La Henry Jackson Society pubblica il suo piano per l'invasione della Siria |
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Siria, gennaio 2012 - La Henry Jackson Society, un think tank dell’imperialismo liberale britannico, ha appena pubblicato il suo piano per una invasione anglo-americana della Siria. Una simile operazione, per la realizzazione della quale Londra si sta molto impegnando, precipiterebbe il mondo verso un conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e la Russia... |
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Come Londra è al lavoro in Siria |
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Siria, dicembre 2011 - Il dramma attualmente in atto in Siria non è locale, ma internazionale, trattandosi di uno dei luoghi di instabilità creati dall’oligarchia finanziaria inglese per scatenare un conflitto mondiale. Nel momento in cui l’impero finanziario off shore della City è sul punto di affondare, diverse agenzie britanniche sono al lavoro per forzare l’opinione pubblica mondiale a sostenere la distruzione della nazione siriana... (nella foto, Abdelhakim Belhaj) |
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Gli Stati arabi, ostaggio della loro "Lega" - parte quarta |
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Inchiesta, dicembre 2011 - E’ certo che con l’asse Russia, Cina, Iran, Siria, Libano si allineeranno gli altri Stati del “BRICS”, e i complotti in corso o in gestazione saranno come un colpo di spada nell’acqua e che, al posto del “Grande Medio oriente” pianificato dagli USA, c’è un “Nuovo Medio Oriente”, all’opposto di quello auspicato, che sorgerà da un altro ordine mondiale, fondato su altre regole, altri principi! (nella foto, summit della Lega araba) |
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Gli Stati arabi, ostaggio della loro "Lega" - parte terza |
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Inchiesta, dicembre 2011 - Ecco che la Russia interviene mettendo in guardia contro ogni velleità di destabilizzazione o di guerra contro la Siria e allo stesso tempo annuncia la sua opposizione ad ogni ingerenza straniera negli affari di questo paese. E lo fa sul serio, impegnando la sua armada dissuasiva nella regione per “impedire una guerra dalle gravi conseguenze”. Lavrov mette anche in guardia contro un linguaggio fatto di “avvertimenti e minacce” nei confronti della Siria (nella foto, Sergey Lavrov) |
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Gli Stati Uniti e la "primavera araba" |
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Analisi, dicembre 2011 - Certamente non sono stati gli Stati Uniti a provocare la “primavera araba”. Le rivolte che hanno percorso la piazza araba sono conseguenza dell’assenza di democrazia, di giustizia sociale e di fiducia tra popolo e governanti. Tuttavia il coinvolgimento USA in questo processo è evidente. Le somme investite, le formazioni offerte, l’impegno militare e le manovre diplomatiche di alto livello lo confermano. E siccome la politica estera USA non è mai stata un modello di filantropia, occorre attendersi che il governo USA potrà dire la sua nella gestione degli affari politici ed economici dei paesi arabi “liberati”? (nella foto, il logo di OTPOR/CANVAS)
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