittima di una montatura di carattere politico, spiegando che tutto il primo interrogatorio ha riguardato esclusivamente le sue attività politiche come militante per i diritti dell'uomo e per l'autodeterminazione del Sahara Occidentale.
Successivamente il Tribunale ha interrogato la querelante, Karima Mammar, ed uno dei testimoni, Imad Mahrouk.
La querelante ha dichiarato che Ennama Asfari l'aveva colpita con un pugno sull'occhio sinistro, mentre il testimone ha parlato di un colpo dato di testa.
Queste evidenti contraddizioni hanno convinto il Tribunale a rinviare il processo al prossimo lunedi 28 aprile ed a riservare al pomeriggio la decisione sulla istanza di libertà provvisoria.

Erano presenti all'udienza, insieme alla moglie francese Claude Mangin, gli osservatori internazionali Nicola Quatrano, magistrato di Cassazione in Italia, incaricato da OSSIN (Osservatorio Internazionale onlus), France Weyl, avvocato a Parigi, incaricata da AIJD (Association Internationale des juristes démocrates), l'AAA (Association américaine des Juristes) e DS (Droit-Soliderieté) e Frédérique Lellouche, incaricata della missione in Maghreb da ACAT (Action des chrétiens pour l'abolition de la torture).

Gli osservatori internazionali presenti al processo constatano che:

- nessuna arma é stata sequestrata
- lo stato di ebbrezza non é stato fatto oggetto di alcuna verifica o controllo medico
- la querelante e il testimone sono in contraddizione nella descrizione dei fatti
- nessuna inchiesta é stata avviata per accertare le denunce di violenze subite da Asfari

Gli osservatori internazionali esprimono grande preoccupazione per il moltiplicarsi di inchieste contro i militanti saharaoui con imputazioni per reati comuni.