Gli “Stati arabi”, ostaggio della loro “Lega” (parte prima) |
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Inchiesta, dicembre 2011 - Fin dalla sua creazione nel 1945 da parte di sette paesi arabi, tra cui la Siria, la “Lega degli Stati arabi” ha come obiettivo quello di unificare la “nazione araba”, di difendere gli interessi degli Stati membri, di fronteggiare ogni ingerenza delle potenze straniere nella regione. Ma le divisioni sono tante che le sue azioni ed iniziative, anche di pace, producono nel migliore dei casi effetti modesti... |
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Youssef Al-Qardaoui, Bernard-Henry Levy: stessa lotta? |
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Analisi, dicembre 2011 - Il libertarismo occidentale e filo-Israele incrocia, nelle “primavere arabe”, l’oscurantismo religioso dei Fratelli Mussulmani. I due apparenti estremi scoprono di andare d’accordo. A farne le spese sono i popoli che si sono ribellati e speravano nella libertà e nella dignità. Il caso di Bernard Henry Levy e Youssef Al-Qardaoui (nella foto, Youssef Al-Qardaoui) |
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Tra Berlino e Washington |
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Analisi, dicembre 2011 - La ragione vera è che la Germania sta negoziando un nuovo status internazionale in cambio del salvataggio dell'euro. Lo si evince dalla relativa inerzia con cui si sta muovendo il Fondo monetario internazionale, di cui gli Usa sono azionisti di riferimento... (nella foto, la cancelliera Merkel e il presidente Obama) |
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Quando la CIA lavora per conto del Mossad |
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Inchiesta, dicembre 2011 - Per la prima volta, prove alla mano, Hezbollah ha dato conferma a quello che migliaia di persone già sapevano, che le ambasciate degli Stati Uniti nel mondo sono dei nidi di spie, che violano quotidianamente i protocolli internazionali che disciplinano le relazioni tra gli Stati nel mondo. Ma è certo che né Ban Ki Moon, né altri intendano preoccuparsene. Fanno parte del gioco |
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Il doppio gioco di Recep Tayyip Erdogan |
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Turchia, dicembre 2011 - Erdogan ha condotto il suo paese sulla via della prosperità economica e gli ha assegnato una indubbia importanza geostrategica.Ma ciò è stato possibile praticando una politica del “doppio gioco”. Predicare la libertà di espressione e perseguitare i giornalisti; litigare con Israele e continuare, di soppiatto, a commerciare con questo paese; predicare una politica di “buon vicinato” e lavorare per la destabilizzazione dei vicini; proclamarsi neo-ottomanista e continuare ad essere kemalista... (nella foto, Recep Tayyip Erdogan) |
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